Pasta al pesto di gambi di prezzemolo
Pasta al pesto di gambi di prezzemolo. Nella ricetta, creata da Chef in Camicia con i Fusilli integrali La Molisana, i sapori mediterranei di acciughe, capperi e mandorle si uniscono con i gambi di prezzemolo, che solitamente in cucina vengono scartati e che sono qui l’ingrediente principale della ricetta.
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Tutte le jote sono vere

Tutte le jote sono vere (terza e ultima puntata). © Non si può parlare di una paternità della jota, né si può dire quella che è la "vera" jota. Tutte le jota sono vere: la gente faceva, anzi doveva fare, con quello che aveva a disposizione. In quasi tutte ci sono i fagioli, in alcune compaiono le patate e il mais: tre "novità" americane. Prima di Colombo le ricette erano diverse, tanto è vero che in alcune compare tuttora l'orzo, cereale che è qui dal Neolitico.
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La jota dalla Carnia all'Istria
La jota dalla Carnia all'Istria (seconda parte). La jota è, o era, nota da Collina di Forni Avoltri fino a Rijeka / Fiume. Per l'uomo della strada si tratta, ora, di un cibo caratteristico soprattutto della Carnia e di Trieste. In realtà era di tutto il Friuli e di tutta l'Istria: lo si può facilmente evincere dai vocabolari dialettali, dai libri di cucina, dalle guide turistiche. ©
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Diciamocelo: gennaio è stato un anno bello tosto, ma febbraio è già per finire e l’appuntamento con Qubì è finalmente di nuovo in agenda. Tra le novità c’è un assestamento di calendario. Per cogliere il meglio di tutte le agende più golose, abbiamo deciso di uscire a metà di ogni mese offrendo contenuti sempre più ricchi di spunti per vivere al meglio la tavola abbinandola alla stagione e al territorio.



FLETRY AU VENT Vino di montagna torna nelle Cantine di Grosjean. Una proposta che rappresentare la territorialità, la freschezza, la finezza e la mineralità del territorio della Valle d’Aosta.
Il tarallo napoletano diventa tarallove. San Valentino si può festeggiare anche con un tarallo napoletano (ben diverso, come auspico vi sia noto, dai taralli e tarallini pugliesi, altrettanto buoni ma diversi). Per la ricorrenza di san Valentino, ma anche per tutto febbraio, ce n’è uno rosso: è il Tarallove.
Durante il Carnevale nel Sappadino si preparano i classici dolci di questa festa, proposti nella variante locale. I crostoli (kriskilan) prevedono nell’impasto l’aggiunta di albumi montati a neve ben ferma e anche le frittelle (muttn) differiscono per forma e ingredienti da altre consuetudini. I più tipici, che pescano nella tradizione d’oltralpe, sono i krapfen al papavero (mogen kropfn).