cibo, vino e quantobasta per essere felici

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Attraverso i cookie possiamo personalizzare la tua esperienza utente e studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Cookie Policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Chiedilo a qb

Conoscete la Rosa dell'Isonzo?

Non c'è solo la ormai arcinota rosa di Gorizia, ma anche la Rosa dell’Isonzo®. Raccontiamo la storia di questo marchio  sul numero di febbraio del nostro mensile cartaceo. Il  Progetto “Rosa dell’Isonzo” ha le sue radici nell’attività di valorizzazione dei prodotti locali che ha svolto l’Istituto Agrario Statale “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo già dagli anni 2008/2009, quando era diretto dal dott. Flavio Barbina. La scuola acquisì le sementi dai produttori goriziani e da altri produttori locali e condusse una serie di studi, prove in campo e di laboratorio. Tra i docenti che parteciparono alle iniziative vanno citati la prof.ssa Maria Luisa Zoratti, il prof. Marco Vecchi e il prof. Flavio Montanino coadiuvati dal personale dell’Azienda agraria della scuola, con il coinvolgimento degli studenti. Nel 2011 il “Brignoli” fu accorpato all’ “Einaudi-Marconi” di Staranzano. Nacque così l’ISIS “Brignoli - Einaudi - Marconi”. 

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

Informazioni