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Pasticceria e Pasticceri

Budino gabinetto per riciclare i dolci avanzi

Panettoni e pandori sono i re delle tavola delle feste. Ma se avanzano? Ecco una ricetta per voi. Ricicliamo pandori e panettoni con il famoso budino gabinetto.  L'Epifania porta via solo le feste, ma non ciò che rimane in dispensa dei panettoni e pandori delle ricorrenze da poco concluse. (A dire il vero la tradizione meneghina prevede che l’ultimo panettone sia mangiato a San Biagio il 3 febbraio, dopo la Candelora). La ricetta di “riciclo avanzi” che vi propongo affonda le radici nelle povere preparazioni della nostra tradizione domestica, dove anche il pane vecchio era sacro e non si buttava mai.

Già nel ‘400 il Maestro Martino da Como, cuoco del patriarca di Aquileia nel Libro de Arte Coquinaria riporta una suppa dorata, termine che si riflette nel friulano sopis doradis, cioè fette di pane raffermo imbevute in latte, uova, zucchero, aromi e poi fritte nel burro. Nella Venezia Giulia sono note come Snite o snìtis, nome che tradisce l’origine austriaca da Schnitte “fetta”. Il pane fritto è un dolce comune a molti altri territori del Nord d’Italia, cugino del pain perdu francese, diffuso anche in Istria dove, a Fiume, è chiamato Làndize.

In Carnia li’ sopis, una volta fritte, venivano inzuppate nella bulìde, una specie di vin cotto speziato e questa versione è simile alla sope di cjavàl, un tempo prescritta alle puerpere come corroborante.

Il pane, anche per la sua sacralità rispetto ai digiuni dell’indigenza, non è mai stato sprecato e il suo recupero e riuso è presente in tutti i ricettari familiari e anche in quelli a stampa. In quello di Caterina Prato si usa il pan nero per una torta; la Contessa Perusini annovera sia una torta di pan di segale che un budino di pane e uno di focaccia.

Il budino che vi presento ha il nome altisonante di budino diplomatico. In gastronomia l’aggettivo diplomatico è però caratteristico di una millefoglie alla crema con all’interno del pandispagna. L’attestazione forse più famosa di questa ricetta è data dall’Artusi che la chiama “Budino Gabinetto”, “un budino che sa di diplomazia” (il termine gabinetto, dal francese cabinet, è inteso come gabinetto di governo). Trattasi di un dessert molto buono, sia nel sapore sia nella consistenza; non sfigura affatto in un pranzo elegante, tanto che l’Artusi propone di realizzarlo appositamente con biscotti savoiardi. Il budino di panettone, una soluzione per riciclare gli avanzi dopo i bagordi delle feste, viene chiamato anche el budin de la serva. 

 

leggi qui la ricetta Il budino gabinetto 

 

 

Articolo completo sul numero di gennaio 2020 del mensile qbquantobasta. Scarica subito la tua copia https://qbquantobasta.it/shop/numeri-completi/qb-quantobasta-gennaio-2020-copia-digitale

 

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Struffoli senza zucchero

Gli struffoli di Salvatore De RisoGli struffoli di Salvatore De Riso

Salvatore De Riso propone i classici struffoli con i sapori della Costiera Amalfitana e i caratteristici agrumi: ma senza zucchero. La ricetta è stata presentata già nel 2014 a Gusto in Scena per la manifestazione La cucina del senza. La riproponiamo. 

 

Ingredienti


4 uova intere           
50 g burro morbido       
60 g vino bianco           
50 g fruttosio               
1 pizzico di Sale               
500 g farina 00 setacciata       
buccia di limone, di arancia, di mandarino grattugiati 

PER CONDIRE E DECORARE


500 g miele millefiori       
diavolini (piccoli confettini colorati)
frutta candita: clementine, arancia, ciliegie rosse

 

PREPARAZIONE

 

Setacciate la farina e disponetela a fontana. Al centro ponete il vino bianco, il fruttosio, il burro morbido e le uova sbattute, il sale e gli agrumi grattugiati.

Iniziate a impastare a partire dal centro: emulsionate prima tutti gli ingredienti morbidi e liquidi e infine piano piano fate assorbire tutta la farina.

Quando l’impasto sarà liscio e setoso, avvolgetelo in un foglio di nylon per alimenti. Lasciate riposare la pasta in frigorifero per circa un’ora.

Stendete la pasta sul tavolo realizzando dei sottilissimi filoncini e disponeteli uno vicino all’altro.

Cospargete con abbondante farina e tagliate ogni filoncino in tanti piccoli gnocchetti. Setacciate gli gnocchetti eliminando la farina in eccesso e friggeteli in olio extra vergine d’oliva bollente.

Quando gli struffoli saranno ben dorati toglieteli dall’olio e fate assorbire l’olio in eccesso sopra un foglio di carta assorbente.

In un contenitore capiente mettere gli struffoli cotti con abbondante miele millefiori, unite i cubetti d’arancia candita e rimestate con un cucchiaio di legno.

Decorate la superficie con diavolini (piccoli confettini colorati) e piccoli pezzi di clementine, ciliegie e filetti di arancio candito, decorando anche il bordo del piatto. 

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Tirime su - Coppa Vetturino La storia continua

Flavia CosoloFlavia Cosolo

Se non avete ancora avuto l'opportunità di assaggiare il Tirime su di Pieris, coppa Vetturino, il dolce della Venezia Giulia,  non perdete l'appuntamento del giorno 11 dicembre al ristorante Il vostro Eden di Gorizia (viale XX Settembre 71). L'appuntamento, che avrà inizio alle ore 18, è organizzato dal Consorzio Culturale del Monfalconese, dall'Ecomuseo Territori Genti e Memorie tra Carso e Isonzo, da PromoTurismoFvg, dalla Camera di Commercio Venezia Giulia e da Aries. 

tirime su edentirime su eden

 “Tirime su - Coppa Vetturino” con Spumante Verduzzo Gran Dessert della Cantina Produttori Cormòns e Marsala Florio. Sono questi gli abbinamenti proposti nel nuovo evento in programma. A raccontare l'incredibile storia del “Tirime su - Coppa Vetturino” - il capostipite di tutti i Tiramisù conosciuti - e a svelare i segreti di questa ricetta, sarà Flavia Cosolo, la figlia dello chef Mario Cosolo, che da anni si dedica con grande passione e competenza alla promozione di questo dessert. Il “Tirime su - Coppa Vetturino”, infatti, è stato creato negli anni '30 da Mario Cosolo per i clienti del ristorante di famiglia “Al Vetturino” che all’epoca si trovava a Pieris, in provincia di Gorizia. A dialogare con Flavia Cosolo in questa occasione sarà il giornalista enogastronomico Stefano Cosma.

 

 

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Di putizza e gubana ne parla anche Forbes

Gubana courtesy of TurismofvgGubana courtesy of Turismofvg

Dolci delle feste: gubana e putizza finiscono su Forbes. La giornalista newyorchese Catherine Sabino dopo l’articolo dedicato a Udine, parla ancora del Friuli Venezia Giulia in un articolo dedicato ai dolci tipici italiani del periodo delle feste. Gubana e putizza, caratteristiche rispettivamente delle Valli del Natisone e Cividale e di Trieste e Gorizia, sono state nominate tra le specialità italiane che vengono preparate, come detta la tradizione, durante il periodo delle feste. Non solo panettone, infatti, sul banco dei dolci da forno delle diverse regioni italiane secondo Forbes, uno dei più famosi e prestigiosi magazine americani di cultura economica e lifestyle. Eccovi il link “If you like panettone, don’t miss these other amazing italian holiday cakes”. 

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Kletzenbrot (Zelten)

Salzburgerland kulinarikSalzburgerland kulinarik

Le pere essiccate nel Salisburghese sono anche chiamate Kletzen e sono loro a dare il nome al famoso Kletzenbrot. Questo gustoso pane di frutta racchiude in sé tutto ciò che la natura ha da offrire prima che arrivi l’inverno: farina di segale e frumento, nocciole, pere essiccate e uva sultanina, oltre a ogni sorta di spezie come cannella, chiodi di garofano, anice e finocchio.

I contadini cuocevano in forno questo pane di frutta già centinaia di anni fa come sostanzioso piatto invernale, un pane non particolarmente dolce.

Per voi al link la ricetta in dettaglio La ricetta del Kletzenbrot

Questa specialità tipica del Natale, che in Tirolo è chiamata “Zelten”, viene cotta già all’inizio dell’Avvento. Questo perché più il pane viene lasciato riposare, più diventa gustoso. In genere si mangia nella merenda pomeridiana di pomeriggio spalmato di burro e accompagnato dal caffè, oppure accompagnato con formaggio di montagna, come si usa nella valle salisburghese di Gastein.

Oltre al Kletzenbrot, nell’Alta Austria esiste anche lo Störibrot: un pane è fatto con farina di frumento e di segale chiara, spesso aromatizzata all’anice. Per tradizione viene tagliato il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre. In questa data cominciano nell’Alta Austria anche le Kripperlroas, le celebri processioni di presepe in presepe.

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Sfogliatella di Babbo Natale

Sfogliatella di NataleSfogliatella di Natale

 

Un involucro di sfogliatella colorata di rosso e  ripiena di una crema soffice arricchita da pezzetti di pandoro e gocce di cioccolato. Un dolce bello da vedere e perfetto come idea regalo. Un'idea golosa di Cuori di Sfogliatella, pasticceria napoletana (Corso Novara, di fronte alla Stazione centrale di Napoli), che propone ogni giorno trenta varianti si sfogliatelle dolci e salate, oltre alle classiche versioni ricca e frolla. Cuori di sfogliatella è  il brand fondato da Antonio Ferrieri, ideatore della sfogliatella fritta, delle sfogliatelle salate, della Vesuviella - sfogliatella a forma di Vesuvio - e della Borbonica, la sfogliatella che racchiude un ripieno di ricotta e babà. 

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Viva le favette triestine

Favette triestineFavette triestine

 

Favette:  piccolo dolce triestino che resta sempre vivo nella memoria. E proprio di dolce della memoria si tratta, in quanto i sacchetti di favette si trovano in pasticceria nei mesi di ottobre e novembre. come dolce della festa di tutti i Santi e dei Defunti. In realtà qui a qb, reparto golosi, siamo convinti che sia un dolce perfetto per tutti i dodici mesi dell'anno. Vi proproniamo qui la ricetta per realizzarle a casa vostra. La ricetta fa parte delle selezionate proposte del recente volume Com'è dolce Trieste di qubì editore, con il meglio della tradizione pasticciera mitteleuropea che a Trieste è ormai tradizione consolidata. 

Com'è dolce Trieste copertinaCom'è dolce Trieste copertina

 

 

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Torta di zucca e cioccolato

di zucca e cioccolatodi zucca e cioccolato

 

Michela Urbano del blog cioccolatolamponi.it ci ha proposto una ricetta di pan(ettone) alla zucca, che abbiamo deciso di pubblicare in copertina nel numero di novembre 2019 di qbquantobasta. La zucca deve essere proprio nelle sue corde, poichè anche questa sua torta golosa è davvero irresistibile. "Vibrano i colori verso toni più intensi, Novembre ne sei l'apoteosi. Raffinati ed eleganti i tuoi marroni ben si accostano alle tinte pastello dei riflessi leggeri. Di castagne roventi, ma anche di zucche e cioccolato il tuo sapore. Finalmente dopo tanto provare, ho trovato quest'anno il dolce ideale".
Ingredienti
Frolla al cacao e mandorle:
250 g farina
90 g zucchero a velo
160 g burro
14 g cacao amaro
30 g farina di mandorle
20 g di amaretti sbriciolati
1 uovo
sale
Farcitura:
500 g di zucca cotta e frullata
200 g panna da montare
90 g zucchero di canna
2 uova
2 cucchiai di rum
cannella in polvere, noce moscata e pimento "a sentimento".

Le istruzioni e il procedimento per realizzare questa golosa ricetta li trovate QUI

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