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NUOVO ALBUM DEL CORO VOS DE MONT

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Ottavo album per il coro “Vôs de mont” di Tricesimo, formazione composta da 44 voci provenienti da tutto il Friuli e dal Veneto. Si intitola...

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Simonit riceve premio OIV

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Marco Simonit ha ricevuto Parigi il prestigiosissimo Premio OIV 2018 nella sezione Viticultura per la  “Guide pratique de la taille guyot -...

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Volontariato con l'asino

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DOMENICA 23 SETTEMBRE 2018 per tutta la giornata cammino, storie, giochi, esperienze e volontariato con l'asino!    

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VITO INTINI CONFERMATO ALLA GUIDA DELL’ONAV

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Continuità per ONAV, l’associazione che riunisce oggi oltre 10.000 assaggiatori. Vito Intini riconfermato per il prossimo quadriennio....

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Classifica Biwa: due vini su 50 per FVG

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Sassicaia il miglior vino italiano per la giuria internazionale del Biwa (Best Italian Wine Awards). Su 50 vini due presenti per la regione FVG: al...

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Erbazzone contemporaneo

E' di Sauro Antonioli, chef di Caffè Arti e Mestieri, Ristorante del Buon Ricordo a San Pietro sulla via Emil, questa invitante ricetta dell'erbazzone contemporaneo. L'erbazzone è una torta salata di schietta tradizione reggiana (Reggio Emilia),  tuttora molto popolare nelle case e nei locali pubblici, dove lo si consuma con estrema naturalezza anche per la prima colazione. L'erbazzone in dialetto viene chiamato ‘scarpasòun’, italianizzato in scarpazzone, perché nella sua preparazione le parsimoniose massaie contadine usavano non solo le foglie della bietola ma anche il suo fusto bianco, vulgo ‘scarpa’, da cui il nome corrente del piatto. L’origine della ricetta è riconducibile alle varie ‘herbolate’ d’antica consuetudine padana: una per tutte, l’‘herbolata de maio’, – “vietole, petrosillo, cascio, ova…” – descritta da Maestro Martino nel XV secolo. L’erbazzone è recentemente è assurto alle cronache locali per la sollevazione popolare seguita alla decisione di escluderlo dalle mense scolastiche, come se fosse di danno alle future generazioni. Lo chef Antonioli ce lo presenta alleggerito nella componente grassa, tanto nel ripieno quanto nell'involucro.  con una doppia salsa, di Parmigiano-Reggiano e di zucca.  La sfoglia tradizionale viene sostituita da una leggerissima pasta ‘kataifi’, che si ottiene tagliando a spessore di capelli d’angelo della pasta ‘fillo’, tipica della cucina mediorentale facilmente reperibile anche tra i prodotti surgelati nostrani.  

Ingredienti per 4 persone

1 kg di bietole lavate e tagliate
300 g di spinaci lavati e tagliati
500 g di Parmigiano-Reggiano grattugiato
sale e pepe
300 g di zucca cotta a vapore
1 porro tagliato a mirepoix
pasta kataifi
olio extravergine d’oliva
burro

Procedimento

Tagliare i porri a mirepoix (piccoli cubetti) e rosolarli nell’olio extravergine; tritare bietole e spinaci grossolanamente e passarli sul fuoco in padella con una presa di sale e una spolverata di pepe, lasciando che gli ortaggi si asciughino del liquido di vegetazione. A questo punto aggiungere la zucca preventivamente lessata e lasciare che anch’essa si asciughi. Aggiungere il formaggio grattugiato e battere con il coltello, stendendo il composto in una placca. Aspettare che questa farcitura si raffreddi e tagliarla a cubi, che andranno accuratamente rivestiti con la pasta kataifi; guarnire ogni piccolo erbazzone con burro e formaggio grattugiato e passare in forno preriscaldato a 190 gradi. Sfornare dopo un quarto d’ora circa e lasciare intiepidire; servire l’erbazzone con una salsa di Parmigiano-Reggiano e una salsa di zucca.

Caffè Arti e mestieri Via Emilia San Pietro, 16  Tel. 0522.432202Tel. 0522.432202

 

Laboratori gratuiti con Knam e semi della rosa di Gorizia in Norvegia

La cerimonia di inaugurazione di Gusti di Frontiera 2018 sarà ospitata dal Salotto del Gusto in piazza Sant’Antonio. L’appuntamento è alle 17: al taglio del nastro interverranno le autorità e la madrina, la chef Cristina Bowerman.  

Gli oltre 350 stand di Gusti di Frontiera saranno operativi giovedì dalle 17 alle 3, venerdì e sabato dalle 10 alle 3 e domenica dalle 10 alle 24. Tutte le informazioni sulla manifestazione e il programma del Salotto del Gusto sono disponibili QUI 

Laboratorio di cioccolato gratuito con Ernst Knam
Il Salotto del Gusto darà l'opportunità al pubblico di partecipare gratuitamente ai laboratori di cucina e "rubare con gli occhi" la maestria dei grandi chef ospiti della kermesse. I primi dieci fortunati che saranno estratti tra il pubblico presente in piazza Sant'Antonio giovedì 27 settembre alle 18 potranno lavorare fianco a fianco con il Re del Cioccolato, Ernst Knam, nell'elaborazione della sua ricetta denominata l'Antica, ovviamente a base di cioccolato. La ricetta è già stata spedita agli organizzatori e gli ingredienti sono stati selezionati dallo chef Knam per i suoi "studenti" goriziani. Ai presenti sarà distribuito un ticket con un numero identificativo: saranno estratti dieci numeri dal palco, poi si inizierà subito con il laboratorio. La stessa procedura sarà seguita sabato alle 20 per individuare i partecipanti al cooking show con la Rosa di Gorizia e i prodotti del Cibario Ersa con Diego Bongiovanni e Farmer Street Food.

Ph Fabrice GallinaPh Fabrice Gallina

La Rosa di Gorizia preservata nella Banca Mondiale dei semi delle Isole Svalbard
Sabato 29 settembre 2018 al termine del dibattito su “Cambiamenti climatici e biodiversità. Il caso delle isole Svalbard”, che inizierà alle 16.30 e vedrà confrontarsi Marco Buemi, Costantino Cattivello e Alfonso Di Leva, ci sarà la cerimonia di donazione di semi autoctoni della Rosa di Gorizia alla Banca mondiale dei semi delle isole Svalbard (Norvegia), tramite l'Università di Pavia. Un modo ufficiale per proteggere la tradizione e la coltivazione ma anche un gesto concreto per preservare le eccellenze del territorio goriziano. La Rosa di Gorizia, pregiato radicchio dalle caratteristiche uniche che rappresenta non solo il territorio ma anche un antico sapere tramandato da generazione in generazione, di cui si ha certezza scritta sin dal 1873 (dal volume Gorizia, Nizza austriaca), è oggi coltivata e curata dall'Associazione Produttori Radicchio Rosso di Gorizia, Rosa di Gorizia e Canarino. 

 

Wine & Walk by the sea a Cittanova d’Istria

La seconda edizione di “Wine & Walk by the sea” a Cittanova d’Istria, ha registrato il tutto esaurito con alcuni giorni d’anticipo sulla manifestazione che si è svolta il 22 settembre 2018. 

I biglietti per la camminata tra i vigneti nell’ultimo giorno d’estate (quest’anno l’equinozio d’autunno è stato il 23 settembre) sono andati letteralmente a ruba in pochi giorni. Il successo di questo simpatico evento è da ricercare nella bellezza dei luoghi, nella bontà dei vini e dei prodotti gastronomici e, senz’altro, nella impeccabile organizzazione. Io ho partecipato su invito del mensile qbquantobasta che era stato invitato nella sezione PRESS.  Alla partenza, ogni partecipante viene munito di uno zainetto con mappa del percorso, maglietta logata e mezzo litro d’acqua. Inoltre viene fornita una tasca con il calice per gli assaggi. L’organizzazione forma quindi dei gruppi che partono ogni mezz’ora con un accompagnatore.


Il percorso è splendido. Si parte dall’Hotel Aminess Maestral e, dopo qualche centinaio di metri si arriva lungo la cinta muraria di Cittanova d’Istria.

Qui, ai camminatori viene subito offerto un calice di Malvazija “a sorpresa”. Si raggiunge quindi il porticciolo della cittadina.

In un gazebo allestito ad hoc vengono offerti un calice di Malvazija e uno di Terrano, insieme con un piattino di sarde impanate.


A questo punto, stuzzicati dall’antipastino, i camminatori vengono condotti appena fuori città dove, tra i vigneti prospicienti il mare si trovano i gazebo delle varie aziende vinicole che partecipano all’evento.

All’incirca ogni due chilometri di percorso c’è un ristoro.


L’abbinamento cibo/vino non solo è rispettoso delle tradizioni gastronomiche locali (troveremo infatti i Pljukanci -un tipo di pasta istriana- e come dessert i Buzolai)

ma viene anche seguito lungo percorso una sorta di ideale menù. 

Si inizia infatti con gli antipasti e i vini dedicati, per seguire con due primi piatti (uno di pasta e uno di riso), un secondo “marinaro” (seppie con la polenta).

Infine un dolce, accompagnato da un aromatico Moscato oppure da una speciale Malvazija.

Un totale quindi di 15 vini, considerando anche quello iniziale a sorpresa e 7 piatti abbinati. Il tutto in 10 chilometri di passeggiata.

 


La festa poi, sotto il campanile di Cittanova d’Istria, prosegue fino a notte inoltrata con musiche e balli. Prossimo appuntamento? A primavera per la classica Istria Wine & Walk, con la medesima formula ma tra i vigneti di Buje d’Istria.

 

70 telecamere e un drone nel piano sicurezza di Gusti di frontiera

PIU’ TELECAMERE E UN DRONE NEL PIANO SICUREZZA. LA FILODIFFUSIONE PER COMUNICAZIONI D’EMERGENZA. UNA MAPPA INTERATTIVA PER SMARTPHONE E TABLET. Oltre 200 operatori e rappresentanti delle forze dell’ordine ogni giorno a presidiare l’area della festa, furgoni e jersey alle porte d’accesso, 70 telecamere di videosorveglianza in tutto il centro città e un drone che sorvolerà s-prattutto le zone esterne per tenere sotto controllo il traffico: questi alcuni degli accorgimenti del piano di sicurezza di Gusti di frontiera, elaborato dal Comune di Gorizia insieme alla ditta Salus, sulla base delle indicazioni fornite dalla Prefettura con il coinvolgimento di tutte le forze di polizia. La kermesse enogastronomica, in programma a Gorizia da giovedì 27 a domenica 30 settembre, non è nuova agli accorgimenti di sicurezza, visto che ha un apposito piano dal 2010, reso più severo nell’edizione 2017 e quest’anno più accurato che mai. Un incremento doveroso anche per il numero di presenze attese in città nei quattro giorni, visto che lo scorso anno è stata superata quota 700mila. Tra le novità anche l’uso della filodiffusione, che da via Roma diffonderà istruzioni nel caso ci siano particolari emergenze, e una mappa interattiva utile per orientarsi ma anche per conoscere le vie di fuga. Gli uomini in campo a Gusti di Frontiera 2018 per la gestione della sicurezza con mansioni di antincendio, pubblica sicurezza, soccorso sanitario, instradamento, monitoraggio evento e assistenza all’esodo saranno nelle fasce di bassa e media affluenza circa 60, nelle fasce di alta affluenza circa 100. Il totale giornaliero sarà quindi di circa 120 uomini su due turni il giovedì, 260 uomini su tre turni venerdì e sabato, 220 uomini su tre turni la domenica. Da giovedì a domenica si alterneranno quindi su diversi turni un totale di quasi 850 operatori, di cui quasi un terzo saranno volontari. Il piano sicurezza è stato presentato dal sindaco, Rodolfo Ziberna, dall’assessore comunale ai Grandi eventi, Arianna Bellan, dal Prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello e dai rappresentanti delle forze dell’ordine, alla presenza del vicesindaco, Stefano Ceretta e dell’assessore comunale alle Attività produttive, Roberto Sartori. A illustrare dettagliatamente la mappa interattiva è stato l’Assessore regionale ai Sistemi informativi, Sebastiano Callari.

Il Comune avrà a disposizione quest’anno uno strumento nuovo per diffondere le informazioni su Gusti di Frontiera, quindi anche quelle sulla sicurezza: una mappa interattiva realizzata da Insiel. La app sarà scaricabile da domani sugli smartphone e i tablet da un link dedicato dal sito ufficiale. I visitatori saranno così aiutati nella ricerca dello stand o del borgo che intendono raggiungere, in quanto sulla mappa sarà indicato loro il percorso più breve da fare. Uno strumento prezioso per orientarsi, ma anche con una importante funzione di sicurezza, visto che visaranno riportate anche le vie di fuga. “Approfittiamo di Gusti di Frontiera, la cui reputazione ha ormai superato i confini regionali, per una app che avrà anche ulteriori sviluppi”, ha rimarcato l’assessore Callari. La mappa sfrutta la cartografia regionale di Eagle FVG. Già dal prossimo anno questa mappa potrà essere implementata con altri contenuti, per esempio per sapere se nello stand che interessa c’è la fila o meno. Si tratta perciò della possibilità di dotare Gorizia di tutta la tecnologia necessaria per dare servizi ai cittadini, per creare quella che chiamiamo "smart city”.

Quattro delle porte d’accesso alla festa, ovvero le due del corso (verso via Santa Chiara e via XXIV Maggio), quella di via Cadorna e quella di piazza Sant’Antonio saranno presidiate dai mezzi della ditta Alexa di Gradisca. Nelle altre quattro porte sarà posizionato new jersey in cemento armato. Non sarà ovviamente impedito il passaggio ai mezzi di soccorso, che potranno raggiungere qualsiasi zona della festa, in accordo con il piano sanitario. Tutti i varchi di accesso alla festa saranno presidiati dalle forze di polizia (Polizia, Vigili, Finanza e Carabinieri), la cui presenza sarà ulteriormente intensificata in modo  capillare. Per la Polizia municipale sono attesi rinforzi da Udine, Trieste e Lignano. Dal comando di Udine arriverà anche il drone che sarà usato per tenere sotto osservazione la questione viabilità, visto che negli anni passati si erano formati ripetutamente lunghi serpentoni di auto per entrare in città. Gorizia non sarà controllata solo dall’alto con il drone, ma sarà incrementata anche la presenza delle telecamere di videosorveglianza. Ne saranno in funzione 70, una ventina in più di quelle che erano state posizionate lo scorso anno.

Più di duecento uomini al giorno saranno quindi impegnati tra safety e security, in stretto collegamento con la centrale operativa nella sede della polizia municipale (il Centro Operativo Comunale) e con quella gestita dalla questura alla caserma Massarelli. Sarà il servizio informatico del Comune a curare la centrale operativa ospitata dalla Polizia municipale e il suo raccordo con quella della questura. Il dispiegamento di forze comprende anche i volontari, di protezione civile, radioamatori, carabinieri in congedo e alpini. Il servizio di vigilanza notturna sarà gestito da Italpol Group: le guardie giurate saranno sempre in contatto con la centrale operativa. Un posto me-dico avanzato è previsto alla Croce verde goriziana per le prime cure e soccorsi. Per i disabili un’area ad hoc sarà creata in via Colobini, con ingresso da via Rabatta. Già nel 2017 erano sbarcate a Gusti di Frontiera le squadre di steward professionisti (“decretati”), appositamente formati e iscritti alle liste prefettizie, con il compito di controllare le vie d'accesso e l'area della festa. A loro disposizione anche in questa edizione ci saranno metal detector portatili, megafoni e segnalatori luminosi. Saran-no loro a dover deviare il flusso di persone nel caso ci siano sovraffollamenti, con la possibilità di posizionare delle transenne nel caso di necessità per chiudere accessi o indirizzare la folla.

Il Comune ha deciso di limitare alle 24 di giovedì, all’una di venerdì, alle due di sabato e alle 24 di domenica la musica negli stand. Nel caso si presentassero emergenze particolari, sarà fatto abbassare il volume della musica e messaggi pre registrati saranno comunicati tramite quattro altoparlanti per mezzo della filodiffusione da via Roma. Uno strumento in più a servizio della sicurezza introdotto in via sperimentale, scegliendo via Roma per la sua posizione strategica e per il fatto di essere una delle strade più affollate durante la festa.

La Prefettura di Gorizia ha emanato una propria ordinanza per disporre il divieto di uso del vetro e delle lattine. Così durante la manifestazione, sarà vietato il consumo, la cessione, la vendita e la somministrazione di bevande in bottiglie e bicchieri di vetro o in lattine, anche se erogate da distributori automatici. Saranno esclusi dal divieto la somministrazione e il consumo all'interno dei locali, negli spazi specifici appositamente delimitati e autorizzati dal Comune. Sarà consentita la vendita non destinata al consumo in loco, purché con l'utilizzo di idonee confezioni di cartone. I titolari degli stand e dei locali dovranno esporre appositi avvisi e vigilare perchè gli avventori non portino all’esterno degli spazi autorizzati contenitori di vetro e lattine metalliche.

E’ invece un’ordinanza della Polizia municipale a stabilire l’accesso delle vetture nell’area della manifestazione. Sono consentiti l'ingresso e il transito ai veicoli adibiti al carico e scarico a servizio degli espositori o i veicoli che riforniscono le farmacie, con la massima prudenza procedendo a velocità particolarmente moderata giovedì 27 fino alle 16, mentre da venerdì 28 a domenica 30 solo dalle 6 alle 11 e dalle 15 alle 16. Il transito dei residenti è consentito solo dalla mezzanotte alle 16 di giovedì 27 e dalle 3 alle 11 nella altre tre giornate.

 

Raviolini cuor di mamma

Ci arriva dall'Abruzzo questa ricetta che anticipa la cucina autunnale con il suo ingrediente di riferimento, la zucca, La ricetta è dello chef Davide D'Agostino del ristorante Vecchia Silvi di Teramo, ristorante del Buon Ricordo. Sono veramente deliziosi questi raviolini a forma di cuore. E delicatissimi: il ripieno è di ricotta di capra e mandorle, la salsa, leggera in modo da non sopraffare il sapore del raviolo, è di zucca profumata di noce moscata. 

Ingredienti per 4 persone
Per la pasta
• 4 uova
• 500 g di farina
• 10 g di timo
• 10 g. di prezzemolo
• Sale q.b.
Per la salsa
• 50 g di zucca
• 1 carota
• 1/2 cipolla
• 1/2 patata
• Una spolverata di noce moscata
• 30 g di parmigiano
• Sale e pepe q.b.
Per la farcia
• 150 g di ricotta caprino dei Monti della Laga
• 20 g di mandorle tostate
• Sale q.b.

Preparazione
1. Mettere la farina a fontana sul tavolo, incorporare le uova, il sale, un po' di acqua e gli odori. Tirare la sfoglia sottile e mettere il ripieno in piccole dosi sulla sfoglia a distanza di 2 cm. Ricoprire con altra sfoglia e tagliare con l'apposito utensile a forma di cuore.
2. Preparate la salsa di zucca mettendo in una casseruola la zucca a pezzi, la carota, la cipolla e la patata. Fare cuocere a fiamma moderata, aggiungendo un bicchiere di brodo vegetale, per 30 minuti circa. Frullare il tutto, aggiungere il parmigiano, la noce moscata e aggiustare di sale.
3. Lessare i raviolini e versarli nella salsa, amalgamando bene. Servire subito.

Vino in abbinamento: Montepulciano D’Abruzzo.

Ristorante Vecchia Silvi Silvi Alta (Teramo) Circonvallazione Boreale 22  Tel. 085.930141Silvi Alta (Teramo) Circonvallazione Boreale 22  Tel. 085.930141

Carpaccio story e l'arte del crudo

Il carpaccio di Cipriani ph. Franz CondeIl carpaccio di Cipriani ph. Franz Conde

Non tutti sanno che Vittore Carpaccio trascorse gran parte della propria vita artistica a Capodistria, dove dipinse una delle sue opere più famose: la pala d'altare Madonna con il bambino che oggi adorna le pareti del Duomo di Capodistria; dipinse pure la tela "Ingresso a Capodistria del podestà Sebastiano Contarini".  Il figlio dell'artista, Benedetto, acquisì i diritti cittadini e la famiglia Carpaccio visse a Capodistria per ben tre secoli. A tutti i gourmettari è però certamente noto il carpaccio, piatto a base di fettine sottili di carne cruda. L'invenzione e il nome del piatto si devono a Giuseppe Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia: nel 1950 preparò il piatto, a base di carne cruda, appositamente per un'amica, la contessa Amalia Nani Mocenigo, quando seppe che i medici le avevano vietato la carne cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, poiché a Cipriani il colore del piatto  ricordava i colori intensi dei quadri del pittore, delle cui opere si teneva in quel periodo una mostra nel Palazzo Ducale di Venezia. Così dall'unione di arte e alta cucina è nata l'idea per questo progetto originale denominato Carpaccio Story L'arte del crudo  che si svolgerà nella piazza dedicata al pittore. Organizzatore dell’evento la società MiVi s.r.l.

Casa Carpaccio a CapodistriaCasa Carpaccio a Capodistria

Il 5 ottobre 2018 la Taverna in piazzale Vittore Carpaccio farà da cornice a un evento gastronomico del tutto speciale – il Carpaccio Story – l'arte del crudo, che unisce la ricchezza del patrimonio culturale con la gastronomia di alto livello.

Carpaccio di tonno ristorante RizibiziCarpaccio di tonno ristorante Rizibizi

Prenderanno parte all'evento cinque maestri di cucina: Tomaž Kavčič (Gostilna pri Lojzetu – Zemono), Tadej Gašparin (Pikol), Svetozar Raspopović (Restavracija AS), Fabricio Vežnaver (Pergola) e Tomaž Bevčič (Rizibizi), i quali ci delizieranno con le diverse specialità del carpaccio. Gli ospiti potranno seguire dal vivo la preparazione di vere opere d'arte del crudo, prima di assaggiarle e gustarle.

Carpaccio d'asino ristorante PergolaCarpaccio d'asino ristorante Pergola

Ci saranno carpaccio di tonno, trota, anatra, di carne d'asino, come il pluripremiato carpaccio di branzino.  L’evento sarà presentato da Lorella Flego che illustrerà la curiosa storia del carpaccio, mentre la voce soave e i ritmi avvolgenti della musicista Marina Martensson renderanno ancora più piacevole l’atmosfera. L'evento si svolgerà dalle 17 alle 19.30, con a seguire l'after party in piazzale Vittore Carpaccio.
I biglietti sono in vendita allo Snack Bar di Giusterna o si possono acquistare tramite il sito Internet www.carpacciostory.com

Palatiolum in tempore

A Palazzolo dello Stella si svolge domenica 23 settembre 2018 la rievocazione storica Palatiolum in tempore. Nell'ambito del fitto programma di eventi che prende l'avvio alle 10 del mattino e prevede Taberne e bancarelle in piazza Bini e via Roma, segnaliamo alle 11.30 la presentazione del libro Aganis- Le fate d'acqua di Barabara Bacchetti e Tatiana Dereani, con suggerimenti di turismo esperienziale. La mostra fotografica connessa di Elido Turco sarà visitabile a ingresso libero nella Biblioteca di Palazzolo  dal 24 settembre al 5 ottobre.  Pranzo medievale con musici e giocolieri.  Alle 16 a cavallo dell'asino si percorreranno le varie contrade e alle 17 è in programma lo spettacolo Schiarazule marazule, prima del grande corteo storico lungo le vie del paese alle 18.  

Concorso fra gubane domestiche

Mentre si accende il dibattito sul nuovo nome della gubana che Dall'Ava vorrebbe dare a questo dolce tipico del Cividalese e delle Valli del Natisone (e forse lo potrà fare se non ci sono tutele precise; ne scriveremo a breve chiedendo come sempre il parere dei lettori) lo SMO museo di paesaggi e narrazioni propone per oggi 22 settembre dalle 16.30 una gara concorso fra gubane casalinghe a San Pietro al Natisone. "La gubana | gubanca, ci spiega Donatella Ruttar,  è il dolce identitario delle Valli del Natisone. Simbolo della festa, è il rito culinario della tradizione familiare della comunità slovena e il dono di ospitalità del territorio di confine, un dolce che tramanda una cultura dove la religiosità incrocia i valori della condivisione. Una cultura arcaica custode di simboli e ritualità che ancora resistono e connotano il territorio del confine tra mondo latino e slavo. La gubana è il patrimonio secolare di un piccolo popolo e ne delinea il paesaggio culturale, al contempo è il simbolo dell’incontro tra mondi e modi dell’abitare.

A Storo convegno sull'agricoltura di montagna e gara di polente

courtesy visit Trentinocourtesy visit Trentino

L’antico borgo di Storo, porta delle alpi Giudicarie e di Madonna di Campiglio, diventa capitale della cultura della polenta italiana. Sabato 29 settembre il convegno dedicato al lavoro dei giovani in montagna e domenica 30 settembre 2018 la giuria assaggia le 15 polente finaliste per il premio Storo2018. qbquantobasta sarà presente in giuria!  Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, ospita la 4^ edizione del festival della polenta. Storo è sempre più “distretto” della farina di granoturco;  “l’oro di Storo”, sempre più bandiera di una cultura dell’alimentazione tradizionale. Chioschi di polenteri preparano al momento le polente per il giudizio del pubblico.

Domenica la giuria, di esperti e nutrizionisti, giornalisti e storici delle cultura a tavola, compresi noi di qb onorati di essere stati chiamati a farne parte, designerà la “polenta dell’anno” fra le tante sfide all’ultima trisa. Prenotazioni QUI

Sabato sera nel salone di Agri ’90, la grande cooperativa creata e voluta dal presidente Vigilio Giovannelli, tuttora a capo di una realtà che raccoglie, lavora e vende il prodotto di 350 ettari coltivati a granoturco oltre che a frutti del sottobosco coinvolgendo oltre 200 coltivatori, ospita una tavola rotonda che vede protagonista una decina di giovani coltivatori e agricoltori che hanno deciso di restare in montagna, hanno creato imprese e start-up in agricoltura vera, quella fatta con le materie prime reali della terra, tradizione e innovazione, parleranno delle loro esperienze. DALLA TRADIZIONE ALL’INNOVAZIONE: L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA COME ARMA VINCENTE PER LE GIOVANI GENERAZIONI. Val di Ledro protagonista dei robot nella stalla di mungitura, in valle del Chiese un moderno allevamento ittico dedicato anche al recupero dei salmerini alpini, a Darzo un impresa moderna di fragole; giovani laureate donna di Borgo Chiese gestiscono le malghe di famiglia per le mucche al pascolo; a Sella Giudicarie un altro giovane fa formaggi solo stagionati; come chi gestisce i propri alverai e fa il miele; a Lomaso si allevano asini per la produzione di prodotti cosmetici, a Storo giovani laureati stanno riportando vecchie coltivazioni come la canapa per l’olio e la farina; un altro giovane di Ledro in pista con le birre artigianali e tante altre esperienze, recentissime, raccontate dai giovani protagonisti.

Che la notorietà della farina e della polenta di Storo, come leader e capofila, abbia stimolato altre iniziative e start-up nel mondo agricolo? – si chiede Giampietro Comolli, esperto di distretti produttivi Doc e turistici. Che una leadership forte in ambiente rurale e di montagna favorisca nuove strade e stimoli progetti collaterali a integrazione? Che un brand unico di successo e diffuso sul territorio favorisca innovazione e occupazione e altre eccellenze che possono fare turismo, lavoro, economia? “ domande cui la tavola rotonda tenterà di dare una risposta con le considerazioni finali di Gianluca Barbacovi, presidente della Coldiretti Trentino e Luis Durnwalder, ospite d’onore, già Presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Modera il giornalista Walter Nicoletti. Giampietro Comolli, presidente della giuria nazionale a Storo, economista di distretti produttivi, sottolinea il valore nutritivo e alimentare della polenta, come base di migliaia di ricette tipiche e stagionali di territori italiani collinari e montani, spesso rappresentando un incentivo economico locale e una ottima coltivazione in tutti i terreni. Inoltre, per i naturali aspetti dietetici e alimentari e anche salutistici, per alcuni consumatori rappresenta: “…un mix di dieta mediterranea e dieta continentale, un sano equilibrio, importante anche per chi soffre di allergie alimentari".  Qui sotto alcune delle ricette tipiche pubblicate sul numero di settembre del mensile qbquantobasta.

 

 

 

 

 

 

Festa delle Risorgive

Domenica 30 settembre 2018 visite guidate del biotopo di Flambro-Virco, organizzate in occasione della 3a festa regionale delle risorgive al Mulino Braida, in comune di Talmassons. Le amministrazioni di Bertiolo, Talmassons, Castions di Strada e Gonars si stanno prendendo cura da tempo di questo particolare ambiente della pianura friulana, in sinergia con la Regione, sono stati recuperati e valorizzati 200 ettari di zone palustri di risorgiva. Si tratta di un concreto percorso di naturalizzazione ambientale e sociale - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, in occasione della presentazione dell'iniziativa domenicale -. Tra risorse proprie, regionali e comunitarie attraverso i programmi Life "Conservation and restoration of calcareous fens in Friuli", i quattro Comuni si sono dedicati alla conservazione delle ultime torbiere alcaline della pianura friulana, alla loro ricostruzione a partire da terreni agricoli e alla salvaguardia dell'estinzione delle piante rare ed endemiche che vi sopravvivono. Armeria helodes, Erucastrum palustre, Euphrasia marchesetti, ma anche Centaurea forojulensis, Parnassia palustris, Senecio fontanicola, Albanella minore, Bombina variegata, Tritone punteggiato, Austropotamobius pallipes. 

Edificio cardine dell'intero progetto delle risorgive è il Mulino Braida, spiega il sindaco di Talmassons, Fabrizio Pitton in fase di conferenza stampa,  per il quale abbiamo siglato una convenzione con la Regione che ne era la proprietaria, con lo scopo di farne un centro visite, di documentazione e di promozione, per l'intero Friuli Venezia Giulia, delle "risultivis" friulane. Se oggi il mulino è visitabile è grazie all'associazione "La marculine", che organizza decine di eventi in loco in sinergia con il Comune e con altre associazioni. Per noi il territorio è un unicum, aggiunge il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis, da far conoscere e antropizzare. La prima festa dedicata al biotopo, due anni fa, ha visto oltre 700 presenze; anche per quest'anno ci sono le premesse di un buon successo per un'attività che mira a far conoscere il Medio Friuli ai friulani ma anche a persone di oltre confine. Siamo terra di vini e la pro loco Risorgive di Bertiolo,  ha il compito dell'offerta di questo nostro prodotto locale. E un grazie va alle numerose attività commerciali che hanno creduto nell'iniziativa. 

Roberto Gorza, sindaco di Castions di Strada sottolinea l'importanza dei circa 60 ettari del biotopo Torbiera Selvote, definito una delle 150 meraviglie d'Italia. Il progetto LIFE del FVG è stato riconosciuto come uno dei migliori progetti europei, ripreso a modello dalle Regioni vicine. Alla specie Armeria helodes è stato anche dedicato un premio che nel 2010 è stato assegnato allo scultore Giovanni Sicuro, le cui opere sono state poi esposte a Dubai.

Il progettista degli interventi, Daniele De Luca, ha sottolineato la considerevole cifra di quasi 8 milioni di euro spesa dal '98 a oggi per la salvaguardia di un'area dove c'è la storia della comunità e di tutte le zone umide d'Italia. Il naturalista Glauco Vicario e i responsabili della Stazione di Coseano del Corpo forestale hanno rimarcato l'importante aspetto didattico che si sta portando avanti con le scuole.  Il consigliere delegato all'area del biotopo di Talmassons, Daniele Cinello, ha citato i problemi che devono essere ancora superati per il Mulino Braida - la sistemazione della casa del custode e la creazione di un parcheggio di almeno 150 stalli - dopo che è stata eseguita la messa a norma dell'edificio principale con l'ascensore e l'impianto di riscaldamento, e sono stati creati gli impianti idrico ed elettrico dello stabile adiacente in modo da renderlo fruibile per ulteriori eventi.

Ricco menù a degustazione libera domenica: tortini di miele e trota affumicata, focaccia con affettati misti, gnocchi di ragù al coniglio, brodo di "dindi" con trippe, formaggi e polenta, frittura di pesce di Marano, tagliatelle alla canapa.  La promozione dei prodotti - ha sottolineato il sindaco di Talmassons - consiste nella loro stessa offerta ed è tutto "chilometro zero". Le aziende produttrici credono, come noi, che la festa al Mulino Braida sia un investimento su cui puntare. Oltre alla degustazione, il programma prevede visite guidate al biotopo, una conferenza sulle api, esibizioni musicali e di pittura, diversi laboratori e percorsi sensoriali con camminamenti da eseguire bendati.

 

Pane all'aglio

Un pane croccante, profumato, pronto in pochi minuti e sempre apprezzato … Vi presento il pane all’aglio o garlic bread molto popolare nei paesi di lingua inglese ma anche nel Sud Africa, alle Mauritius e in Australia! L’ho infatti scoperto proprio lì, in Australia, dove ritengono che le sue origini siano italiane. Rimanda infatti alle bruschette, solo che loro, gli Aussie, al posto dell’olio d’oliva mettono il burro. Questa baguette aromatizzata e condita con burro
all’aglio e prezzemolo viene comunemente servita tagliata a fette, come accompagnamento a carni alla griglia, i tipici Barby (BBQ australiani) ma diventa un pass-part-tout in tutte le stagioni anche al momento all’aperitivo, assieme ai salumi. Se amate i sapori forti e agliosi, dovete provarlo! Per farne scorta, farcitelo, avvolgetelo in un foglio d’alluminio e riponetelo in freezer. All’occorrenza infornatelo ancora congelato a forno caldo e fatelo cuocere per 10 – 12 minuti in più. La rcietta è stata pubblicata sul mensile qbquantobasta di luglio 2018. 
Ingredienti
* 1 baguette * 40 g di burro * 2 spicchi d’aglio * un mazzetto di prezzemolo * un pizzico di sale
Procedimento
Scaldate il forno a 190°C, è indifferente se ventilato o statico. Ammorbidite a temperatura ambiente il burro. Tritate l’aglio, il prezzemolo e uniteli al burro morbido. Salate e mescolate il tutto. Affettate la baguette e spalmate un po’ di burro
all’aglio e prezzemolo su ogni fettina di pane. Ricomponete la baguette e avvolgetela in un foglio di alluminio. Riponetela in forno caldo e cuocetela per 10 – 12 minuti. Una volta pronta, aprite il foglio d’alluminio e servite.

Metodo classico dalla malvasia antica

I dieci anni dello spumante dell’antica Malvasia Greca, un Grignolino “artistico” e la fine della Vendemmia 2018: tre ottimi motivi per far festa all’azienda Casalone viticoltori di Lu Monferrato (Alessandria). L’invito è in cantina domenica 30 settembre, dalle 19, per la presentazione della nuova etichetta del Grignolino storico che riproduce il dipinto «I Canonici di Lu» di Pietro Francesco Guala e lunedì 1° ottobre per la degustazione su invito dell’antico e raro vitigno di Malvasia Greca nelle versioni Metodo Classico, Passito e Bianco. I Casalone sono una famiglia di viticoltori che da tre secoli coltiva la vite nel Monferrato. Capostipite fu Petrus Hieronymus Casalone che arrivò a Lu nel 1734, come colono e vignaiolo dei Marchesi Millo. Oggi l’azienda si estende su 10 ettari di vigneti e produce 40.000 bottiglie all’anno. È guidata da Paolo e Pier Angelo, anche se papà Ernesto, con i suoi 85 anni, continua a vigilare su lavoro e scelte dei figli. Fu proprio lui, negli anni 80, sostenuto dalla moglie Maria Luisa Terri, a credere in quella che allora, nella tradizione monferrina, si chiamava Malvasia Greca, oggi iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Viti con denominazione Malvasia Moscata.

«Un nome che ricorda forse le origini del vitigno – spiegano i Casalone – la leggenda dice che partì dal porto di una piccola cittadina greca del Peloponneso, Monemvasia, dalla quale i Veneziani nel XIII secolo importarono in Italia i vitigni che presero l’attuale denominazione di Malvasie. Nostro padre ci ha scommesso in tempi in cui nessuno più vinificava quest’uva. A metà anni '90 abbiamo deciso di fare dei reimpianti e un restyling dell’etichetta e abbiamo continuato a impiantare e sperimentare diverse vinificazioni insieme al nostro enologo Giovanni Bailo. Quest’anno festeggiamo i dieci anni di produzione del Metodo Classico e lo facciamo con l’uscita di un’edizione speciale di uno spumante rimasto 60 mesi sui lieviti». I Casalone coltivano la Malvasia Moscata in un ettaro e mezzo; un altro ettaro è appena stato impiantato. Si chiama Monvasia nelle sue tre versioni: «È un acronimo di Monferrato e Malvasia» spiegano i due fratelli Casalone. La Monvasia Bianca viene prodotta in 7000 bottiglie; 3000 la Monvasia Metodo Classico e mille la Monvasia Passito.

L’anno scorso è iniziata una collaborazione con il CNR di Torino. Il ricercatore Stefano Raimondi racconta: «La presenza in Piemonte di uve Malvasie, presumibilmente a bacca bianca, è attestata già dal 1468 negli statuti di Mondonio. Per la prima descrizione completa bisogna attendere la fine dell’800: ne parlano Demaria e Leardi riferendo anche la contrazione nell’utilizzo di questo vitigno. L’importanza storica della Malvasia Moscata è testimoniata non solo dai numerosi riferimenti, ma anche dalla sua distribuzione in ogni parte viticola della regione. Oggi se ne sono recuperate piante, di solito ceppi isolati o porzioni di filari, nell’Alessandrino, nell’Astigiano (a nord come a sud del Tanaro), nel Pinerolese, nel Chierese e perfino nel nord Piemonte, a indicare una coltura diffusa e una presenza storica consistente». A fronte di questa riduzione nella coltivazione in Piemonte, questa Malvasia ha trovato un nuovo spazio in California, dove è probabilmente giunta insieme a emigranti piemontesi. Qui ha conquistato un posto di una certa importanza nella produzione di vini utilizzati come base spumante o in taglio allo Chardonnay per innalzarne il tenore aromatico o per la produzione di vini da dessert.

 

IL GRIGNOLINO DEI CANONICI DI LU

La giornata aperta a tutti è domenica 30 settembre 2018, dalle 19, per la presentazione della nuova etichetta del Grignolino storico che riproduce «I Canonici di Lu», un olio su tela dipinto da Pietro Francesco Guala nel 1748. Il quadro è stato concesso dell'Associazione Culturale San Giacomo: sarà il presidente del Museo San Giacomo di Lu, Leo Rota, a raccontare l’incontro tra l’arte e il Grignolino. Seguiranno alle 20, un concerto per fisarmonica classica del maestro Gianluca Campi e rinfresco monferrino con degustazione dei vini. «La tela – dice Rota - è una delle opere più celebri del pittore nato a Casale Monferrato, importante figura artistica del Settecento Piemontese: ritrae sette Canonici, appartenenti ad alcune delle più importanti famiglie di Lu, nell’atto di scrivere una lettera a Giacomo Millo d’Altare, datario apostolico di Papa Benedetto XIV, nella quale esprimono il loro ringraziamento per averli agevolati nel ricevere nel 1748 il permesso e il privilegio da parte della Santa Sede di indossare la cappa magna e il rocchetto». «Sarà l’etichetta di un’edizione limitata e preziosa – spiega l’enologo Giovanni Bailo - di un Grignolino in purezza affinato in botti di rovere per 24 mesi, il cui colore rosso vermiglio riporta la memoria alla cappa magna dei Canonici, testimoni di una antica liturgia».

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iShock

Pasta risottata con pomodorini e fior di cappero

Ultima ricetta (per ora) con i pomodori utilizzati per una simpatica idea: quella di rosottare gli spaghetti. INGREDIENTI * 140 g di spaghetti o tagliolini * 250 g di pomodorini ciliegini o
pachino, * 1 spicchio d’aglio * una manciata di fiori di cappero * qualche foglia di basilico fresco * lievito di birra disidratato (Parmigiano grattugiato per versione vegetariana) * olio extra vergine di oliva * sale.
PROCEDIMENTO
Mettere a bollore abbondante acqua calda. In una padella capiente versare un filo d’olio extra vergine di olive e rosolarvi uno spicchio d’aglio leggermente schiacciato. Quando lo spicchio sarà dorato, toglierlo. Tagliare a metà i pomodorini e cuocerli a fuoco alto per qualche minuto. I pomodorini dovrebbero risultare dorati ma ancora succosi. Aggiungere qualche fiore di cappero tagliato a metà, salare a piacimento e dopo qualche secondo versare gli spaghetti ancora crudi in padella. Iniziare ad aggiungere pian piano l’acqua bollente (o il brodo vegetale, per paste più saporite) e mescolare continuamente, proprio come per la preparazione del risotto. La pasta va cotta a fiamma media, aggiungendo il liquido man mano che esso viene assorbito. Assaggiare di tanto in tanto fino a completa cottura della pasta. Salare se necessario e mantecare la pasta con abbondante lievito di birra disidratato (formaggio grattugiato per la versione vegetariana). Completare con un filo d’olio, qualche foglia di basilico fresco e tre fiori di cappero interi. Servire caldo.
La pasta risottata sfrutta l’amido della pasta per creare un ottimo sughetto. Provate questo tipo di cottura con tanti condimenti differenti, utilizzando prodotti di stagione e sbizzarritevi negli abbinamenti.

Caneve Aperte 2018 dei Cembrani D.O.C.

Sabato 13 ottobre 2018 Cembra ospita la quinta edizione della cena itinerante alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Per chi non viene alla Barcolana ma preferisce la montagna c'è Caneve Aperte. Il via, dalle 16.00 in poi, dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore proseguendo di  "caneva" in "caneva". 

I partecipanti saranno accolti dai Cembrani D.O.C. per una degustazione guidata di vino, spumante, birra artigianale e grappa accompagnata da prodotti tipici del territorio come carne salada, tortèi de patate, luganeghe, speck, polenta e tosella, strauben e molto altro. Saranno ben sedici le Caneve Aperte che ospiteranno separatamente la mescita e la somministrazione per nove esperienze sensoriali, accompagnate da musica folk, acoustic rock degli Orentonip, dalle Giovani fisarmoniche della Val di Cembra, da world acoustic con Malegria Primos Estilo, pop rock con gli Svitols e in finale ottimo rock italiano con i Niutenti. Lungo il percorso sarà possibile visitare con guida la Chiesa di San Pietro, vero gioiello d’arte, e la Caneva Tempio del Müller Thurgau di Giorgio Nardon con una ricchissima collezione di bottiglie. 

qb con Onav a VINAKRAS SEŽANA

Non potevamo mancare alla prima serata di approfondimento dopo la pausa estiva proposta da Onav Trieste. Una interessante escursione didattica alla scoperta dei vini dell'azienda VINAKRAS Sežana,  la cantina più grande del Carso sloveno.

La visita prevedeva una straordinaria degustazione di soli vini premiati in concorsi nazionali e/o internazionali.

La degustazione è stata guidata dall'enologa dell'azienda Nika Gregorič a cui qualche mese fa qb ha anche dedicato un'intervista. 

 

Premio Bisàt d'Argento a Il Credenziere

Conoscete il bisàt, da noi anche detto bisàto? E' un nome veneto per indicare l'anguilla. In questo caso parlaimo dell'anguilla. Si è tenuto venerdì scorso 14 settembre 2018 al ristorante «Il Credenziere» di Annone Veneto il secondo appuntamento con il premio «Bisàt d’Argento» 2018, ideato dalla "Confraternita del bisàt" in collaborazione con i "Ristoratori della Livenza". Il “Bisàt”, anguilla delle acque risorgive della Livenza, caratterizzate da limitate escursioni termiche e fondali profondi che le conferiscono pelle chiara e brillante e carni magre, ma non asciutte, ha rappresentato per molti anni una delle prime forme di sostentamento dei pescatori di fiume locali, ma negli ultimi anni questa tradizione è messa a forte rischio a causa dell'inquinamento industriale e agricolo. Per saperne di più leggete l'articolo completo QUI  Alla rassegna eno-gastronomica dedicata ai ristoratori del territorio partecipano 11 ristoratori. Giuria condotta da Slow Food Veneto Orientale e dalla Confraternita del Bisàt. Nella foto qui sotto da sx il Sindaco di Annone Veneto Ada Toffolon, lo chef Mario Dalena titolare del ristorante il Credenziere e il Sindaco di Torre di Mosto Gianni Geretto.

Venerdì 16 Novembre 2018 a Villa O'HARA di Torre di Mosto ci sarà la sfida fra i due ristoranti che avranno ottenuto i punteggi più elevati per contendersi il titolo di miglior specialità di Bisat 2018. Grande successo ha naturalmente riscosso la serata ideata dallo Chef Mario Dalena con le varie declinazioni di «bisàt» a condurre una sequela di ricercate pietanze di cucina gourmet, accompagnate da una selezione di vini esclusivamente autoctoni dell’area di Lison-Pramaggiore della cantina «Ornella Bellia», compresa un'anteprima dell'Incrocio Manzoni Passito. 

Bignè di pane farcito con baccalà mantecato e maionese alle more

Code di gambero al vapore con capocollo di Martina Franca, burrata, pesto di pomodorini secco e rucola

Riso carnaroli La Fagiana, bisàt e polvere di caffè

Piatto in concorso: Bisàt sottovuoto con la sua pelle croccante spadellato con olio di nocciole, composta di Figo moro di Caneva, cipolla di Cavasso nuovo e menta.

Le foto sono di Diocleziano Galella. 

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