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Prosciuttto crudo istriano doc

 riportiamo con opportuna citazione

Guerra del prosciutto istriano tra Zagabria e Lubiana (Il Piccolo 03 mar)

di Franco Babich

Il prosciutto istriano divide l'Istria. Ha provocato curiosità e reazioni contrastanti, in Slovenia, la notizia che un gruppo di produttori della parte croata dell'Istria è riuscito, dopo una battaglia lunga 14 anni, a registrare il marchio «Prosciutto istriano doc», che diventa dunque un prodotto con Denominazione di origine controllata.

Il marchio, per ora, è tutelato in Croazia, per cui la Kras di Sesana dovrà ritirare il proprio prodotto con lo stesso nome dai negozi croati, ma se un giorno, quando la Croazia diventerà Paese membro dell'Unione europea, Zagabria volesse proteggere il marchio a livello comunitario, non si esclude una «guerra del prosciutto» per difendere e rivendicare una specialità gastronomica che anche senza i crismi dell'ufficialità era ed è considerata sinonimo di qualità. L'istria, peraltro, sostengono i produttori sloveni, non finisce sul confine tra Croazia e Slovenia.

La prima a lamentarsi della registrazione del marchio prosciutto istriano doc è stata l'impresa Kras Istra di Buie, società figlia dell'industria agroalimentare Kras di Sesana, ma senza successo: i prodotti con il nome «prosciutto istriano», se non certificati dall'Associazione dei produttori di prosciutto di Pisino (che accomuna 13 produttori), dovranno essere ritirati dal commercio in Croazia. Un termine perquesta operazione non è stato ancora definito, ma è certo che per i produttori sloveni questo sarà un danno non indifferente. A Sesana, però, c'è anche chi vede di buon occhio la tutela del marchio da parte croata.

 «I croati hanno fatto bene a tutelare il prosciutto istriano, perché si tratta di un prodotto tradizionale», sostiene Stanislav Rencelj, segretario generale dell'associazione «Kraski prsut» (Prosciutto del Carso). La Kras, secondo Rencelj, ha preso in prestito il nome «prosciutto istriano», ma quei prosciutti non sono stati stagionati in Istria. Trattandosi comunque di ottimi prodotti, si potrà anche in futuro piazzarli sul mercato croato, seppure dovranno essere ribatezzati. «Sceglieremo qualcosa che ricordi il Mediterraneo», spiega Rencelj. Per il prosciutto istriano, ad ogni modo, il futuro è garantito. Secondo alcune stime, i 13 produttori che aderiscono all'associazione che è riuscita a ottenere la tutela del marchio doc, riusciranno a produrre circa 15mila «violini» di maiale all'anno, mentre il consumo annuale, solo in Istria, è di circa 100mila pezzi.

Chi acquisterà un prosciutto istriano doc sarà sicuro che tutte le fasi della produzione, dall'alimentazione degli animali alla macellazione e poi fino alla stagionatura - il prodotto dovrà trascorrere nel prosciuttificio almeno un anno - sono state rigorosamente controllate. Considerata la qualità già certificata di vino e olio d'oliva, l'Istria sta diventando sempre di più un'autentica mecca della buona tavola. Con il prosciutto al posto d'onore.

 

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