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Ciro di Maio, pizza con le orecchie a Brescia

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Ciro di Maio del Pasta Madre di Brescia Ciro di Maio del Pasta Madre di Brescia Frattamaggiore è un comune del Napoletano di circa trentamila abitanti, più noto forse alle pagine di cronca giudiziaria che alle pagine di enogastronomia. Qui nel 1990 nasce Ciro Di Maio. Mamma casalinga, babbo che fa lavoretti saltuari, sorelle che si portano a casa il lavoro da calzolaie per pagare le bollette. Ciro si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare. Nel 2015 la svolta. Trova quasi per caso un lavoretto a Brescia da pizzaiolo per la catena “Rossopomodoro”, che ha aperto uno spazio a ridosso del multisala cittadino, a due minuti dal casello autostradale. È l’inizio di un’avventura che non poteva immaginare. La catena decide di lasciare la gestione in mano a sei soci, tra di loro c’è anche Ciro, che si era distinto tra tutti per il suo impegno. A poco a poco compera le quote degli altri, aiutato anche da un manager che di nome fa Eugenio, come il padre. E riesce poi ad assumere nuovamente tutti i colleghi di lavoro che rischiavano di rimanere a casa.

Così è nata  “Pizza Madre”, il suo locale a Brescia che oggi dà lavoro a una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta dove non manca mai la fritturina napoletana.  “Ci amano perché rappresentiamo la tradizione napoletana della buona cucina”, dice Ciro. In menù ha la pizza verace, ma anche il “battilocchio”, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. “Utilizziamo ingredienti semplici, ma tutti freschi e selezionati. Anche per questo abbiamo ottenuto la fiducia di alcuni calciatori del Brescia Calcio, che mi chiedono dopo le partite o in certe occasioni speciali di cucinare per loro”. 

Il passaparola è la miglior arma, si sa. L'altra sono sicuramente i prodotti: Olio extra vergine Dop, Mozzarella di Bufala Campana dop, pomodorino del Piennolo, Ricotta di Bufala omogeneizzata e Porchetta di Ariccia Igp. Alla fine, però, l’elemento premiante è sempre la pasta. “Scegliamo quotidianamente il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata”, spiega. “Ne esce un impasto molto lievitato, morbido, idratato. Seguiamo la tradizione anche nelle forme. Non mi piacciono le pizze rotonde e realizzate come fossero un programma di un computer. Le pizze devono avere le orecchie e se c’è più pomodoro da una parte è perché usiamo pomodori veri, non salsine che si spalmano omogeneamente. Siamo veraci:  anche le nostre pizze devono esserlo”.

Pizza Madre, Via Sorbanella, 14, Brescia BS
Telefono: 030 353 4570


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