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Declinazioni di Falanghina: Masterclass a Vinitaly

Vinitaly consente sempre di approfondire le conoscenze di regioni e di vitigni lontani da noi: nel nostro caso, a esempio, la Falanghina,considerata la regina della Campania. Il suo nome deriva probabilmente dall’uso dei pali detti “falange” che sin dall’antichità venivano usati per sostenere le viti. L’origine di questo vitigno a bacca bianca viene fatta risalire alla colonizzazione greca. Diffusa un po’ ovunque nella regione Campania si esprime al meglio nell’area vulcanica dei Campi Flegrei e nel territorio montuoso del Sannio. Per saperne di più noi di q.b. abbiamo partecipato a una Masterclass condotta da Steffen Maus, giornalista e conoscitore della viticoltura italiana da oltre vent’anni. 

“La coltivazione caratterizzata da basse rese e accompagnata da vinificazioni sempre più accurate – ha spiegato Maus – hanno portato a un aumento della qualità, dimostrando le potenzialità di questo vitigno dal quale si produce un vino di grande personalità, apprezzato soprattutto per la fragranza dei suoi aromi e la vivacità gustativa”.

Falanghina del Sannio Spumante Brut 2018 Cantina di Solopaca
Storica cantina sociale del territorio che dal 1985 produce Spumanti Metodo Charmat. La Falanghina grazie all'elevata acidità è un vitigno molto adatto alla presa di spuma; l’utilizzo della autoclavi permette di mantenere le note tipiche e fragranti del vitigno.  Brillante paglierino esaltato dal perlage fine, sprigiona al naso note agrumate di pompelmo e limone; seguono erbe aromatiche quali salvia e timo. Sorso intrigante per cremosità carbonica e freschezza scattante, in chiusura ricordi di mandarino.

Falanghina del Sannio Taburno 2018 Pietrefitte
Nuova piccola realtà nel cuore del Sannio dove si fondono arte e viticoltura.  Le etichette sono firmate da Elio Mazzella, artista presente alla 54° Biennale di Venezia
Giallo paglierino luccicante. L’olfatto è caratterizzato dalle essenze di fiori di tiglio addolcite da frutta esotica, a seguire cenni di agrumi quali lime, arancia e mandarino. L’ingresso in bocca è sferzante, sorretto da una vivida acidità per poi sfumare in un finale ammandorlato.

Falanghina del Sannio Senete 2017 La Guardiense
La più grande cooperativa della Campania: 1000 soci, 1500 ettari di cui 600 coltivati a Falanghina.
Luminoso giallo paglierino. Naso timido e pacato, si svelano lentamente ricordi di ananas e acacia, poi toni freschi di macchia mediterranea con un tocco speziato di noce moscata. Sorso squillante bilanciato da una consolidata nota alcolica, chiusura persistente in cui sfilano i ritorni olfattivi.

Falanghina del Sannio Biancuzita 2016 Torre a Oriente
Condotta da Patrizia Iannella, l’azienda è stata fondata nel 2002; non produce solo vino ma anche olio e legumi con un occhio attento alla biodiversità.
Giallo paglierino che riluce. Si delinea un profilo olfattivo dagli intensi rimandi fruttati, pera matura in primo piano, a seguire regala ricordi floreali e minerali. All’assaggio la struttura gustativa è influenzata dalle componenti morbide slanciate da una spiccata acidità e un finale di salsedine.

Falanghina Beneventano Cara Cara 2016 Terre Stregate
Azienda familiare;  comprende 22 ettari di vigneto, per una produzione di 110.000 bottiglie. La Falanghina Cara Cara è però un prodotto di nicchia di sole 2000 bottiglie.
Giallo paglierino vivo dai riflessi dorati. Si muove lentamente nel calice e con la stessa calma si lascia percepire nella sua piena espressione: frutta matura, vaniglia e soave affumicatura. Il sorso è morbido, burroso, ma ben bilanciato; poggia su una solida struttura e un proporzionato equilibrio per concludersi con fresche note agrumate.

Lambertina lo strudel e l'oca golosa

“Lambertina”, il dolce ufficiale del merletto goriziano, ha consentito alla pasticceria L’Oca Golosa di Gorizia di entrare nell’olimpo delle pasticcerie italiane, in quanto giudicata tra le torte più innovative della penisola. Valentina De Luca, che gestisce la pasticceria goriziana insieme al fratello Federico e al compagno Francesco Pizzigallo, è infatti una dei cinque finalisti del prestigioso contest Miglior pasticcere under 35. Il concorso promosso da Italian Gourmet, in collaborazione con Agrimontana e Irinox, rappresenta un’occasione importante per gli under 35, di dimostrare le proprie capacità nel creare un cake innovativo, diverso dal solito, dove la creatività e il gusto, ma non solo, sono protagonisti. La Giuria presieduta da Gino Fabbri, maestro di pasticceria di fama internazionale, a suo insindacabile giudizio ha selezionato i cinque finalisti.

Tra questi appunto “Lambertina”, nata nel febbraio 2018 in base a una ricetta che compendia il gusto della tradizione dolciaria di Gorizia. In un guscio di friabile pasta frolla è contenuto un ripieno che amalgama sapientemente i sapori della tradizione dolciaria locale; decorata all'esterno con la trama del Merletto Goriziano realizzata in pasta di zucchero. Il nome del vincitore del concorso si conoscerà lunedì 20 maggio, nella finale del World Pastry Stars 2019 a Milano. 

L’Oca Golosa è anche in gara per la Strudel Cup, organizzata da Luigi Biasetto, campione del mondo di pasticceria: lo strudel sfornato nella pasticceria di corso Italia è stato giudicato tra i 50 più buoni della penisola. Due qualificazioni che rendono merito alla passione, all’impegno e alla voglia di sperimentare dei tre giovani pasticceri, sempre nel rispetto della tradizione e degli ingredienti genuini e del territorio. Martedì 23 aprile 2019 a Folgaria ci saranno le semifinali e venerdì 26 le finali del campionato di strudel, volto a dar lustro a uno dei dolci più celebri della cucina italiana.

L’Oca Golosa gareggia in questo caso con uno strudel che assomma le caratteristiche di Gorizia città di confine, con una cucina dalle forti contaminazioni mitteleuropee. La pasta sfoglia raccoglie un ripieno tradizionale di diversi tipi di mele creato ad hoc, pinoli italiani tostati in padella con burro di Normandia, uvetta sultanina macerata in grappa di vinacce friulane, tutto legato e insaporito con confettura di albicocche e profumo di scorza di limoni di Sicilia e cannella. Uno strudel da servire rigorosamente caldo, con una spolverata di zucchero a velo.
Per L’Oca Golosa un’altra soddisfazione è arrivata da Goloasi.it, portale di riferimento del settore: nella lista delle colombe artigianali più buone d’Italia l’unica rappresentante del Friuli Venezia Giulia è proprio quella preparata nella pasticceria goriziana.

Masterclass BRDA HOME OF REBULA

MASTERCLASS Brda, home of rebula - VINITALY 2019. Dopo il successo delle edizioni di Brda Home of Rebula, tenutesi negli anni scorsi a Vila Vipolže e all'edizione 2018 del Vinitaly, è stata riproposta anche alla 53a edizione, una Masterclass dedicata al vino simbolo della Goriška Brda e del Collio goriziano, la Ribolla Gialla - Rebula. L’evento era riservato a un pubblico di esperti del settore, giornalisti e blogger. Noi di qbquantobasta, da sempre attenti alle evolzuioni del mondo del vino sloveno, non potevamo mancare.Di questo vitigno autoctono ne troviamo menzione storica già dal 1299. Oggi sono diffuse 4 varietà: (in italiano) Rebula verde, Rebula gialla, Rebula pazza, Rebula spargolo. Inoltre negli ultimi vent’anni sono stati selezionati 5 cloni in Slovenia. Affascinante nella sua complessa semplicità, la Ribolla ispira i produttori di vino con la sua freschezza e leggerezza, ma allo stesso tempo persuade anche come vino maturo, affinato in rovere o in qualsiasi altra botte o nelle anfore, vino macerato o di tipo orange wine, vino spumantizzato, ma anche come vino dolce prodotto con uve appassite.Ha fatto da moderatore Gašper Čarman due volte miglior sommelier europeo e mondiale. La sua passione l’ha portato a fondare quindici anni fa eVino, la prima enoteca online della Slovenia, che in un decennio è diventata un punto di riferimento qualificato e il più grande distributore di vini pregiati in Slovenia, realizzando anche un marchio di vini con il suo nome (Gašper).

Il prof. Denis RUSJAN, docente di viticoltura presso la Facoltà di Biotecnologia dell'università di Lubiana, descrive il concetto del “terroir” vitivinicolo. Termine usato per delineare un comprensorio nel quale si sviluppa una cultura collettiva delle interazioni tra un ambiente fisico e biologico identificabile, e le pratiche vitivinicole che vi sono applicate, che conferiscono caratteristiche distintive alla Ribolla Gialla. Con l’ausilio di slide, il docente ha descritto l’areale del BRDA con le sue caratteristiche e la formazione del suolo, il flysch (strati di marna/arenaria), della topografia, del clima (l'influenza del mare e dei venti), del paesaggio e della sua biodiversità. Dai grafici è balzato agli occhi, come nei ultimi decenni ci sia stato un innalzamento delle temperature medie nelle varie stagioni di 2-3°C, un fenomeno che comporta come risultato nei vini una maggiore gradazione alcolica. Un fattore da non sottovalutare e che potrebbe rivelarsi un problema nel prossimo futuro. Aleš Simčič, noto produttore assieme al padre Edi, si è soffermato su una descrizione delle metodologie di coltivazione del vitigno e della sua vinificazione. Ai partecipanti della Masterclass, una sessantina circa, sono state presentate tre batterie di Rebula, divise per tipologia.

La prima nella sua versione di vinificazione più semplice, con un affinamento in acciaio, un prodotto semplice, immediato, leggero e fresco:
MEDOT - Rumena Rebula 2018
ŠČUREK - Rumena Rebula 2018
DOLFO - Rumena Rebula 2017
ZANUT - Rebula 2016
In seconda batteria abbiamo trovato nel bicchiere cinque vini decisamente più strutturati e complessi, lo si notava da subito dal colore che non era più giallo paglierino dei precedenti ma di un colore che virava sul giallo oro. Vini che sono stati affinati in legno almeno in parte e che escono non prima dei due anni: 

JERMANN - Rebula Visvik 2016
FERDINAND - Rebula Epoca 2016 
EDI ŠIMČIČ - Rebula 2016
MARIAN ŠIMČIČ - Rebula Opaka Medana Jama Cru 2016
KLET BRDA - Rebula Bagueri 2015.


La macerazione sulle bucce è il comun denominatore dell’ultima batteria. Il colore marcato a volte opalescente del vino lo contraddistingue dai precedenti. Qui l’affinamento può avvenire in legno o anfora di piccole o grandi dimensioni. Qui la macerazione rende il vino complesso: a livello olfattivo note di erbe aromatiche, spezie, confettura fino alla cera d’api. All’assaggio un vino nettamente diverso, da un’uva considerata neutra troviamo una estrema complessità con note tanniche seppur leggere, un altro mondo, quello degli “orange”… nNcchia per i palati più esigenti.
KRISTIAN KEBER - Brda 2015
ERZETIČ - Amfora Belo 2015
RADIKON - Ribolla 2012
GRAVNER - Ribolla Gialla 2010

A ogni assaggio è intervenuto il produttore o un suo collaboratore, dando indicazioni sulla azienda e in particolare sul vino presentato. Luca Gardini, miglior sommelier del mondo 2010, ha condotto la degustazione rilevando con gli aspetti gusto olfattivi più identificativi di ognuna delle 13 ribolle presentate. A conclusione di questa intensa mattinata, Gašper Čarman ha rinnovato il prossimo appuntamento alla “3a ELITE WINE EXPERIENCE” che si terrà  dal 27 al 29 agosto 2019 nel Brda, dove verrà proposta una importante verticale di Rebula.

 

Verdure, Cucina Sana

Burger di carote

Un burger di carote è sempre un’ottima alternativa al classico burger di carne. Un secondo piatto con una spiccata tendenza dolce che piacerà sicuramente a tutti i componenti della famiglia! Provatelo all’interno del panino, in abbinamento a qualche verdura grigliata, un formaggio cremoso e qualche pomodorino secco, sarà un successo!

INGREDIENTI: • 200 g di soia gialla • 150 g carote • 2 patate piccole • 3 cucchiai olio evo • 1 cucchiaio lievito alimentare • curry qb • brodo vegetale • pangrattato qb • sale e pepe qb

PREPARAZIONE: In una capiente pentola a pressione, cuocere la soia in abbondante acqua per 60 minuti (verificare che la vostra soia non necessiti di ammollo). A piacimento, aromatizzare l’acqua con qualche rametto di rosmarino e di timo. Lasciare raffreddare.
*Nel frattempo grattugiare grossolanamente le carote e porle in un colino per circa 30 minuti.

*Lessare a parte le patate fino a renderle tenere e morbide. Lasciarle raffreddare. 

*Unire in un bicchiere da minipimer la soia cotta, le carote, le patate, l’olio evo, il lievito alimentare e il curry. Aggiungere due cucchiai di brodo vegetale per permettere al frullatore di affondare e rendere il composto morbido ma consistente e facilmente lavorabile. Nel caso fosse eccessivamente liquido, aggiungere uno o due cucchiai di pangrattato. Aggiustare di sale
*Formare i burger di carote e cuocerli in una capiente padella molto calda. Cuocere 2 minuti per lato a fuoco medio o comunque fino a completa cottura e doratura.

 

PASQUA 2019 - 5 MILIONI DI UOVA ARTIGIANALI

Asia della pastry chef Sonia BalacchiAsia della pastry chef Sonia Balacchi

OSSERVATORIO SIGEP: TRIONFANO QUELLE SALUTISTICHE E QUELLE ISPIRATE AL REGNO ANIMALE. uova decorate all’italiana. Di tendenza anche la pittura a olio su dolci Sonia Balacchi, prima Pastry Queen del mondo e unica italiana nominata ambasciatrice della pasticceria del Belpaese all’ONU raccomanda ottimo cioccolato con ingredienti di qualità, biologici e ricchi di antiossidanti. Ed è proprio su questa scia che nasce la sua proposta per la Pasqua 2019: l’uovo “Asia” un guscio di finissimo cioccolato bianco, arricchito con il colore e sapore caratteristico del the giapponese matcha biologico. All'interno, il ripieno di bacche di goji del Tibet, disidratate al naturale.

L’uovo di cioccolato firmato Stefano Laghi si schiude lasciando affiorare golosità. Il segreto è l'utilizzo della frutta secca, impiegata in varie maniere. Spinta creativa e proposta salutistica, visto il grande potere nutrizionale, sono le grandi qualità di questa frutta”. Sharon Coppola rappresenterà l’Italia a Pastry Queen 2020, il campionato mondiale riservato alle donne pasticcere di tutto il mondo, le cui selezioni si sono tenute a SIGEP 2019. ‘Rospetto’ è l’uovo che Sharon dedica alla prossima Pasqua, realizzato in cioccolato fondente e spruzzato con burro di cacao. La base richiama la forma tradizionale, ma poi l’uovo si tramuta in un simpatico anfibio.

 “UnicoRno” e “NaRvalo” sono le uova ideate dal maestro Roberto Rinaldini. Due animali fantastici, caratterizzati dal corno magico, sgusciano fuori dall’uovo, realizzato in cioccolato belga. Deliziosa anche la sua fashion egg bag.

Pittura a olio su dolci. Una disciplina che ha le sue radici nel China painting e nelle tecniche americane della pittura su porcellana, ma come ingrediente speciale utilizzo l'olio di mais e colori liposolubili”.

Da Napoli Francesco Boccia, campione del mondo di pasticceria nel 2015, conferma: “Decorazione all’italiana? E’ un must – dice – che sta ritornando di tendenza e rende riconoscibile il prodotto. E’ una tecnica di altissimo valore, che apprezzo e che deve avere una qualità altissima”. Boccia punta sulla colorazione naturale delle uova di cioccolato, prevalentemente giallo e verde, rosa e arancio. Le sue uova pasquali sono ribattezzate Uova di Pasqua alla coque. “E’ il trionfo del cioccolato – conclude per tutti il Maestro dei Maestri, Iginio Massari – Le nostre uova hanno la piacevolezza dell’assemblaggio dei colori, ma il cioccolato rimane sempre ben visibile, se al latte, bianco o fondente. Siamo tornati, inoltre, a nascondere le uova nel fazzoletto, un impacchettamento che viene molto apprezzato: alla sorpresa contenuta nell’uovo, si aggiunge la sorpresa di slegare il fazzoletto”.

 

qb pink

Archivi telematici e formazione a distanza per le DDV

BATTEZZATI DAI VERTICI DI VERONAFIERE ALLA FESTA DI FINE VINITALY I NUOVI PROGETTI DI FORMAZIONE «FUTURE» E «E-LEARNING» PROMOSSI DALLE DONNE DEL VINO. Una scommessa sul contributo che le donne del vino possono dare all’intero comparto enologico in termini di gestione delle imprese, di capacità comunicative e di relazione. Il lancio è stato fatto alla cena di fine Vinitaly, al Palazzo della Gran Guardia, dalla presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini e dal presidente di Veronafiere Maurizio Danese con il direttore Giovanni Mantovani, il brand manager Gianni Bruno e Stevie Kim, managing director of Vinitaly International.
Due i progetti con obiettivi diversi: il primo, «Future», è pensato come opportunità di formazione per le under 30; l’altro, «E-Learning», è rivolto alle wine business manager.
FUTURE è un archivio telematico con tutte le opportunità formative in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche e di pr, studi di consulenza enologica, cioè in ogni segmento della filiera del vino. Sono proposte dalle aziende delle Donne del Vino alle under 30. Il progetto parte da un’idea di Alessandra Boscaini, delegata del Veneto. Lezioni, stage, corsi, visite didattiche, borse di studio: l’obiettivo è di offrire ogni anno un calendario di centinaia di opportunità formative diversificate e distribuite in ogni parte d’Italia. Mira a riunire in un solo database le attività esistenti. La creazione di un’offerta complessiva renderà più agevole, alle giovani leve, la ricerca di opportunità formative adatte alle loro esigenze in base alla tipologia di lavoro, la data e la regione. Le offerte formative verranno pubblicate in uno spazio del sito web

E-LEARNING è un progetto di formazione a distanza creata dalla società veronese WineMeridian-WinePeople per accrescere le performance degli addetti alla vendita del vino e specificamente delle donne. Punta a potenziare il naturale talento femminile nella comunicazione, nello storytelling e nel «procedere creando relazioni» come dice il professore di neuromarketing della IULM Vincenzo Russo descrivendo quel sistema di rapporti che consolida i rapporti di business trasformandoli in relazioni commerciali stabili. Due le proposte: un corso on line sarà rivolto a chi sta già lavorando nel mondo vitivinicolo e l’altro a chi desidera entrarci, sia come prima esperienza professionale sia come evoluzione, cambiamento della propria attuale attività lavorativa. I docenti sono: Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian, esperto di marketing del vino e di comunicazione internazionale; Lavinia Furlani, fondatrice di Wine People, counselor e coach aziendale, esperta di comunicazione e di percorsi identitari; Andrea Pozzan, fondatore di Wine People, esperto di risorse umane e di percorsi di vendita.
«È un tassello importante nell’ottica di una sempre maggiore internazionalizzazione delle cantine italiane guidate da donne, spiega Donatella Cinelli Colombini.. Stiamo lavorando per creare un network mondiale di donne che lavorano nel vino. A novembre, si terrà il primo Forum internazionale di donne del vino a Simei 2019, a Fiera Milano-Rho. Ci sta lavorando una commissione che avrà il compito di contattare e creare una rete con le associazioni femminili del vino di tutto il mondo: dalla Francia agli Usa, dalla Grecia all’Argentina fino in Australia sono tantissime le unioni di donne occupate nel mondo vitivinicolo con cu scambiare opportunità, canali di comunicazione per diffondere notizie sulle rispettive attività, viaggi del vino».

 

Torta Callbujotto per Batman

Proponiamo ai foodlovers che vorranno cimentarsi nel ricrearla la ricetta della torta di compleanno per gli 80 anni di Batman, creata da Davide Comaschi. Una torta moderna formata in vari passaggi. Grado di difficoltà: ci vuole molta pazienza! 

BAVARESE AL GIANDUJA
60g LATTE
80g ZUCCHERO
35g TUORLO
45g PASTA NOCCIOLA
15g SATONGO 72%
9 g GELATINA IN POLVERE 100 bloom
30g ACQUA
125g PANNA MONTATA LUCIDA
Per il caramello:
2g ACQUA
2g GLUCOSIO
5g ZUCCHERO
8g PANNA LIQUIDA
Miscelare tuorli, zucchero e latte e cuocere fino alla temperatura di 82°C. Nel frattempo preparare il caramello con acqua zucchero e glucosio; cuocere finché avrà un colore bruno dorato, decuocere con la panna bollente. Versare la crema sul cioccolato e la pasta nocciola, unire il caramello e mixare con un frullatore a immersione per qualche minuto. Quando la temperatura sarà scesa sotto i 70°C aggiungere la gelatina in precedenza reidratata e sciolta. Raffreddare fino a 45°C, poi aggiungere la panna.
MOUSSE CIOCCOLATO
85g LATTE
25g ZUCCHERO
25g TUORLI
25g PASTA NOCCIOLA
85g SATONGO 72%
25g KUMABO 80%
175g PANNA MONTATA LUCIDA
Miscelare tuorli, zucchero e latte e cuocere fino alla temperatura di 82°C. Versare la crema sui cioccolati e la pasta nocciola, mixare con un frullatore a immersione per qualche minuto. Raffreddare fino a 45°C, poi aggiungere la panna.
CROCCANTINO
8g BURRO DI CACAO
35g CORN FLAKES
85g PRALINATO NOCCIOLA
16g KUMABO 80%
Fondere e temperare il burro di cacao, aggiungerlo ai corn flakes sbriciolati grossolanamente a mano assicurandosi che siano uniformemente impregnati. Trasferire il composto in un cutter, aggiungere il pralinato e il cioccolato entrambi temperati. Con l’aiuto di una raplette regolata allo spessore desiderato (3mm) stendere il composto su fogli Silpat e abbattere.
BAGNA
100g ZUCCHERO SEMOLATO
65g ACQUA
30g SCIROPPO DI GLUCOSIO
SCORZA GRATTUGIATA DI 1/3 ARANCIA
SEMI DI 1/3 BACCA DI VANIGLIA
16g SATONGO 72%
35g GRAND MARNIER
Portare a bollore acqua, zucchero, glucosio e aromi (anche i baccelli di vaniglia spolpati). Filtrare il liquido sul cioccolato e mixare per qualche minuto finché il composto sarà ben emulsionato. Attendere che si raffreddi prima di unire il Grand Marnier.
PAN DI SPAGNA
90g ZUCCHERO SEMOLATO
65g TUORLO
40g UOVA
40g POLVERE DI MANDORLE
40g FARINA
20g CACAO
40g BURRO FUSO (45°C)
90g ALBUME FRESCO
40g ZUCCHERO SEMOLATO
In una planetaria munita di frusta montare i tuorli, le uova e la prima parte di zucchero per 12-15min. in un’altra bacinella montare gli albumi con la seconda dose di zucchero finché saranno lucidi. Setacciare le polveri almeno due volte. Unire una parte di albume al composto di tuorli, seguire con 1/3 delle polveri mescolando dal basso verso l’alto; ripetere l’operazione per 2 volte tenendo da parte l’ultimo terzo di albume montato. Unire il burro fuso e completare con l’albume. Stendere il composto su fogli Silpat o carta da forno usando una raplette regolata allo spessore di 6mm. Cuocere a 200°C per 10 min.
GLASSA
1/2 BACCA DI VANIGLIA
250g PANNA LIQUIDA
35g SCIROPPO DI ZUCCHERO INVERTITO
30g ZUCCHERO SEMOLATO
35g SCIROPPO DI GLUCOSIO
14g CACAO
8g GELATINA IN POLVERE 150 bloom
40g ACQUA
30g PASTA NOCCIOLA
100g POWER 41
1,5g COLORANTE IN POLVERE ROSSO
2g COLORANTE IN POLVERE ORO
1,5g COLORANTE IN POLVERE MARRONE
Portare a bollore la panna, la vaniglia (semi e baccelli), e gli zuccheri. Unire il cacao setacciato e riportare a bollore. Filtrare il composto sul cioccolato e la pasta nocciola, mixare per qualche minuto. Aspettare che la temperatura del composto scenda sotto i 70°C e unire la gelatina precedentemente reidratata e sciolta. Aggiungere i coloranti in polvere continuando a mixare senza incorporare bolle d’aria. Coprire con pellicola a contatto e far raffreddare in frigo per 24 ore. Utilizzare a una temperatura di 35°C.
ASSEMBLAGGIO:
Su una teglia con foglio di acetato disporre un anello d’acciaio di 18 cm Ø h.4cm rivestito con una striscia di acetato. Versare 300g di bavarese, livellare e abbattere in negativo. Proseguire versando 240g di mousse al cioccolato, disporvi sopra un disco di croccantino precedentemente coppato della giusta dimensione e coprire con altri 100g di mousse. Chiudere con disco di pan di spagna, bagnarlo e riporre il dolce in abbattitore fino a completo raffreddamento.
FINITURA:
Sciogliere la glassa alla temperatura indicata. Assicurarsi che il dolce sia a una temperatura di -20°C, disporlo su una griglia e glassarlo. Rifinirlo con un girotorta in cioccolato decorato

 

qb pink

Campionato italiano Biersommeliers Doemens

Primo posto per Giovanna Merloni al Campionato Italiano dei Biersommelier Doemens. Giovanna Merloni e titolare di IBEER Birrificio Agricolo Fabriano; al secondo posto Ingrid Facchinelli, entrambe sono socie dell'Associazione Le Donne della Birra. Al terzo posto si è classificato Daniele Vivian. La manifestazione premia ogni anno le competenze nel servizio della birra, dalla spillatura alla degustazione fino all'abbinamento gastronomico. Quest’anno hanno meritato il podio due donne che hanno rivelato ottime doti di analisi sensoriale e un'approfondita conoscenza del prodotto.

La competizione prevedeva la degustazione di una birra 'a sorpresa', che i concorrenti dovevano presentare davanti a una giuria qualificata nello spazio di 6 minuti. ''Questa vittoria - ha dichiarato Giovanna Merloni - è il coronamento di un sogno".  Ma le sfide non finiscono qui, perchè il 27 settembre a Rimini, Giovanna Merloni e Ingrid Facchinelli parteciperanno ai Campionato mondiale dei Biersommelier, dove si confronteranno con una nutrita platea di colleghi in arrivo da 18 Paesi. Sostegno assicurato da parte dell'Associazione Le Donne della Birra, assicurato da parte dell'Associazione Le Donne della Birra, che al suo interno conta 12 biersommelières Doemens, e sarà al fianco delle due socie per sostenere la professionalità tutta al femminile che si sta facendo spazio nel mondo birrario italiano.

Solci 1938 & Solci's

Una vita dedicata alle vigne e al vino. Sin dal 1938 la famiglia Solci commerciava vini a Milano e imbottigliava vini piemontesi e dell’Oltrepò Pavese. Dal secondo dopoguerra i Solci iniziarono a fare conoscere ai milanesi (e non solo) anche i grandi vini francesi e in particolare gli Champagne di importanti brand e di piccoli vignerons. Negli anni Sessanta del secolo scorso, dopo l’ingresso in azienda dei figli Piero (agronomo) e Angelo (enologo), i Solci, appassionatamente innamorati degli Champagne artigianali dei “piccoli grandi Récoltant-Manipulant”, nel 1981 iniziarono la produzione del loro spumante Solci’s Metodo Classico. Con uve provenienti dall’Oltrepò Pavese. Del resto il primo dato certo relativo alla produzione di spumante in Oltrepò risale al 1870 quando l’ing. Mazza di Codevilla iniziò la produzione dello “Champagne” d’Oltrepò; già allora con base di uve Pinot Nero, la cui coltivazione è ideale in territori con presenza di aree ad arenarie e conglomerate, vena del gesso, marne sabbiose.


L'articolo è stato pubblicato nel numero di aprile sul mensile qbquantobasta,

Lo spumante “Solci’s”, un rigoroso Metodo Classico, è il frutto di quasi quarant’anni di esperienza di Angelo e Piero Solci nella vinificazione e rifermentazione in bottiglia. Il che si traduce anche nella precisione e nella elegante raffinatezza del perlage di ogni singola cuvée.

 

Solci’s Dosage Zero
Colore dorato. Al naso ricorda sentori agrumati e di erbe aromatiche mentre in bocca si percepiscono note di pasticceria accompagnate da un’ottima acidità e persistenza.

Solci’s Light Perlage Brut
Colore brillante. Al naso evoca profumi di frutta a polpa bianca e aromi di crosta di pane e lievito. Il leggero dosaggio regala una struttura importante ma ben bilanciata da un’ottima acidità.

Solci’s Brut Rosé
Colore rosso corallo. Al naso esprime aromi di fiori, fragoline di bosco, lamponi e frutta a bacca rossa, accompagnati da una leggera nota di panificazione. Perfetta corrispondenza tra naso e bocca, profondità e freschezza.
NOVITA'. Dopo il successo ottenuto nel 2018 con il Solci’s Dosage Zero affinato 60 mesi sui lieviti proposto solo in magnum, nella prossima estate uscirà un 72 mesi in tiratura limitata

Risotto dello specialista del riso 2019

La ricetta di Joshua Tongiani, vincitore del Premio Gallo-Specialista del Riso 2019: Risotto Gallo Carnaroli Gran Riserva con crema di pomodorini gialli, basilico, polvere di pane all’acciuga e bottarga. 
Per il risotto:
• • 280 g di Riso Gallo Carnaroli Gran Riserva
• • 1 scalogno
• • 15 foglie di basilico fresco
• • 40 g di burro semi salato
• • 70 g di Grana Padano Riserva 27 mesi
• • 2l di acqua

Per la crema di pomodori gialli:
• • 500g pomodori gialli
• • 1 scalogno
• • sale, pepe, olio EVO q.b

Per la polvere di pane all’acciuga:
• • 250 g di pane raffermo
• • 30 g di burro
• • 50 g di acciughe sott’olio
• • bottarga di muggine q.b.

Procedimento:
1. In una casseruola stufare uno scalogno con poco olio e acqua. Aggiungere i pomodorini gialli tagliati a piccoli pezzi, salare leggermente, pepare e cuocere per circa 18 minuti, successivamente scolare leggermente, frullare, passare al colino fine e conservare da parte.
2. Tostare il pane a piccoli pezzi in forno per 5 minuti a 180°, successivamente frullarlo assieme al burro e alle acciughe. Stenderlo su una placca e lasciarlo asciugare in un luogo caldo per 10 minuti.

3. In una casseruola tostare il riso con lo scalogno e poco olio, bagnare con acqua e iniziare la cottura; verso la metà cottura aggiungere la crema di pomodori gialli e portare a cottura il risotto. Mantecare con burro, Grana Padano e le foglie di basilico tagliate a julienne fine. Tenere il risotto all’onda e servire.

Finitura:
In un piatto piano stendere il riso e adagiare la polvere di pane all’acciuga. Grattugiare della bottarga di muggine e servire.

Sul secondo e terzo gradino del podio, rispettivamente Gioele Vacchina dell’Istituto ‘Giovanni Giolitti’ di Torino con “Arancino 2.0” e Alessia Figini dell’Istituto Professionale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera ‘Carlo Porta’ di Milano con “Limoncino”. L’iniziativa, dedicata ai talenti emergenti della ristorazione dai 18 ai 28 anni, conferma l’attenzione di Riso Gallo verso i giovani, sostenendoli e incentivandoli ad eccellere. 
Rispetto alla precedente edizione il concorso non si è limitato al “classico risotto” ma ha lasciato spazio ad altre ricette della tradizione italiana. Ai concorrenti è stato, infatti, richiesto di cimentarsi su un tema quanto mai attuale, “Non solo risotti: la grande tradizione della cucina italiana in un piatto a base di riso”, attraverso l’utilizzo a scelta di almeno uno tra i seguenti prodotti di Riso Gallo: Carnaroli Riserva, Venere, Originario, 3 Cereali e Aroma. Una scelta che conferma come l’Azienda sia da sempre attenta a cogliere i cambiamenti e l’evoluzione dei consumi, innovando e diversificando l’offerta, sempre all'insegna di elevata qualità.

Asparagus® 2019 a 4 mani alla Taverna di Colloredo

Venerdì 3 maggio 2019 Asparagus, la storica rassegna regionale promossa dal Ducato dei Vini Friulani, approda alla Taverna di Colloredo di Monte Albano. Qui sotto nell'immagine uno dei piatti della passata edizione. 

Il ristorante per l'occasione propone ai suoi ospiti una cena a quattro mani: lo chef resident Ivan Bombieri (che nell'edizione 2018 ospitava Andrea Alfieri Chic Charming chef) avrà come ospite per l'edizione 2019 chef Janez Bratovž del JB Restavracija di Lubiana. Si preannuncia una serata indimenticabile. Basta leggere il menu. Prima vi riproponiamo l'immagine di Iris Hofmeister (citiamo solo lei non ricordando il nome del collaboratore) venuta dalla Carinzia a realizzare un servizio su Asparagus per la trasmissione Servus Srecno Ciao che va in onda ogni sabato dopo il Tg regionale Kaernten heute.

 

Nella foto sotto - sempre edizione 2018 - un momento dei saluti del Ducato con l'insostituibile cerimoniera della Corte Ducale Claudia Jesu Jannis (qui con il Nobile del Ducato Luigino Saccavini). 

I piatti di quest'anno saranno un'autentica sorpresa e lasceremo a voi il piacere di fotografarli e postarli. Quel che è certo è che la Taverna è un ristorante decisamente instagrammabile! 

Menu con Grande aperitivo di benvenuto

Assolo di asparagi: zuppa, crema, arrosto e in crosta (Janez)

Asparagi gratinati con tuorlo d’uovo fritto, spuma di bernese, bacon croccante, meringa di parmigiano (Ivan)

Doppio raviolo con asparagi e ricotta profumata al limone, crema di mandorle e riduzione di pollo (Ivan)

Boerek con ricotta e asparagi, yoghurt, petto d’anatra affumicato (Janez)

Improvvisazione ASPARAGUS a 4 mani (Janez&Ivan)

Pre dessert

Tartelletta di pistacchio con cremoso di cocco e fava tonka, Lemon curd, meringa bruciata e sorbetto di asparagi (Ivan)

La serata viene proposta al costo di 90€ a persona (bevande incluse). Prenotazioni: T. 0432 889 045 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nato nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei Vini Friulani, Asparagus® non solo valorizza un prodotto locale come l’Asparago bianco di Tavagnacco - e anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove oggi questo ortaggio viene coltivato – ma coinvolge ristoranti di prestigio che declinano il prodotto in gustose varianti con piatti di qualità, abbinati ai grandi vini del Friuli Venezia Giulia. L’edizione 2019, la diciannovesima, (fino a ora si svolgeva con cadenza biennale)  gode del patrocinio e sostegno della Camera di Commercio di Pordenone e Udine e di Promoturismo FVG,

Mercato FIVI FVG a Cormons

Si è svolto sabato 13 aprile 2019 il 4° MERCATO DEI VIGNAIOLI FIVI – FVG in piazza XXIV maggio a Cormòns proprio davanti alla storica Enoteca.

La FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) è nata con l'intento promuovere e tutelare il mestiere di quel vignaiolo che cura personalmente l’intero ciclo di produzione, coltivando le proprie vigne e imbottigliando il vino sotto la propria responsabilità. Forti dell’esperienza maturata nel mercato nazionale che si tiene a Piacenza ogni anno in autunno, il gruppo FIVI del Friuli-Venezia Giulia è stato il primo a organizzare un suo “Mercato” locale. Un mercato itinerante che negli anni scorsi si è svolto a Udine,Trieste e Pordenone. L’ingresso all’evento era aperto a tutti coloro che volevano godere un'esperienza di vita e non di un atto di consumo; con la possibilità di degustare liberamente dalle mani del produttore tutti i vini proposti, acquistando il calice con il simbolo dell’associazione.

Le postazioni che hanno ospitato i quaranta vignaioli sono state allestite utilizzando le botti messe a disposizione dall’artigiano friulano Cristiano Visintini, titolare dell’azienda Mastro Bottaio, già recensita in passato da qb. A tutti i partecipanti, per accompagnare la degustazione dei vini, è stato offerto gratuitamente il “PANE del Patto della farina del Friuli orientale”, prodotto con farine di alta qualità, ottenute con metodi sostenibili del Panificio Iordan di Capriva del Friuli da abbinare ai formaggi caprini dell’Azienda Agricola Zore di Taipana e di quelli della Fattoria Gortani di Mereto di Capitolo. Presente il famoso Aceto Sirk della Subida di Cormons. Immancabili gli agrodolce e i sottoli bio di Gigi Verdura e per finire in dolcezza, i mieli di Bosc di Sot e Eno-Bee Api in Vigna entrambe di Cormòns. C'erano anche le pizze del Bar Sport- Udine, un progetto della Coop 2001 Agenzia Sociale e ARCI territoriale Udine-Pordenone (Cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale - CIDR Udine). 

Alla manifestazione era presente la Presidente FIVI Matilde Poggi con la sua azienda LE FRAGHE di Cavaion Veronese (Vr). Hanno partecipato da fuori regione anche: Walter Massa dei Colli Tortonesi con il suo famoso Timorasso e i fratelli Marco e Vittorio Adriano di Alba.  Da Magrè (BZ) era presente Armin Kobler. Dalla vicina Slovenia alcuni vignaioli della Family Estate, la corrispondente dell'associazione Fivi italiana.
Nel pomeriggio è stato organizzato "UN SALTO IN VIGNA", una camminata libera della durata di un’ora tra i filari di vecjo Tocai della vigna Sot la Mont Quarin assieme a Sergio Bon “Zear”, intrecciatore di salici e Franco Alessandro viticoltore. La manifestazione si è conclusa all’imbrunire riscuotendo un'ottima affluenza di persone, composta la maggior parte da appassionati e cultori del buon bere.

VIGNAIOLI INDIPENDENTI FVG PRESENTI
ANNA BERRA Nimis (Anna Berra di Ivan Monai)
AQUILA DEL TORRE Savorgnano del Torre
BESSICH Roveredo in Piano
BOLZICCO FAUSTA Cormòns 


BORGO DELLE OCHE Valvasone 
CECCHINI MARCO Faedis
CENTA SANT'ANNA Cividale del Friuli
EDI KEBER Cormòns
FERLAT Cormòns
FLAIBANI Cividale del Friuli
IL CARPINO San Floriano del Collio
KOCIANČIČ RADO San Dorligo della Valle
LA DAI ROCS Faedis
LIS FADIS Spessa di Cividale
PIEDIMONT Gorizia
RACCARO Cormòns
MURVA Moraro (Renata Pizzulin)
RIVE COL DE FER Caneva
RONCO BLANCHS Mossa
SAN LURINS San Lorenzo Isontino
STROPPOLATINI Gagliano (Cividale) Casali Del Picchioi
TARLAO VIGNIS IN AQUILEIA Aquileia


TENUTA STELLA Scriò
TERRE DEL FAET Cormòns
VIGNAI DA DULINE Villanova del Judrio
VILLA JOB Pozzuolo del Friuli
VOSCA Cormòns
KORSIC Cormòns
LE FAVOLE Sacile
BLAZIC Cormòns
Fuori regione:
ADRIANO MARCO E VITTORIO Alba (Cu)

LE FRAGHE Cavaion Veronese (Vr) con Matilde Poggi Presidente FIVI 

VIGNETI MASSA Monleale (Al)

Family Estate (Slovenia)

MARJAN SIMČIČ Dobrovo
EDI SIMČIČ Vipolze
VINSKA KLET FERDINAND (Matjaz Četrtič) Kojsko 
STOJAN ŠČUREK Dobrovo
MOVIA Dobrovo
VINA BLAZIC Dobrovo
ZANUT Dobrovo

 

Il vino cambia se cambia il tappo

Serata speciale all’enoteca di Cormons, il 12 aprile 2019, alla vigilia della 4a edizione del Mercato #FIVI del FVG. Ospite Walter Massa, un enologo definito un “contadino straordinario” per il suo accurato lavoro in vigna, con un’esperienza quarantennale alle spalle. qbquantobasta era presente! E sicuramente i lettori del nostro mensile ricorderanno un report di qualche tempo fa su Timorasso Derthona di Cosima Grisancich. Massa con visione e caparbietà  ha valorizzato un territorio, quello dei Colli Tortonesi, investendo nella coltivazione di un antico vitigno autoctono a bacca bianca, salvandolo dall’estinzione: il #Timorasso. Vinificato separatamente in purezza per singoli cru, si rivela un vino dalle sorprendenti qualità organolettiche.  La degustazione è centrata su un suo studio relativo all’uso delle varie chiusure, i “tappi”,  per vedere l’effetto nell’evoluzione del vino nel tempo. Dal sughero monopezzo di alta qualità al Nomacorc (polimero di canna da zucchero), passando per lo Stelvin (tappo a vite) e il DIAM (microgranina di sughero tenuta insieme da leganti vegetali). 


I vini sono stati serviti rigorosamente alla cieca e in modo casuale. Si è iniziato dal Timorasso Derthona 2016 con le quattro diverse chiusure:  abbiamo ritrovato nel bicchiere diversi vini, sia nei profumi più o meno marcati che nella freschezza in bocca. Il pubblico presente, composto prevalentemente da vignaioli friulani e tecnici, ha votato per alzata di mano. Ha prevalso lo Stelvin con notevole distacco sugli altri. La solforosa con questa chiusura ha mantenuto un bouquet aromatico e una freschezza maggiore. Massa ha sottolineato che negli anni c’è stata una sua continua sperimentazione con le varie chiusure, lui infatti esce in ogni annata con lo stesso vino nelle varie chiusure. Il suo obiettivo è quello di far indirizzare i vignaioli nonché i consumatori a prendere in considerazione sempre di più l’uso del tappo a vite con l’obiettivo di diminuire l’aggiunta dei solfiti pur mantenendo inalterata la qualità organolettica del vino.  Per il Derthona 2013 i partecipanti si sono divisi tra due chiusure, una con tappo a vite e l’altra DIAM, con una leggera preferenza per quest'ultimo. Nel Timorasso con lo Stelvin abbiamo riscontrato una leggera presenza di idrocarburi, tanto da far ricordare i vini della Mosella. Quì è prevalsa più la percezione della piacevolezza personale che quella tecnica. 

A finire, dopo la batteria dei bianchi,  è stata presentata anche la Barbera Monleale (che prende il nome proprio dal paese di Walter), un’altra uva rappresentativa del territorio. Due annate 2007 con due differenti chiusure. Una grande esplosione di frutta rossa e grande corpo; in entrambi ritroviamo le caratteristiche varietali e freschezza. Ma è ancora una volta il tappo a vite a sorprendere, mantenendo un vino integro, armonico ed elegante rispetto alle bottiglie con il tappo in sughero. Quest’ultime si sono rivelate anche molto diverse tra loro, per il semplice fatto che il sughero cambia da tappo a tappo. Con il tappo in sughero possiamo trovare l'eccellenza così afferma, intervenendo al dibattito, Lorenzo Mochiutti di Vgnai da Duline, anche se sempre permane un costante dubbio. "Il vino cambia se cambia il tappo”: questo è quello che, dalla sua prima vendemmia, Walter Massa sta provando a dimostrare e trasmettere ai suoi amici vignaioli.
La batteria dei vini:
Timorasso Derthona 2016 – tappo a vite STELVIN
Timorasso Derthona 2016 – tappo in sughero di qualità
Timorasso Derthona 2016 – tappo DIAM 100
Timorasso Derthona 2016 – tappo NOMACORC
Timorasso Derthona 2013 – tappo in sughero di qualità
Timorasso Derthona 2013 – tappo a vite STELVIN
Barbera Monleale 2007 – tappo a vite STELVIN
Barbera Monleale 2007 – tappo in sughero di qualità

 

SOMMINISTRAZIONE E SERVIZIO AL TAVOLO NON SONO LA STESSA COSA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla FIPE: SOMMINISTRAZIONE E SERVIZIO AL TAVOLO NON SONO LA STESSA COSA, UNA CONFUSIONE CHE METTE A RISCHIO I PUBBLICI ESERCIZI E LA QUALITÀ DEI CENTRI STORICI". La Federazione Italiana Pubblici Esercizi richiede un chiarimento sulla normativa a seguito della recente sentenza del Consiglio di Stato a beneficio di un'attività commerciale romana che pratica somministrazione non assistita. "Quando si parla di attività di somministrazione serve chiarezza per evitare distorsioni sul piano giuridico e normativo - è il commento di Giancarlo Deidda, Vice Presidente di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Commissario di Fipe Roma -. Se la differenza tra un negozio alimentare, una pizzeria al taglio e un pubblico esercizio passa per l'assenza di camerieri che fanno il servizio al tavolo allora 100mila bar in Italia non sono pubblici esercizi". 

"La recente sentenza del Consiglio di Stato - prosegue Deidda - scava un solco profondo tra interpretazione delle norme e realtà, ma soprattutto rischia di accelerare il già avanzato processo di dequalificazione dell'offerta commerciale di molte città in Italia, e di Roma in primis. Ci piacerebbe che i giudici che hanno espresso la sentenza ci spiegassero perché ci sono norme che impongono a un qualunque bar, con e senza servizio al tavolo, l'obbligo del bagno, la sorvegliabilità dei locali e sanzioni penali in caso di alcol somministrato a minorenni, mentre gli stessi obblighi e sanzioni non sono previsti per negozi alimentari o pizzerie al taglio".  "Riteniamo doveroso un chiarimento su questo aspetto - conclude Deidda -, per evitare che si generi una confusione potenzialmente in grado di mettere a repentaglio il nostro stesso sistema e la qualità dell'offerta commerciale dei centri storici".

 

Torta di compleanno per Batman

Davide Comaschi e il team Chocolate Academy firmano la torta di compleanno di Batman. Al Cinema Teatro Manzoni a Milano nel corso di una festa esclusiva per festeggiare i primi 80 anni del supereroe più dark della storia del fumetto: Batman. L’evento, nata da un’idea di QMI Stardust in collaborazione con Warner Bros, era inserita perfettamente nel calendario della Milano Design Week. Il designer Fabio Rotella ha ricreato negli spazi del teatro la casa del paladino di Gotham City nella quale si è svolto il party. In un evento in cui il nero era il colore dominante non poteva mancare il cioccolato firmato dal campione del mondo maître chocolatier Davide Comaschi accompagnato dalla sua squadra del Chocolate Academy Center Milano.

Il dolce, lungo un metro e mezzo per novanta cm di larghezza, era composto da 450 porzioni che, composte insieme, ricreavano il logo di Batman. La ricetta è stata realizzata usando il dark chocolate Callebaut brand top di gamma della multinazionale Barry Callebaut.  La torta moderna Calbujotto è una ricetta studiata da Comaschi e dedicata a Batman, un tripudio di forza e intensità date dal cioccolato fondente accompagnate dalla morbidezza della consistenza che ritroviamo nella mousse al cioccolato e nella bavarese al gianduia.
Qui la ricetta per i foodlovers che vorranno cimentarsi nel ricrearla.

IWINETC 2020 Enoturismo come turismo del valore

IWINETC 2020 (International Wine Tourism Conference). Enoturismo come turismo del valore.  Presentato a Vinitaly, nello stand ERSA, padiglione Friuli Venezia Giulia, il XII° congresso mondiale di enoturismo IWINETC 2020 (International Wine Tourism Conference) che si terrà nella nostra regione, precisamente a Trieste. qbquantobasta non poteva mancare alla presentazione dell'evento più importante per l’industria del turismo enogastronomico, che sarà una straordinaria opportunità per la nostra regione. Con giornalisti, tour operator, attori vari del mondo del turismo, attraverso conferenze, workshop, itinerari guidati, degustazioni, ma soprattutto incontri B2B. Da una recente analisi di Nomisma Wine Monitor, il FVG si colloca al 5° posto (dopo Veneto, Toscana, Piemonte e Sicilia) nell’interesse dei turisti attratti dalle vacanze enoturistiche in Italia. 

Sono intervenuti al dibattito Roberta Garibaldi, esperta in marketing turistico e componente della World Travel Association, Caterina Longhi, del board organizzativo IWINETC, Lucio Gomiero, direttore generale di PromoTurismo FVG, Alessandra Priarte, del Ministero delle Politiche Agricole. In chiusura, l'intervento dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini. Moderatore dell'incontro: Enzo Vizzari, direttore dell’area Guide Gruppo Editoriale L’Espresso.

In particolare la Priarte ha evidenziato le strategie dell’enoturismo nel mondo attraverso la ridefinizione delle parole chiave quale “innovazione” nella governance, nel management e nella tecnologia sia nell’ambito pubblico sia in quello privato, intraprendendo azioni mirate a obiettivi strategici ben precisi nelle varie competenze.

L’enoturismo visto come turismo del “valore” è fatto di un insieme persone che possono raccontare la storia di un territorio, con un impegno che deve coinvolgere tutti per migliorarsi e ottenere un risultato il più ampio possibile. L’obiettivo è quello di proporre un approccio alla gestione e alla condivisione della conoscenza per creare un nuovo ed efficace modello di riferimento nell’enoturismo. Si deve creare un’innovazione dirompente (Disruptive Innovation) per una esplosione del turismo del vino, che contestualmente si pone come strumento di sviluppo economico rurale.

 

 

Il cubo di cioccolato di Peck il non uovo

Il Cubo di Pasqua di Peck: un non uovo con la sorpresa. Una limited edition di 100 pezzi in cioccolato Tulakalum che nasconde la possibilità di vincere una “Chocolate Masterclass” da Peck. La sorpresa inaspettata dunque è già nella forma. Non un uovo, ma un Cubo. 19 cm di lato, 4 mm di spessore per 1 kg di cioccolato Tulakalum 75%: cru pregiato proveniente dal Belize. Una limited edition di 100 pezzi, realizzati a mano. Per scoprire la sorpresa all'interno è inserito nella confezione un martelletto. Il Cubo di Pasqua necessita infatti di un gesto teatrale per rivelare i propri tesori. La sorpresa più ambita è nascosta in soli 5 Cubi su 100: uno speciale “Golden Ticket” che permette di vincere una chocolate masterclass per due persone presso la pasticceria Peck di via Spadari. Maestro d’eccezione il pastry chef Galileo Reposo, che guiderà i vincitori alla scoperta dei segreti dell’alta pasticceria. 

Non meno preziosa è la sorpresa contenuta negli altri Cubi di Pasqua. Protette da cupole trasparenti, si trovano infatti delle semisfere di cioccolato decorato. Sotto le semisfere sono custodite delle praline special edition, anch’esse realizzate a mano e quindi in esemplare unico. 

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