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A BOLZANO IL PRIMO KOMBUCHA BAR D’ITALIA

A BOLZANO IL PRIMO KOMBUCHA BAR D’ITALIA - MATTIA BARONI, CHEF DEL RISTORANTE CASTEL FLAVON APRE LA SFIDA AL “BERE SANO”. Inaugurato oggi, 1 dicembre 2018, il primo Kombucha bar d’Italia, in cui viene servita la bevanda fermentata probiotica a base di tè che, partita dalla Cina, sta conquistando Stati Uniti e mondo anglosassone. L’alfiere della Kombucha è Mattia Baroni, giovane chef d’avanguardia del ristorante Castel Flavon. Noto per la sua elegante cucina a base di prodotti fermentati, dopo aver lanciato EatAlive, un menù realizzato partendo dalle tecniche di fermentazione antica che esalta digeribilità e integrità dei cibi conservandone gusto e sapore, Baroni si lancia ora nella sfida del bere “sano”, proponendo all’interno della carta dei vini del ristorante una selezione di bevande a base di Kombucha studiate in abbinamento alle sue creazioni. Ma è altrettanto interessante sperimentarle come proposta alternativa (targata VIVO) nella lounge Skybar di Castel Flavon, accomodati sulla spettacolare terrazza panoramica.

Il fenomeno dei kombucha bar sta assumendo dimensioni globali. Il salto della bevanda dai negozi di prodotti salutistici al mainstream attraverso i caffè hipster è stato rapido. Considerata un efficace sostituto dell’alcol, anche se è frequente l’uso in mixologia, la produzione di Kombucha fresca (Raw Kombucha) sta uscendo dalla sua nicchia di cultori conquistando spazi nel mercato dei giovani consumatori di birra artigianale e vini naturali anche nei classici pub e caffè di tendenza e spesso adottata da molte cucine gourmet per le sue qualità aromatiche e l’acidità naturale.
Il Kombucha Bar verrà inaugurato con una kombucha speciale natalizia a base di cannella, mela e zucca, servita in bottiglia, dove avviene naturalmente la carbonatura. Al bancone sarà presente anche la Kombucha dei due soli altri produttori italiani che la realizzano fresca, senza sistemi di conservazione che ne eliminano le proprietà probiotiche.

FOTO DI ANNA CERRATO

Le prime notizie relative a questa bevanda risalgono alla dinastia cinese Qin (intorno al 250 a.C.). I cinesi la chiamavano "elisir della salute immortale", in virtù dei suoi benefici effetti sulla digestione e sulle funzioni vitali. In seguito il kombucha si diffuse in Russia e nell'Europa dell'Est, verso la fine del Medioevo, quando il tè per la prima volta diventò un prodotto alla portata di tutti.
La preparazione della kombucha è relativamente semplice. Il tè (verde, nero o un mix di entrambi) o altre infusioni tanniche, zucchero e acqua filtrata sono sigillati con un tappetino di cellulosa dall'aspetto viscoso chiamato Scoby, che è una coltura simbiotica di batteri e lievito. Si fa galleggiare questo biofilm sulla miscela e si lascia fermentare dai 7 ai 30 giorni, a seconda delle condizioni atmosferiche e delle preferenze personali. Il gusto della Kombucha può essere personalizzato aggiungendo frutta e spezie.

Castel Flavon/Haselburg
Sorto probabilmente sui resti di un castelliere retico, risale ai primi anni del XIII secolo. Primi proprietari furono i signori di Haselberg, originari appunto di Haslach (Aslago); questi, nel 1259, vendettero i loro diritti giurisdizionali sul distretto parrocchiale di Bolzano al conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia. Il castello passò poi di mano in mano, fino a che - tra il 1475 e il 1541 - i signori di Fiè (i Völs) non lo modificarono profondamente conferendogli l’aspetto attuale a tre ali. L'ultima ristrutturazione, per iniziativa degli ultimi proprietari, la famiglia di imprenditori bolzanini Oberrauch, è stata realizzata su progetto del visionario architetto bolzanino Dietmar DeJori. Dal 2009 il Castello è in gestione ad Andreas Amort con il socio Gerhard Stecher, che hanno trasformato il Gasthaus originario in un ristorante elegante e suggestivo.

Castel Flavon, Via Castel Flavon, 48, Bolzano. Tel 0471 402130.

 

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