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convegno italia in rosa

REPORT CONVEGNO ITALIA IN ROSA 2019 . “Da Italia in Rosa 2019 parte la sfida che punta a creare una cultura del vino rosa in Italia”. Questo il messaggio lanciato dal presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago alla platea di produttori, giornalisti e addetti ai lavori riuniti sabato 8 giugno 2019 a Villa Galnica di Puegnago del Garda per il convegno tecnico della 12 esima edizione di Italia in Rosa. Appuntamentopartito con la presentazione di Rosautoctono, l’istituto del vino rosa autoctono italiano fondato il 26 marzo scorso dal Consorzio Valtènesi con altri cinque consorzi italiani storicamente produttori di vini rosa da uve autoctone (Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte, Salice Salentino e Cirò).

Italia in rosa e i sei consorzi di rosa autoctono

“Ci siamo messi insieme nella convinzione che i vini rosa abbiano pari dignità di quelli bianchi e rossi – ha detto il presidente dell’Istituto Franco Cristoforetti con Alessandro Luzzago presidente del Consorzio Valtènesi – I sei consorzi di Rosautoctono rappresentano sei sfumature di rosa e simboleggiano territori che hanno saputo valorizzare i propri vitigni storici, puntando a valorizzare le diversità da nord a sud ma parlando la stessa lingua per raccontare un pezzo d’Italia attraverso il vino rosa. Lo scopo che ci siamo dati è molteplice: c’è una volontà ferma di parlare di vini rosa attraverso promozione, formazione e ricerca. Ma per fare ci vogliono i mezzi: i consorzi non dispongono di grandi mezzi quindi stiamo cercando la formula migliore per reperire fondi, ma siamo partiti subito con attività comuni presentandoci insieme a Prowein e Vinitaly. Ora stiamo cominciando a lavorare con masterclass e degustazioni in collaborazione con le associazioni di categoria dei sommelier, ma anche cercando di organizzare l’istituto perché sia in grado di organizzare e sostenere un’attività di ricerca che deve avere come scopo fondamentale l’identità del territorio”.

Ma esiste uno Stile rosa italiano?

“Non ce ne sarà mai uno solo, ci sono denominazioni che hanno trovato un propria identià e stanno trovando chiavi di lettura piàù consone per raccontarsi”. Rosautoctono ha tenuto a Villa Galnica il suo primo Cda. “Abbiamo dettato l’agenda di lavoro dei prossimi anni – ha spiegato Cristoforetti -. Lo spirito collaborativo è al massimo: sta diventando bello parlare di vino rosa per chi ascolta ma anche per le diverse filiere produttive di una categoria per tanto tempo sottorapresentata.

MERCATO INTERNO

Certo la situazione di mercato interno non ci aiuta: in Italia c’è una leggera flessione dei consumi, eravamo al 6%, siamo scesi al 5,5%. Poco rispetto alla media mondiale del 10%, ancor di meno se prendiamo in esame la Francia dove la quota di consumo dei vini rosa è al 34%: dobbiamo ripartire da qui, da questi territori di produzione ora uniti da un linguaggio univoco che può far crescere sia la reputazione sul mercato interno che su quelli internazionali”.

caratterizzazione valtenesi 

Il convegno è proseguito con la presentazione dei risultati finali della ricerca quinquennale sulla caratterizzazione del Valtènesi realizzata dal Centre du Rosé di Vidauban in Francia, rappresentato dal direttore Gilles Masson e da Nathalie Pouzalgues. Una cinquantina i produttori presi in esame, di cui trenta comuni a tutti i cinque anni, dal 2013 al 2017 con un’analisi chimica cui dal 2015 si è aggiunta anche un’analisi sensoriale con degustazioni sia da parte dei produttori di Valtènesi che dal panel di giudici francesi. “In questo periodo – ha spiegato Nathalie Pouzalgues- i produttori hanno lavorato molto sulla scelta della maturità delle uve alla raccolta, mentre il colore si è costantemente scaricato come conferma la diminuzione dell’intensità colorante dal 2015 al 2017, annata quest’ultima che ha espresso un’identità più uniforme, meno diversificata confermando che seppur in tonalità diverse si tende verso colori sempre più chiari, seguendo un’evoluzione del miglioramento della vinificazione con meno ossidazione”. Per quanto concerne l’analisi sensoriale, negli ultimi tre anni del progetto i produttori di Valtènesi con enologi e sommelier del territorio hanno espresso un parere sulla rappresentatività dei singoli campioni rispetto alla loro identità, incrociando questi giudizi con le analisi dei giudici del Centre. Nel 2015 su 30 campioni 22 sono stati ritenuti “bon exemple” di Valtènesi, tendenza che si è ripetuta nel 2016 e nel 2017. Secondo la sintesi finale i buoni esempi di Valtènesi si caratterizzano per caratteristiche di miglior maturità, rotondità, equilibrio, con una generale sensazione di dolcezza “succosità” seppur in presenza di quantitativi zuccherini molto contenuti (tra 4-5 grammi per litro) in abbinamento costantemente ad assenza di fermentazione malolattica” e con colori meno intensi.
“La questione dell’identità è fondamentale – ha detto Masson -. Il nostro centro non lavora per opportunisti che puntano a copiare altri modelli ma per produttori seri che lavorano per avere un rosé autentico come in Valtènesi, territorio che ha tutto per avere successo, anche una manifestazione dinamica, giovane e nel più autentico spirito del rosé come Italia in Rosa”.


Quali i consigli di Masson?


“Innanzi tutto bisogna restare rosa – ha detto il direttore del Centre du Rosé-. Abbiamo detto che ormai vige una tendenza generale ad attenuare i colori che però non vanno scaricati troppo per evitare confusione con i vini grigi o addirittura bianchi”. Dopo questi primi cinque anni, il progetto ha tutte le carte in regola per continuare partendo da ulteriori approfondimenti su stile e identità. “Su questi temi in Provenza lavoriamo da 20 anni, è un lavoro che non finisce mai perché i vini, il mercato e il consumatore cambiano costantemente – ha detto Masson-. Importante non è solo l’obiettivo ma anche il cammino che si fa insieme per parlare una lingua comune e divulgare la propria storia. Raggiunto questo traguardo, bisognerà passare alla vinificazione, che impone nuove, importanti sfide soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti climatici, che sono un grande pericolo per i vini rosa. Temperature troppo elevate rischiano di mettere a rischio le caratteristiche di un vino che per eccellenza deve essere chiaro fresco e fruttato: profilo che noi dobbiamo invece cercare di mantenere coerente”.


Il convegno si è concluso con l’assegnazione del Trofeo Pompeo Molmenti al miglior Valtènesi della vendemmia 2018. Chiaretto vincitore del Premio Molmenti 2019

Avete sempre sognato di avere un maggiordomo a disposizione?

UN MAGGIORDOMO PER GORIZIA. IL SERVIZIO CONCIERGE. La Camera di Commercio Venezia Giulia e il Comune di Gorizia hanno recentemente presentato un’azione di valorizzazione cittadina e marketing del territorio che si colloca fra “Turismo Urbano” e “Turismo dello Shopping".

L'obiettivo del progetto un maggiordomo per gorizia 

L'obiettivo del progetto "Concierge Service Gorizia. Il tuo Maggiordomo in città" è quello di far vivere al turista la città di Gorizia con gli occhi di chi la vive ogni giorno, valorizzandone l'offerta culturale ma anche commerciale grazie a un servizio ad hoc e ad personam per un'esperienza locale immersiva e “cucita addosso” alle sue specifiche esigenze, preferenze e interessi personali. Un Maggiordomo a disposizione- quello che gli americani chiamano Lifestyle Manager- in grado di organizzare la sua permanenza in città in modo rilassato e facendogli risparmiare molto tempo prezioso. Rispetto ad altre attività di promozione cittadina, il progetto si distingue come servizio innovativo e mai esperito in città.

DOVE vi accompagna il maggiordomo 

Diciannove per ora i punti di interesse individuati fra cultura, gastronomia, accoglienza e shopping che rappresentano un vero porto d'attracco (seppure non certo esaustivo) ove fare incontrare domanda e offerta: le richieste del turista e il servizio Concierge in un'ottica di match perfetto. Come sottolineato dai promotori, “l’iniziativa è attualmente in fase pilota: la prima occasione di presentazione del progetto, oltre alla valenza di formazione didattica rivolta agli studenti del CdL Relazioni Pubbliche dell' Università di Udine, era rivolta agli imprenditori goriziani anche con un piglio di provocazione al fine di: 1. stimolare una rilettura delle loro attività e/o servizio nei confronti delle esigenze del turista; 2. stimolare ad aderire all'iniziativa, entrando così a far parte di un circuito virtuoso e fortemente vocato all'accoglienza turistica. Il primo gruppo di attività coinvolte, a seguito di candidatura spontanea, vale come modello di possibile partnership di un servizio Concierge, ma le possibili interazioni sono illimitate. Obiettivo 3: verificare la disponibilità di potenziali candidati nel ruolo di Concierge – anche al di fuori dell'ambito universitario".

Quali i prossimi step?

Il progetto continuerà a muoversi sul fronte della formazione didattica e del coinvolgimento più ampio e concreto delle imprese. Ma si realizzeranno anche due tipi di esperienze: una che per semplificare etichettiamo come VIP, per un ospite a cui regalare questa proposta, e una di tipo incoming riservata alla stampa e coordinata dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Radici del Sud 2019 i vincitori

75 i vini premiati dalle quattro giurie composte da giornalisti e buyer che hanno assaggiato gli oltre 300 vini in concorso. Premiazioni al Castello di Sannicandro di Bari. Nel Castello Normanno Svevo il pubblico ha potuto assaggiare i prodotti di oltre 125 realtà enologiche, olearie e gastronomiche meridionali al Salone dei vini e degli oli del Sud Italia. Dalle 21.00 alle 24.00 grande banco d'assaggio nel cortile del Castello di Sannicandro di Bari, dove ad accompagnare gli oltre 300 vini c'erano le specialità preparate dagli chef Nazario Biscotti, Leonardo Vescera, Michele di Palma, Antonio Scalera e Donato Calvi del Ristorante Calvi. Radici del sud gli autoctoniRadici del sud gli autoctoni

Di seguito i vini che la giuria dei giornalisti ha decretato come primi e secondi classificati nelle diverse categorie. Seguono le classifiche dei wine buyers.

Nuovo collegamento Tarvisio Villach Jesenice

 da sinistra il direttore generale di PromoTurismoFVG Lucio Gomiero, il sindaco di Tarvisio Renzo Zanette, il direttore dell’ente turistico Carinziano Christian Kresse e i rappresentanti dell’ente turistico sloveno da sinistra il direttore generale di PromoTurismoFVG Lucio Gomiero, il sindaco di Tarvisio Renzo Zanette, il direttore dell’ente turistico Carinziano Christian Kresse e i rappresentanti dell’ente turistico sloveno

 

Il collegamento è finalizzato allo sviluppo dell'escursionismo sia a piedi sia in bicicletta ed è pertanto studiato per gli amanti della bici che potranno stivare il loro mezzo in un vagone dedicato e godere di un comodo servizio durante il loro viaggio su due ruote alla scoperta della regione dell'Alpe Adria tra Tarvisio, Kranjska Gora, Jesenice e Villach. Il nuovo collegamento ferroviario che nei fine settimana unirà - in quattro diversi orari della giornata - Tarvisio, Villach in Austria e Jesenice in Slovenia, è un progetto delle regioni Carinzia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia in collaborazione con OEBB a seguito dei positivi risultati ottenuti dal servizio intermodale fornito dalla linea Micotra Udine-Villach.

La collaborazione e lo sviluppo di nuovi progetti legati ai prodotti bike e trekking con i vicini partner delle Slovenia e Carinzia, come il recente progetto Interreg Italia-Austria “Walkart – la riscoperta della antiche vie di pellegrinaggio fra Carinzia e FVG”, sono per PromoTurismoFVG principali obiettivi e asset del piano strategico di sviluppo del turismo regionale.

Impegno a realizzare la Casa dei Semi della Valnerina

Firmata la convenzione tra il Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria - 3A-PTA ed il Comune di Vallo di Nera che dà il via alla realizzazione della “Casa dei Semi della Valnerina”, la seconda in Umbria, in occasione di “Fior di Cacio” a Vallo di Neradi “Fior di Cacio” a Vallo di Nera (8 e 9 giugno 2019) durante l’incontro dal titolo “Biodiversità in Comune: l’esperienza delle Amministrazioni Comunali impegnate nella tutela e valorizzazione dell’Agro-Biodiversità come fattore di sviluppo dei territori e delle Comunità locali”. La  “Casa dei Semi della Valnerina” segue la già attiva “Casa dei Semi del Trasimeno” che, oltre ad avere come obiettivo la conservazione di semi rari e autoctoni, la riproduzione di semi puri, serve a sviluppare l’intera filiera, dalla semina alla commercializzazione dei prodotti. “La casa dei semi non è solo un luogo – ha detto Livia Polegri - ma un sistema di condivisione tra agricoltori che, oltre a scambiarsi le sementi, si scambiano conoscenze”. La “Casa dei Semi del Trasimeno” ha sede presso l’Azienda Agricola Melagrani che è anche fattoria didattica: uno degli obiettivi delle case dei semi è infatti la divulgazione della conoscenza e l’attività di formazione anche nelle scuole.

IL TERRITORIO 


Firma per accordo realizzazione della Casa dei SemiFirma per accordo realizzazione della Casa dei SemiLa Valnerina è il territorio umbro più ricco in quanto a biodiversità. Nella Casa dei Semi verrà istituito il registro degli agricoltori, non solo di Vallo di Nera, ma dell’intera Valnerina – ha spiegato Agnese Benedetti, Sindaco di Vallo di Nera - che nel rispetto del disciplinare, potranno coltivare i semi raccolti; inoltre si sta già lavorando con le scuole del territorio per la semina degli orti comuni, oltre che per realizzare attività didattiche e divulgative.” L’incontro , è stato occasione per dare voce ad alcune delle piccole realtà virtuose presenti in Umbria. Sono state infatti raccontate le esperienze del progetto “Montegabbione BIO”; del progetto del Comune di Monteleone di Orvieto sulla Denominazione Comunale (De.Co.) nel rispetto delle tradizioni locali, come opportunità di sviluppo del territorio; del progetto di recupero delle varietà fruttifere tradizionali del territorio amerino, e della Collezione mondiale di Olivi “Olea Mundi” di Lugnano in Teverina, dove sono custodite accessioni provenienti dalle maggiori regioni olivicole del mondo. 

Turismo della conoscenza 


Obiettivo più ampio e comune a tutti i progetti presentati è di promuovere un “turismo della conoscenza” sia delle tradizioni, che delle specie vegetali ed animali locali autoctone in via di estinzione, un vero e proprio “Itinerario della Biodiversità” a cui il Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria - 3A-PTA, sta già lavorando nella zona dell’Appennino Umbro Marchigiano.

Per informazioni Tel. 075 8957230 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://www.parco3a.org/

 

Successo per Vino&Arte

Vino&Arte 2019 a Villa de ClariciniVino&Arte 2019 a Villa de Claricini

Anche quest’anno Andrea Spataro dell’enoteca Tabogan di Cividale del Friuli ha curato l'evento enogastronomico “VINO & ARTE” nella splendida Villa De Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco (UD), una dimora nobiliare seicentesca che ora è sede dell'omonima fondazione “De Claricini”, presieduta da Oldino Cernoia che ha saputo negli anni fondere arte, cultura e vino. Andrea ha saputo ancora una volta coinvolgere importanti cantine friulane e prestigiose etichette di altre regioni italiane.

Vino&ArteVino&Arte

La serata estiva ha permesso l’allestimento dei banchetti di assaggio nel giardino d’onore dove hanno trovato posto anche le postazioni degli chef dei ristoranti delle Valli del Natisone, riuniti nell’associazione “Invito a pranzo nelle Valli” offrendo agli intervenuti i loro deliziosi piatti. Presenti inoltre con i loro prodotti diverse aziende agricole del territorio . Durante la manifestazione, con il contributo del FAI, è stato possibile fare la visita alla dimora nobiliare ammirarandola nella sua completezza. Noi di qb quantobasta abbiamo potuto assaporare a pieno questa bellissima serata e la grande partecipazione di pubblico ha sottolineato l’importanza della promozione del territorio, in questo caso il Cividalese, partendo proprio con la valorizzazione dell'aspetto enogastronomico. #ociseioseguiqb

Continua il festival del Giornalismo

Elisa De ZanElisa De ZanHa avuto inizio il 5 giugno 2019 a Fogliano Redipuglia con un panel sul legame tra sport e felicità, la quinta edizione del "Festival del Giornalismo" che si svolgerà fino al 15 giugno, organizzato dall'associazione culturale Leali delle Notizie. il cuore del festival, in programma dal 12 al 15 giugno in piazzetta Francesco Giuseppe a Ronchi dei Legionari, è infatti preceduto da quattro incontri di "Aspettando il Festival" in località diverse: Fogliano Redipuglia, Trieste Airport, Sagrado e San Pier d'Isonzo. Tornerà anche quest'anno il "Premio Leali delle Notizie- in memoria di Daphne Caruana Galizia" voluto per ricordare e onorare la memoria della giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia, uccisa in tragico attentato nell’ottobre 2017, il premio sarà assegnato al giornalista Sandro Ruotolo. Venerdì 7 giugno a Sagrado si è parlato di Grande guerra. Ospite Elisa De Zan (esperta specializzata sui siti della Grande Gurra, ideatrice e divulgatrice di “Scrittrici nella bufera: la parola alle donne”, dedicato alla scrittura femminile durante il Primo Conflitto Mondiale).

INFO QUI 

è bello ed è gratis

MOSTRA: ALPINI: UNO STILE DI VITA

 

invito alla mostrainvito alla mostra

IL MUSEO POSTALE E TELEGRAFICO DI TRIESTE ospita nella sede di via Galatti (piazza vittorio Veneto) la mostra: ALPINI UNO STILE DI VITA.  Mostra filatelica, emissione francobollo celebrativo, esposizione di pezzi rari. Sabato 8 giugno, alle 10.30, al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa/Spazio Filatelia di Trieste, in occasione dell’emissione del francobollo celebrativo dedicato all’Associazione Nazionale Alpini nel centenario della sua costituzione, verrà inaugurata la mostra “Alpini: uno stile di vita”, realizzata in collaborazione con il Museo stesso, lo Spazio Filatelia e l’Ana di Trieste.

Francobollo celebrativo dedicato all'ANAFrancobollo celebrativo dedicato all'ANA
Il visitatore, attraverso una ricca esposizione di francobolli, reperti, fotografie e documenti originali, viene guidato alla scoperta degli Alpini che si sono resi protagonisti di numerosi interventi di solidarietà in Italia e all’estero. Tra i pezzi più interessanti figurano le divise utilizzate durante la prima Guerra Mondiale e tante cartoline, considerate da sempre le fonti storiche per eccellenza. È prevista anche la presentazione dell’attività della Protezione Civile di Trieste i cui volontari spesso collaborano fianco a fianco con gli Alpini. All’inaugurazione sarà presente il coro “Nino Balbi” dell’ANA Trieste diretto dal maestro Bruno de Caro.

La mostra “Alpini: uno stile di vita” sarà aperta fino al 6 luglio 2019, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e il sabato fino alle 12:30.

Oggi 6 giugno comincia la Fiera dei vini di Buttrio

 

Villa di Toppo FlorioVilla di Toppo Florio

A Villa di Toppo-Florio i festeggiamenti della Fiera Regionale dei Vini di Buttrio iniziano giovedì 6 giugno alle 20 con la prima camminata in notturna non competitiva “Con le lucciole tra i vigneti”, 3 km ricchi di emozioni con soste nelle cantine locali per degustazione vini e saporiti piatti. Gli organizzatori della Pro Loco Buri, vista l'alta adesione record (100 partecipanti rispetto i 40 inizialmente previsti) hanno organizzato due gruppi. 

Nella serata inaugurale ci saranno anche il concerto gratuito della band cividalese 5 uomini sulla cassa del morto, lo spettacolo di circo contemporaneo di Circo all'incirca e lo showcooking Dalle Malghe al Mare  In più è aperta 'enoteca dei vini autoctoni con oltre 400 etichette del Friuli Venezia Giulia e altre regioni realizzata insieme alla Guida ViniBuoni d'Italia del Touring Club Italiano. Programma completo QUI

 

Cucina Sana, vegetariano, vegano, vegood, avocado

Avocatoast

VEGood toast alla crema di ceci con fettine di avocadoVEGood toast alla crema di ceci con fettine di avocado

Ingredienti

  • 4 fette di pane integrale
  • 1 avocado di media dimensione
  • 100g ceci in scatola
  • 3 carote medie
  • 2 cucchiai olio EVO
  • 2 cucchiai lievito alimentare
  • 1 cucchiaino di tahin
  • ½ cucchiaino di succo di limone
  • Paprika affumicata qb
  • Sale e pepe qb

Preparazione

Cuocere a vapore le carote precedentemente pulite e tagliate a pezzi di max 5cm di lunghezza. Cucinarle fino a renderle morbide e lasciarle intiepidire.

Per la crema di ceci, unire in un bicchiere per minipimer le carote, l’olio evo, il lievito alimentare, il tahin e il succo di limone. Aggiustare di sale e pepe.

A parte tagliare longitudinalmente l’avocado cercando di ottenere sottili fettine di max 5mm di spessore.

Tostare il pane integrale e comporre il piatto. Spalmare quindi un cucchiaio abbondante di crema di ceci sulla fetta di pane e adagiare le fettine di avocado su tutta la superficie.

Terminare con una spolverata di paprika affumicata e un filo d’olio evo. Consumare subito

Vino da mare In Italia quasi una Dop su tre si affaccia sul mare

Vino da mare convegno Bianchello del MetauroVino da mare convegno Bianchello del Metauro

L’export dei vini bianchi fermi italiani sta crescendo più velocemente dei rossi (+47% vs +35%, dal 2010 al 2018) e i vigneti con finestre sul mare sono quelli che registrano le migliori performance. È il quadro di sintesi del convegno Vino da mare’ì organizzato a Fano dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), tracciato dal responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini.

Bianchello del MetauroBianchello del Metauro

Vigneti con areali sul mare

Secondo l’analisi, presentata in occasione dei 50 anni della Doc Bianchello del Metauro, il 31% delle 408 Dop della Penisola vanta areali con sbocco sul mare, con Marche, Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo che presentano una percentuale ‘marittima’ delle loro denominazioni oltre il 75%. Un’incidenza singolare tra i principali Paesi produttori, destinata a crescere se si tiene in considerazione che – fatta eccezione per il Prosecco, che comunque in piccola parte si affaccia sulla costa - in Italia la produzione di vini marittimi è cresciuta negli ultimi anni del 45%, a fronte di un +13% degli altri vini. In questo scenario, anche il mercato sembra assecondare la tendenza: tra le 7 regioni italiane cresciute nell’export di oltre il 90% nell’ultimo decennio, ben 4 presentano una forte incidenza di vigneti marittimi (Marche, Sicilia, Puglia e Abruzzo).

Il Bianchello del Metauro è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Pesaro e Urbino. I suoi confini abbracciano una sottile fascia di colline che dal mare Adriatico risale verso l'interno, sviluppandosi lungo le sponde del fiume Metauro.

Turismo balneare

 

“Una componente importante per le esportazioni è data dal turismo – ha detto il direttore Imt, Alberto Mazzoni -. È evidente che un bacino di turisti stranieri possa rappresentare una leva fondamentale per la promozione delle produzioni autoctone; è il caso del Bianchello del Metauro e di altre aree marchigiane, a forte concentrazione di turismo balneare”. Freschezza, finezza ed eleganza sono per gli esperti le carte vincenti dei vini marittimi e in particolare della Doc Bianchello. Secondo il presidente Assoenologi Marche, Giuliano D’Ignazi: “L’escursione termica è il fattore fondamentale per un prodotto che si distingue per la freschezza e la facile beva. Caratteristiche queste che unite alla sua bassa gradazione sono sempre più apprezzate dalla domanda”. “Un vino a forte espressione territoriale – ha aggiunto l’enologo Umberto Trombelli – che deve mantenere la propria identità anche attraverso l’azione di tutela e promozione del consorzio di riferimento”.

 

Complice anche il Bianchello del Metauro, la provincia di Pesaro ha registrato nel decennio una crescita nelle esportazioni di vino di oltre il 370%. Germania, Cina e Usa le principali destinazioni.

Chiaretto vincitore del Premio Molmenti 2019

Dal 7 al 9 giugno 2019 si è svolta  la dodicesima edizione di Italia in Rosa, il festival di Moniga del Garda dedicato al mondo dei vini rosa: 260 vini rosa presentati da 191 cantine di tutta Italia. Partenza boom grazie ad una prima giornata caratterizzata da un clima di stampo estivo, approfondimenti con il convegno tecnico dedicato alle nuove prospettive del Valtènesi nell’ambito del neonato Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano. Presieduto da Franco Cristoforetti, l’organismo fondato il 26 marzo scorso a Roma ha scelto proprio la manifestazione di Moniga come sede per il suo primo cda. La promozione congiunta è l’obbiettivo primario dei consorzi fondatori (Valtènesi, Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte, Salice Salentino e Cirò): sei denominazioni che rappresentano una massa critica da 25 milioni di bottiglie, sufficiente per autorizzare un pensiero più ambizioso di valorizzazione per far crescere quella quota di consumo di vino rosa che da noi è in aumento ma ancora confinata al 5,5% del totale nazionale. L’obbiettivo sarebbe quello di arrivare almeno ai livelli della percentuale mondiale, pari al 10%. Sognando magari la Francia dove su 100 bottiglie di vino fermo consumate 33 sono rosa, 48 rosse, 19 bianche. Sfide importanti, cui il Valtènesi si sta attrezzando ormai da anni anche con iniziative come lo studio quinquennale sulla caratterizzazione dei propri vini rosa affidato al Centre du rosè di Vidauban, il più importante centro di ricerca mondiale sui rosati, i cui i risultati finali sono stati presentati durante la mattinata dal direttore Gilles Masson e Nathalie Pouzalgues.

NUOVA IMMAGINE DEL CONSORZIO

Presentata anche la  nuova immagine del Consorzio Valtènesi realizzata da Gianluca Folì, cinque temi, altrettante immagini a tenui tinte rosa per raccontare un territorio, il suo clima, il suo vitigno, il suo vino e il suo stile di vita inimitabile.

PREMIO MOLMENTI 2019 

L'assegnazione del Trofeo Pompeo Molmenti, il riconoscimento riservato ai Chiaretti dell’ultima vendemmia (in questo caso il 2018): alla competizione hanno partecipato esclusivamente i 28 Valtènesi (su 41 campioni presentati) che la scorsa settimana sono stati incoronati con l’Eccellenza (punteggio pari ad almeno 85/100) al Concorso Enologico Nazionale per la Doc Valtènesi-Garda Classico della Fiera del Vino di Polpenazze. 55 Eccellenze vinicole alla fiera di Polpenazze  La seconda selezione dei magnifici 28 ha visto trionfare l’azienda Antica Corte ai Ronchi di Bedizzole. 

Queste le sei aziende finaliste:
Ca’ Maiol di Desenzano
Feliciana Pozzolengo
Antica Corte ai Ronchi Bedizzole
Sergio Delai Puegnago
Oselara di Pozzolengo
Cantine Turina di Moniga

 

 

 

Intervista a Enzo Pontoni, azienda Miani

 

prima pagina dell'articolo-intervista pubblicato nel numero di dicembre 2017 di qbquantobastaprima pagina dell'articolo-intervista pubblicato nel numero di dicembre 2017 di qbquantobasta

Il 9 giugno 2019 alla Fiera dei Vini di Buttrio tutto esaurito per il laboratorio di degustazione dei vini dell'azienda Miani. @qbquantobasta presente! #ociseioseguiqb. Intanto qui vi ricordiamo l'intervista che abbiamo realizzato e pubblicato nel dicembre 2017. 

PREMESSA l'azienda

AZ. AGR. MIANI DI PONTONI ENZO Via Peruzzi, 10 - Buttrio (UD) L’azienda porta il cognome di mamma Edda e ha una superficie di circa 20 ettari dislocati fra Buttrio, Rosazzo e Corno di Rosazzo. I vitigni: friulano, ribolla, chardonnay, sauvignon, merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, refosco dal peduncolo rosso. Le uve di ogni vigneto vengono vinificate separatamente. Ogni vino viene così identificato anche con il nome del vigneto stesso. L'obiettivo è puntare su Ribolla, Malvasia e Refosco che "rappresentano la nostra specialità", come mi ha detto Enzo Pontoni.  

La prima volta che ebbi il privilegio di degustare il vino di Enzo Pontoni fu a Lavariano al ristorante “Da Blasùt” o “Gnam gnam”. Erano gli anni ’90 e potete capire quanto tempo è passato! Anche per gli amanti del vino era
difficile al tempo associare l’azienda Miani a Enzo Pontoni, che in quel periodo lavorava presso un’azienda meccanica locale. Varie circostanze lo portarono in seguito a dedicarsi a tempo pieno alla produzione di quelle bottiglie che attirarono l’attenzione e l’ammirazione della stampa specialistica: inserite nelle guide più prestigiose con i massimi riconoscimenti fino ad arrivare al Gotha del vino italiano e mondiale. Tutto ciò mentre Enzo proseguiva senza distrazioni nel suo lavoro di studio, di raccolta dati e di sperimentazione, in controcorrente rispetto alle  alle prassi consuete, vinificando in una cantina che era in pratica un piccolo spazio sotto casa. Ricordo la cura con cui conservava le schede dove annotava a mano informazioni e risultati.    PUOI ACQUISTARE AL LINK  https://qbquantobasta.it/shop LA COPIA DIGITALE DEL NUMERO DI DICEMBRE 2017

Sinergia fra Palazzo Coronini e Archivio di Stato di Gorizia

Geneaologia Coronini Geneaologia Coronini

Prenderà il via mercoledì 12 giugno 2019, alle 18, con una conversazione a più voci dedicata all’Archivio della famiglia Coronini la collaborazione tra Palazzo Coronini e l'Archivio di Stato di Gorizia, una collaborazione che prevede l’organizzazione di conferenze, presentazioni, incontri di carattere divulgativo a favore della cittadinanza, aventi per oggetto temi relativi alla storia e al contesto culturale del Goriziano e dei territori limitrofi. Le iniziative saranno ospitate dalla sala conferenze della storica dimora di viale XX Settembre a Gorizia. 

Il primo incontro

“Al di là del mito: racconti sull'Archivio Coronini Cronberg” è il titolo del primo incontro, che sarà dedicato alle aspettative che circondavano i documenti lasciati dal conte Guglielmo Coronini Cronberg al momento della sua morte, ai sopralluoghi nel Palazzo e alla prima inventariazione, al trasferimento presso l'Archivio di Stato di Gorizia, alla schedatura e ai percorsi di ricerca resi possibili dall'accessibilità ai documenti. Alla conversazione, moderata dal direttore dell’Archivio di Stato Marco Plesnicar, interverranno la storica e archivista Lucia Pillon, Paola Valentin della Soprintendenza archivistica del Friuli Giulia e Cristina Bragaglia della Fondazione Coronini. Al termine, i direttori delle due istituzioni apporranno formalmente la firma sul protocollo d’intesa che regolerà la nuova collaborazione.

Il vivaio dimenticato

Articolo pubblicato sul mensile qbquantobasta di giugno 2019, immagini d'epoca g.c. da Enos Costantini Articolo pubblicato sul mensile qbquantobasta di giugno 2019, immagini d'epoca g.c. da Enos Costantini

Quanti di voi sanno che in Friuli c'erano, parliamo di circa un secolo fa, altri vivai di barbatelle e che ferveva la ricerca per trovare soluzioni contro il flagello della fillossera.

foto di Claudio Mattaloni foto di Claudio Mattaloni Ne abbiamo scritto e raccontato per esempio anche qui Una pagina di storia del vino friulano che parte da Buttrio Sul numero di giugno abbiamo pubblicato un'altra interessante scoperta, quella del vivaio di Casarsa. raccontata in un libro dal titolo emblematico "Il Vivaio dimenticato", stampato dalla Pro Loco Casarsa. Nel Consorzio Antifillosserico Friulano, dal 1908. sono nate le barbatelle che hanno assicurato un futuro alla viticoltura
non solo di Casarsa ma di tutto il Friuli occidentale, nel periodo in cui la viticoltura locale era stata messa in ginocchio dalla Fillossera proveniente dalle Americhe e contro la quale sembrava non esserci possibilità di lotta.

PhylloxeraPhylloxeraUn viaggio nella memoria cominciato quasi per caso.  

DEGUSTAMENTE risveglio sensoriale in vigna

Degustamente è l’appuntamento perfetto per alleggerire la mente e iniziare una nuova settimana con più carica! Un’occasione per conoscere il Friuli Venezia Giulia attraverso la riscoperta di te stesso. Lasciati guidare nell’affinamento dei tuoi sensi, preparando il corpo a degustare con più consapevolezza il vino e i prodotti del territorio. sono queste in sintesi le finalità del progetto DEGUSTAMENTE che noi di qb sosteniamo e per il quale siamo riusciti a ottenere un sostanzioso sconto per i nostri abbonamti e per i qbisti della nostra community. 
Incontro domenica 16 giugno 2019 a Villa De Claricini (Moimacco – UD): si inizia con l’esperienza di “risveglio sensoriale” a base di mindfulness alla ricerca dell’ideale bilanciamento delle nostre energie, ricevendo calma e serenità dalla natura in cui siamo immersi. Liberiamo la mente dallo stress per concentrarci sul presente: chiudere gli occhi, respirare lentamente, ascoltare il silenzio e risvegliare i nostri sensi.

Dopo un momento tutto per noi, possiamo gradualmente immergerci in un viaggio alla scoperta dei sapori del territorio, guidati in una degustazione più consapevole che coinvolge e stimola le nostre abilità percettive. A occhi chiusi ci prepariamo ad assaggiare una selezione di vini della cantina De Claricini abbinati a finger food a base di prodotti locali (Mimì Street Catering): un’analisi olfattiva e palatale, per imparare a riconoscere le qualità organolettiche del vino e l’arte di abbinare correttamente il cibo.

PROGRAMMA

  I biglietti sono acquistabili direttamente sulla pagina facebook di Vino e Sapori FVG.

  1. ore 16.00 Accoglienza e consegna “Kit degustazione”
    ore 16.20 Presentazione dell’evento
    ore 16.30 Esperienza “Risveglio dei sensi” mindfulness con la psicoterapeuta Manuela Pontoni
    ore 17.00 pausa
    ore 17.15 Nuova esperienza di degustazione enogastronomica a cura di Giovanni Munisso
    ore 18.15 Visita guidata in cantina


Il prezzo riservato agli abbonati e ai lettori di qbquantobasta è di 30 € anziché di 40 €.
Info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. +39 0432 611401 / +39 380 4725486 (posti limitati: prenota entro venerdì 14 giugno)

Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG. Durante il periodo estivo l’evento viene ospitato da diverse cantine, dando la possibilità ai partecipanti di scoprire il territorio e le eccellenze enogastronomiche friulane con un approccio nuovo. Stay tuned! 

Kolin dove la ponka incontra il mare

Kolin locandinaKolin locandinaDove la ponka incontra il mare. Dal 12 al 16 giugno interessanti appuntamenti a Monfalcone. Oltre 40 vini frexchi, macerati, metodi classici e ancestrali. Con proposte di cucina contemporanea a base di pesce. Ogni giorno dalle 17.00 alle 18.00, in collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese e gli Ecomusei della regione, si svolgerà il “Gusto dei Saperi” dove si alterneranno prodotti tipici della nostra regione salvaguardati per patrimonio storico, culturale ed enogastronomico, tra i quali: Prosciutto San Daniele, Pitina presidio Slow food, Pestat di Fagagna, Aglio di Resia  e Tirime su – Coppa Vetturino. Durante questi incontri ci sarà la possibilità di conoscere la storia e la provenienza dei prodotti proposti con assaggio finale.

- Ogni giorno dalle 18.00 saranno presenti i migliori produttori vitivinicoli del Collio, con i quali sarà possibile discutere di metodi e segreti per conoscere al meglio i migliori vini bianchi d’Italia.

- Ogni sera dalle 20.00 intrattenimento musicale con musicisti della nostra zona  dal blues al jazz e in generale musica in acustico per allietare la serata senza distogliere l'attenzione dalla degustazione di vino e cibo.

Segnatevi la data: Apertura col botto! Il giorno 12 Giugno dalle 18.00 sarà presente il migliore Oste d’Italia “Mauro Lorenzon” titolare della “Enoiteca la Mascareta” di Venezia, che ci seguirà nelle varie degustazioni secondo il suo modo di pensare il vino!Noi di qbquantobasta che sarempo presenti a Monfalcone, perchè #ociseioseguiqb, abbiamo dedicato a Lorenzon un'intervista di ben quattro pagine! 

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