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Da Otto a Timau: ristorante al femminile

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Il ristorante Matiz da Otto è gestito dalla stessa famiglia fin dal 1700, abbiamo documenti che parlano già all’epoca di una locanda con cucina e una camera! Prima  della guerra del 1915 la bisnonna, originaria di Cortina, investi la dote  nuziale ingrandendo l’ambiente e lo portò avanti anche una volta rimasta vedova. Fu una dei suoi cinque figli a proseguire l’attività, appunto mia suocera. Mia suocera passò a me le consegne di questo ristorante a conduzione praticamente sempre femminile. Avevo infatti sposato uno dei suo quattro figli, Diego. Lo conobbi nel 1975, fu un colpo di fulmine, tutti e due giovanissimi abbiamo subito cominciato il nostro percorso assieme. In cucina, come dicevo, c’era mia suocera, una brava cuoca e una grande lavoratrice, si faceva una cucina ancora povera ma genuina e questo sicuramente ha influenzato le mie scelte successive. Nel 1979 è cominciata la mia gestione della cucina, premetto che non sapevo far da mangiare… Mi sono trovata ai fornelli da sola alle porte dalla stagione estiva: il mio carattere mi ha di certo aiutata nel superare le tantissime difficoltà iniziali. Ho preso in mano la situazione e ho continuato a fare i piatti tipici della tradizione carnica, in più, attingendo nozioni da mia mamma, facevo qualche piatto della tradizione friulana; nei ritagli di tempo provavo ricette nuove che Diego faceva assaggiare ai clienti e se piacevano le mettevo sul menù. Sfogliavo e cercavo in molti libri di cucina e in più facevo anche dei corsi. La mia tenacia fu premiata e la mia cucina venne inserita in diverse guide. Naturalmente per migliorare servono costanza, fantasia, duro lavoro ed è ciò che ho fatto per questi 38 anni, piano piano.  Il riscontro positivo dei clienti mi ha spinto a dover prendere un aiuto. Ho sempre lavorato con ragazzi giovani e perciò, senza falsa modestia, penso di potermi attribuire il successo di questo locale, geograficamente fuori mano ma apprezzato da chi ama una cucina vera. Ho sempre cercato di essere all’altezza delle aspettative dei nostri clienti sacrificandomi quasi del tutto tra cucina e famiglia. Con il cambiamento dei tempi ho cominciato a proporre piatti nuovi e a innovare i piatti della tradizione principalmente i cjarsons, "krofn"in timavese, che nel tempo ho cercato di bilanciare nei sapori rendendoli equilibrati e gradevoli al palato. L’unica cosa immutabile nei cjarsons è la loro chiusura, fatta così da quando la bisnonna venne da Cortina a Timau. Nel 2005 arrivò nel locale Stefano Buttazzoni, siamo quasi subito entrati in sintonia. Abbiamo due caratteri… io sono ipercritica e ostinata, lui   è testardo e si difende bene sullo sviluppo delle idee e dei piatti, ma sappiamo entrambi mediare e troviamo quasi sempre un punto d’incontro, tanto che adesso affido in tutta tranquillità cucina e clienti a lui. Stefano ha portato una ventata di novità  e suggerimenti positivi, in cucina si respira un’aria piacevole e questo aiuta tutti e due a cercare sempre nuove cose da proporre, anche piatti che non sempre si trovano in locali "modesti" come il nostro. Il nostro menu? Varia giorno dopo giorno ma da noi si trovano sempre  Da noi si si trova sempre frico,  selvaggina, cervo, capriolo, camoscio, cjarsons ma anche tagliatelle al profumo di caffè con i porcini, sformati con erbe, crespelle al formaggio di malga e pistacchi, formadi frant e semolino, ravioli con farina di pere secche con frant e patate, ravioli anitra e arancio, blecs di saraceno alle erbe con farina di mammut. E in queste settimane il piatto forte della stagione: zuppe di porcini e zucca. 


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