MÜLLER THURGAU & CONCORSO VINI DI MONTAGNA

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Nonsolovino

Vigneti in Val di CembraVigneti in Val di Cembra

LA RASSEGNA DEL MÜLLER THURGAU FESTEGGIA 30 ANNI CON IL RICONOSCIMENTO DELLA SOTTOZONA VALLE DI CEMBRA. Il concorso internazionale, che vede in gara Müller Thurgau provenienti da tutto l’arco alpino, sarà il focus su ci si incentrano quattro giornate di festa tra degustazioni libere e guidate, momenti dedicati a gastronomia e folklore. Il Müller va in scena in Valle di Cembra con la trentesima edizione della Rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, in programma a Cembra da giovedì 29 giugno a domenica 2 luglio 2017. 

La novità più rilevante è l’annuncio del riconoscimento della sottozona della Valle di Cembra, che potrà finalmente essere specificata in etichetta per i vini – in particolare Müller Thurgau, Riesling Renano, Pinot Nero e Schiava – che ne rispettano il disciplinare, premiando così la viticoltura eroica tipica di questo territorio, caratterizzato da importanti pendenze tenute a bada dai caratteristici muretti a secco che ne impreziosiscono il paesaggio. Un traguardo importantissimo, dunque, che alza ulteriormente l’asticella della qualità attraverso regole più restrittive e che contribuirà ad incrementare la riconoscibilità della valle e lo storytelling su di essa, a tutto vantaggio dello sviluppo turistico. Se ne parlerà, in particolare, all’anteprima in programma giovedì 29 giugno alle 20.00 presso il Palazzo a Prato di Piazzo di Segonzano.

Tra le novità, anche la collaborazione con l’Associazione Amici di San Patrignano, presidio locale dell’omonima comunità, grazie alla quale verrà organizzato l’incontro “La realtà di San Patrignano. Presentazione del progetto di recupero: l’Azienda Agricola e la Cantina Vini”, in programma sabato 1 luglio alle ore 11.00 presso la Sala della Biblioteca di Palazzo Maffei, e la degustazione, a posti limitati, dei vini della Comunità e di quelli della Valle di Cembra, condotta da Gianni Fabrizio, curatore guida Vini Gambero Rosso, e in programma lo stesso giorno alle ore 17.00 presso i vigneti de La Toresela. A suggellare la partnership solidale, infine, la cena di beneficienza a favore della Comunità, realizzata da Bruno Stoffella – Presidente associazione Cuochi Trentini – con prodotti a km zero, in programma alle  20.00 lungo il viale del centro, e la parallela esposizione di manufatti prodotti dai ragazzi che ne sono ospitati.

Non mancheranno, poi, nella splendida cornice di Palazzo Maffei, le degustazioni libere e guidate (giovedì dalle 19.00 alle 23.00, venerdì dalle 17.00 alle 23.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 24.00) e gli Speed Wine a cura dei sommelier di AIS Trentino (sabato alle 21.00 e alle 22.00), ma anche il tasting “La Grappa di Müller Thurgau: Analisi e Sensazioni”, guidato dal dott. Sergio Moser, ricercatore della Fondazione E. Mach (venerdì alle 18.00). E ancora cene sotto le stelle, aperitivi panoramici, trekking tra i vigneti, incontri gastronomici sui prodotti locali, spettacoli itineranti, momenti dedicati alla natura e alla cultura, oltre al IX Simposio di Scultura per il centro storico e a Baite Aperte, passeggiata enogastronomica tra baite e vigneti in programma il 2 luglio.

Epokale il Gewürztraminer di due secoli fa

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Nonsolovino

Si chiama Epokale il nuovo Gewürztraminer di Cantina Tramin. Un vino che affonda le proprie radici nella storia altoatesina. Un vino abboccato che riprende uno stile presente in Alto Adige più di due secoli fa. Viene affinato per sette anni in una miniera a 2000 metri.
"Ormai da parecchi anni - spiega Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin - ci stiamo impegnando nella valorizzazione di questo vitigno e la nostra azienda è riconosciuta da tutti come la Casa del Gewürztraminer. Ora abbiamo voluto realizzare un vino che ne esplorasse il potenziale di longevità e per farlo siamo andati indietro nel tempo, di almeno due secoli, quando nel Sudtirolo il Gewürztraminer veniva spesso proposto con un generoso residuo zuccherino".
Per ottenere Epokale, che si pone già come punta di diamante della produzione, sono stati scelti due tra i vigneti più vecchi, nei dintorni del maso Nussbaumer, sulla fascia collinare ai piedi del massiccio della Mendola, con esposizione a sud-est.  La prima annata è frutto della vendemmia 2009, con raccolta a fine ottobre e una resa in vigneto di 45 quintali per ettaro. Dopo la vinificazione con pressatura soffice, il vino ha sostato per 8 mesi sui lieviti prima di essere imbottigliato ed essere portato, ad agosto 2010, nella miniera di Monteneve, in Val Ridanna, ad oltre 2000 metri di quota. Si tratta di una miniera dismessa di metalli preziosi, oggi sede del Museo Provinciale delle Miniere. Qui è stato stoccato al buio, a 4 chilometri dall'imbocco della galleria e ad una profondità di 450 metri sotto la montagna. La temperatura di 11° e l'umidità del 90% sono costanti per tutto l'anno, la pressione atmosferica pari a quella esterna. “Sappiamo da sempre – spiega Willi Stürz, direttore tecnico di Cantina Tramin – che i vini conservati in alta quota sono migliori di quelli del fondo valle: temperatura e pressione atmosferica influiscono positivamente. Non disponendo di uno spazio adeguato per uno stoccaggio di lungo periodo in cantina, abbiamo scelto di portare le bottiglie nel luogo dove potessero avere le condizioni migliori possibili. In una miniera di alta quota sono praticamente perfette”.
Il risultato dell'affinamento in miniera ha risposto alle aspettative "Siamo particolarmente orgogliosi - commenta il direttore del Museo Provinciale di Ridanna, Andreas Rainer - per questa nuova funzione della nostra miniera. Un luogo perfetto a questo scopo, tanto che dopo l'arrivo delle bottiglie di Cantina Tramin ci sono giunte da altri produttori richieste simili".
Ne è risultato un vino potente, con un residuo zuccherino ben percepibile, ma perfettamente bilanciato da una nota di freschezza. Lo spettro olfattivo è particolarmente ricco ed esalta il concetto di suadenza olfattiva di cui Cantina Tramin si è fatta interprete nel territorio. Una complessità che spazia dalle note floreali e fruttate tipiche della varietà e ancora ben percepibili (dal litchi ai petali di rosa, dai fiori bianchi ai frutti esotici) ad un ampio spettro di sentori speziati dolci  (chiodi di garofano, cannella, noce moscata, zenzero) e gradevolissime note minerali che si accentuano con il tempo rendendo Epokale sempre più corposo, profondo e succoso.  Si abbina a piatti salati dominati da una componente speziata, formaggi a crosta lavata oppure ai classici dolci della montagna, come Milchmuß, il Kaiserschmarrn, lo strudel di mele o di albicocca.  Un vino lontano dai canoni oggi considerati tradizionali per il Gewürztraminer altoatesino, pronto a ridefinirne i confini e a spostare l'orizzonte di quanto si può ottenere da questa varietà.

LA SCHEDA
EPOKALE Gewürztraminer

Denominazione: Alto Adige DOC
Annata:  2009
Descrizione annata: Favorita dalle eccellenti condizioni climatiche, la vendemmia 2009 in Alto  Adige  ha  portato  in  cantina  grappoli  di  gran  qualità:  maturi,  integri,  con  un  contenuto
zuccherino superiore alla media e buona acidità. Una vendemmia di questo livello ha tutte le  carte in regola per assegnare al 2009 il titolo di “annata storica”, punteggiata da etichette di gran
classe.  I  vini  bianchi,  in  generale,  presentano  profumi  molto  puliti,  ottima  struttura  e  buona  sapidità.  Anche  i  vini  rossi,  grazie  alle  intense  giornate  di  sole  e  al  clima  asciutto  che  ha  caratterizzato i mesi antecedenti alla raccolta, toccano punte di vera eccellenza.
Vitigno:
 Gewürztraminer
Resa:
27 hl/ha
Terreno:
ghiaia calcarea e argilla, con sottofondo di roccia di porfido.
Età delle viti:
tra i più vecchi guyot della varietà, da oltre 20 anni a quasi 30 anni
Esposizione collina: Sud-Est
Clima: forti escursioni termiche dovute a giornate calde, influenzate dal clima mediterraneo, e  notti fredde con venti molto freschi che giungono dalle montagne.
Epoca vendemmia:  fine ottobre
Vinificazione: Uva  raccolta  a mano,  con attenzione  su ogni singolo chicco,  riposta in piccoli
contenitori che la mantengono integra. Dopo la diraspatura e la pigiatura è lasciata a macerare  brevemente  nel  mosto  a  temperatura  bassa,  segue  pressatura soffice.  Fermentazione  lenta  a  temperatura controllata di 18°C per oltre quattro settimane, a cui segue un raffreddamento a 5°C  per 10 giorni. Successivamente travaso in un altro piccolo contenitore d’acciaio dove rimane a contatto con i lieviti per altri otto mesi con sfecciatura del mosto per sedimentazione naturale.  
Affinamento/Maturazione: In piccoli contenitori d’acciaio, a contatto continuo con i lieviti per  otto  mesi.  Dopo  l’imbottigliamento,  ad  agosto  2010,  il  vino  è  stato  portato  nella  miniera  di
Monteneve, in Val Ridanna, a oltre 2000 metri di quota. Qui è stato stoccato per quasi sette anni  al  buio,  a  4  chilometri  dall'imbocco  della  galleria  e  una  profondità  di  450  metri  sotto  la  montagna. La temperatura di 11° e l'umidità del 90% sono costanti per tutto l'anno, la pressione  atmosferica pari a quella esterna.
NOTE SENSORIALI:
Colore: giallo dorato.
Profumi: intensi e inebrianti, con note varietali di  rose, lavanda, frutta esotica gialla matura,  anguria,  mango,  maracuja,  litchi  che  lasciano  ben  presto  spazio  a  un  importante
profilo  speziato  con  note  di  chiodi  di  garofano,  salvia,  zenzero,  zafferano,  cannella  e  noce moscata.
Sapori: vino  di  immensa  profondità  e  struttura.  Potente,  ma  allo  stesso  tempo  elegante  e  leggiardo,  decisa  mineralità,  succoso  e  speziato e profondo.  Il  generoso residuo zuccherino  trova  il  bilanciamento  in  una  decisa  freschezza,  per  regalare  una  perfetta  armonia.  Lunga persistenza.
Bottiglie prodotte:
1.200 bottiglie
Temperatura di  servizio:
12-14° C                              

Enoturismo in forte crescita, report dalle Città del vino

Scritto da redazione qbquantobasta. Inserito in Nonsolovino

Enoturismo, per l'Italia il 2017 è l'anno del sorpasso. L’enoturismo si conferma per l’Italia come una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita. Nonostante la qualità delle infrastrutture sia giudicata insufficiente da Comuni e Strade del Vino, nonostante il basso utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet), e l’assenza in quasi la metà dei Comuni di un ufficio dedicato, nel 2017 operatori e amministratori locali prevedono il sorpasso sul 2016. Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino - curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico del professor Giuseppe Festa, direttore del corso in Wine Business - il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente. Gli arrivi in cantina e il valore dell’enoturismo sono aumentati per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade Vino.

Nel 2016 il XII Rapporto stimava in 14 milioni gli arrivi enoturistici alle strutture dei territori e un valore di 2,5 miliardi di €. Luci e ombre sull’enoturismo? Sicuramente si, ma i segnali che arrivano dal basso sono anche positivi. Tre Comuni su 4 non prevedono la tassa di soggiorno, ma chi lo fa la utilizza come una possibilità in più per la politica turistica dell’amministrazione: come l’ecomaratona del Chianti a Castelnuovo Berardenga (Si), le feste dell’uva e del vino a Bardolino (Vr), l’apertura di un ufficio dedicato a Suvereto (Li) e a Conegliano (Tv) o la manutenzione dei sentieri escursionistici ad Aymavilles (Ao). La formazione del personale di accoglienza e la conoscenza della lingua inglese sono ancora un punto debole, come in tanti casi infrastrutture, trasporti e collegamenti. Anche i rapporti tra istituzioni e operatori devono migliorare, poiché 1 Strada del Vino su 3 giudica ancora non propositivi e collaborativi i Comuni di riferimento, mentre gli stessi Comuni non hanno sotto controllo il numero di visite alla filiera enoturistica dei propri territori: solo il 4,17% fa la raccolta dati.

Di contro il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.) agli enoturisti è giudicato dai Comuni sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi. Rimane da migliorare però l’interazione tra gli operatori del settore, i Comuni e altri soggetti pubblici, giudicata insufficiente (5,48 nella media delle risposte delle Strade del Vino).

Questi in sintesi i risultati emersi dal XIII Osservatorio, ricerca condotta attraverso due distinti questionari online coinvolgendo un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420 (27,62%) e presentata durante la Convention di Città del Vino, in Umbria, al Simposio Europeo sull’Enoturismo, venerdì 23 giugno.

“Alla luce di questi risultati appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e almeno regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche – commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

“Anche la formazione del personale, dell’operatore privato e dell’operatore pubblico coinvolto nella governance del territorio a fini enoturistici, è un passaggio fondamentale per il miglioramento della progettazione, dell’organizzazione e della conduzione dei sistemi di servizio a vantaggio dei turisti del vino – aggiunge il professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno -. Marketing territoriale, gestione dell’accoglienza e padronanza delle lingue straniere, in particolare l’inglese, sono le competenze più necessarie e opportune”.

Wine Festival Alta Vallagarina dedicato al Moscato e non solo

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Nonsolovino

Prima edizione il 30 giugno 2017 del festival del vino dell'Alta Vallagarina promosso dall’Associazione Volontaria per la promozione del vino Trentino DOC Castel Beseno Superiore i cui soci  sono la Cantina di Aldeno, l’az. Agricola Salizzoni di Calliano, Vivallis di Nogaredo e la Cantina sociale di Trento.  La manifestazione, prima di una serie itinerante, sarà ospitata presso l’az. Agricola Salizzoni in Via Valentini a Calliano (TN) a partire dalle ore 17 (fino alle ore 22.00 ca.). Eccellenze enologiche dell’Alta Vallagarina’ permetterà di degustare in anteprima l’annata 2016 del Trentino DOC Castel Beseno Superiore – bianco aromatico Moscato giallo – e tre eccellenze enologiche per ogni produttore dell’Alta Vallagarina.
10 le cantine che partecipano all’evento:
Cantina Aldeno S.c.A.
Azienda Agricola Grigoletti
Azienda Agricola Vini 'Maso ai Dossi'
Azienda Agricola Maso Salengo
PEDROTTI SPUMANTI – Metodo Classico TRENTODOC
Azienda Vinicola del Revì S.a.s.
Rosi Eugenio Soc. Agricola Semplice
Azienda Agricola Salizzoni
Cantina Sociale di Trento le Meridiane S.c.A.
Vivallis  S.c.A.

Non solo Moscato, non solo Vino. Saranno presenti anche il Gruppo Formaggi del Trentino, l’Antica Macelleria e salumeria Cappelletti e l’Azienda agricola il Recinto con salumi e formaggi di contorno agli assaggi e non mancherà l’accompagnamento musicale. Logo univoco per il Moscato lagarino come veicolo di promozione del territorio, presente tra le due città Rovereto e Trento; per mettere in risalto maggiormente l’origine territoriale riconosciuta con il disciplinare Trentino Doc Superiore della sotto zona Castel Beseno la grafica ha puntato su due colori il nero e il giallo e il richiamo al castello che domina l’Alta Vallagarina. Elementi che a livello comunicativo e di promozione contribuiscono indubbiamente ad evidenziare l’origine territoriale delle uve vinificate da cantine sociali e da aziende agricole private.
L’entrata ha un costo di Euro 25  e permetterà le degustazioni enologiche e gastronomiche di tutti i produttoti presenti.
Tra storia e novità: un logo che richiama i castelli medioevali, un evento organizzato presso un palazzo nobiliare di Calliano ma un format moderno e innovativo per rappresentare un territorio in grado di dialogare congiuntamente. Il primo di una serie, questo è l’auspicio ma altresì la certezza degli organizzatori.

Associazione Castel Beseno Superiore  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Moscato Giallo è il vino bianco aromatico per eccellenza dell'Alta Vallagarina, coltivato nell'areale attorno alla collina di Castel Beseno. Trova infatti il suo habitat ideale dato proprio dalle notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte durante il periodo della maturazione, il clima mite e la media insolazione durante il giorno. Tutto questo permette di mantenere e valorizzare la vasta gamma di aromi tipica di questa varietà a bacca bianca.

Morje in Vitovska, Devinski grad bo dišal po Vitovski in slastnih dobrotah

Scritto da Barbara Repovs. Inserito in qb Slovenia

Še samo nekaj dni, ampak res samo nekaj dni, nas ločuje do težko pričakovanega festivala Vitovska in Morje. Tudi letošnji 11. Festival bo potekal v devinskem gradu.
Najbolj znana avtohtona vinska sorta kraškega, tržaskega, goriškega in področja bo kraljevala in se predstavila v petek, 30. junija in soboto, 1. julija. Zasluge in priredbo festivala gredo Društvu Vinogradnikov Krasa.
Na tiskovni konfereci, ki je potekala v Eataly v Trstu, so predstavili nekatere novosti letošnjega festivala. LEtos bo sodelovalo več kot 30 proizvajalcev Vitovske iz Italije in Slovenije.
Ozemlje, tla, podnebje in človeška roka lahko ponudijo take proizvode, ki se lepo ujemajo s čudovitim pojmom terroira, ki je sad plodne interakcije med prstjo, značilnostmi avtohtone vinske sorte, pridelovalcem in okoljem. Kraško vinogradništvo je v celoti povezano z lokalnimi vini in posebnimi pedo-klimatskimi pogoji, ki vinu dajejo značilno prirojeno, in ne, pridobljeno kakovost, za katero morajo (ali bi morali) stremeti vsa nehomologirana in nestandardizirana vina

.

Gostje okrogle mize:

Matej Skerlj, Predsednik Društva Vinogradnikov Krasa
Roberto Filipaz, Deželni podpredsednik AIS
Massimiliano (Max) Plett, Deželni predsednik Slow Fooda
Luca Toninato, Agronom, raziskovalec in predsednik zadruge AGER (Milano)
Cristiano Shaurli, Deželni odbornik za kmetijstvo in gozdarstvo

Stefano Cosma, novinar, moderator okrogle mize
(Udeležba le z vabilom)

Več informacij o Festivalu, dobite na spodnji povezavi:

ph Robi Jakominph Robi Jakomin
Program dogodkov

29. junij

19.30 – Lokanda Devetak, predstavitvena večerja ob 11. izvedbi festivala. Sodeluje Lokanda Devetak

30. junij

15.00 – Okrogla miza v konferenčni dvorani devinskega gradu

18.00 – 22.00 odprtje dogodka za obiskovalce

18.30 – začetek vodenih degustacij v priredbi tržaških someljejev AIS. Informacije in vpisnina na kraju dogodka

19.00 – Eataly iz Trsta bo vsem prisotnim pričaral edinstveni show cooking

1. julij
18.00 – 22.00 odprtje dogodka za obiskovalce
18.30 – začetek vodenih degustacij v priredbi tržaških someljejev AIS. Informacije in vpisnina na kraju dogodka


Vstopnina

Cena vstopnice znaša 30€ na dan (25€ za člane AIS, ONAV, SLOW FOOD)

Predprodaja vstopnic po znižani ceni (25 namesto 30€) na sledečih prodajnih mestih:

BAR X - Ul. del Coroneo, 11 – Trst
Caffè Vatta - Ul. Nazionale, 42 – Opčine
Caffè Carducci - Ul. Duca D'Aosta 83 – Tržič
Bunker Wine - Nabrežina, 149 – Devin Nabrežina

 

Mare e Vitovska in morje si è presentata a Eataly Trieste

Scritto da Barbara Repovs. Inserito in Nonsolovino

Manca poco! manca poco! Nel prossimo fine settimana la Vitovska diventerà per due giorni la regina del castello di Duino. La presentazione ufficiale dell'evento, organizzato da Associazione dei Viticoltori del Carso - Kras, si è svolta a Eataly Trieste.  Per saperne di più leggi il link Mare Morje Vitovska al Castello di Duino.

Qui vogliamo sottolineare l'importanza del convegno di apertura, che si terrà alle 15.00 venerdì 30 giugno 2017 nella sala conferenze del Castello. Il congresso avrà come tema: Vitovska, vino del Carso, espressione del suo territorio e di chi lo coltiva. Resistente ai trend della volubile moda viticola. Quale futuro ha la viticoltura legata ai vini autoctoni e al suo terroir?

conferenza stampa con degustazione di alcune Vitovskeconferenza stampa con degustazione di alcune Vitovske

Il territorio, il suolo, il clima e la mano dell'uomo possono offrire quella produzione che ben si identifica con quel fantastico concetto del terroir, che è il risultato della stretta interazione tra il terreno, specificità del vitigno autoctono, il vignaiolo (che rende differente un vino dall’altro) e l'ambiente naturale. La viticoltura del Carso è pienamente legata ai suoi vini locali e alle particolari condizioni pedo-climatiche che forniscono quella qualità innata, e non acquisita, che ogni produzione non omologata, non standardizzata, deve (o dovrebbe) perseguire.
Il Carso, zona vitivinicola agevolmente identificabile dal punto di vista geografico, produce ogni anno solo qualche centinaio di migliaia di bottiglie. Bisogna dunque individuare e proporsi a un pubblico ristretto, fatto di wine lovers che amano itinerari turistico-culturali ed eno-gastronomici di nicchia, e che sanno riconoscere e apprezzare le varietà autoctone e che sono refrattari alla volubile moda viticola del momento!
Interverranno:

Matej Skerlj, Presidente Associazione Viticoltori del Carso
Roberto Filipaz, Vice Presidente regionale AIS
Massimiliano (Max) Plett, Presidente regionale Slow Food
Luca Toninato, Agronomo, ricercatore e presidente della soc. coop. AGER (Milano)
Cristiano Shaurli, Assessore regionale alle Risorse agricole e forestali
Moderatore: il giornalista Stefano Cosma
LA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO E' SOLO SU INVITO.

Alle 18.00 apertura al pubblico che potrà degustare tutte le vitovske presenti fino alle 22.00.
Ore 18.30 Inizio delle degustazioni guidate di tutte le Vitovske presenti, a cura dell’AIS FVG. Informazioni e iscrizioni sul posto
Ore 19.00 - Show cooking d’eccezione a cura di Eataly Trieste  a cura di Claudio Palumbo, Sous Chef di Eataly Trieste che preparerà la "fregola sarda con crostacei, melanzane e stracciatella".

1. luglio
18.00 – 22.00 orario apertura dell'evento
Ore 18.30 - Inizio delle degustazioni guidate di tutte le Vitovske presenti, a cura dell’AIS FVG. Informazioni e iscrizioni sul posto
Costo: Il ticket d'ingresso è di 30 euro (scontato a 25 euro per soci AIS, ONAV, SLOW FOOD)
Prevendita al costo di 25€: Bar X - V. del Coroneo, 11 – Trieste Caffè Vatta - V. Nazionale, 42 – Opicina Caffè Carducci - V. Duca D’Aosta, 83 - Monfalcone  Bunker Wine - Località Aurisina, 149 – Duino Aurisina

Sommellerie e abbinamento vino e cibo al femminile

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Donne e Vino


“LA VITE È DONNA: DAL BAROLO AL NERO D’AVOLA”: EVENTO SABATO 8 LUGLIO 2017 A PORTOPICCOLO SISTIANA (TRIESTE) CON LE DONNE DEL VINO. Saranno presenti
77 produttrici provenienti da ogni regione per presentare l’Italia attraverso un suggestivo percorso enologico: dal Barolo al Nero d’Avola, vini declinati interamente al femminile. Un viaggio tra oltre 150 etichette da Nord a Sud. Dalle 19  degustazione aperta al pubblico con la presenza di una madrina d’eccezione, la scrittrice Sveva Casati Modignani. Ogni produttrice presenterà i propri vini affiancata da alcune prelibatezze della propria regione. Gli chef di Portopiccolo creeranno finger food sfiziosi. Completerà la serata la postazione “Libero point” di Electrolux Professional dove la chef Marina Ramasso, titolare dell’Osteria del Paluch di Baldissero Torinese (Torino), offrirà ai  i presenti alcuni piatti cucinati in diretta e ideati appositamente per l’evento. Info QUI

La mattina del sabato un convegno sulla sommellerie al femminile Leggi tutto al link La vite è donna e un sommelier per amico 

Per partecipare all'evento "La Vite è Donna" del giorno 8 luglio a Portopiccolo Sistiana è possibile acquistare online il biglietto in prevendita a prezzo scontato al seguente link: www.oraticket.com//tn_spettacolo.php?id=224

INGRESSO:
Prevendita: € 27,50
Biglietto intero: € 33,00

 

La Doc Friuli ha la sua prima ribolla gialla spumantizzata

Scritto da redazione qbquantobasta. Inserito in Nonsolovino

La Doc Friuli ha la sua prima Ribolla gialla spumantizzata, certificata dal Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità) di Udine, presieduto da Germano Zorzettig. Il vino è prodotto dalla storica azienda vinicola di Gigi Valle di Buttrio; un'azienda che dagli anni ’40 porta avanti la storia pionieristica del fondatore il quale, oltre a essere uno dei primi enotecnici friulani, installò anche il primo impianto di imbottigliamento sterile - in assenza d'aria - della regione. Dei 35 ettari vitati aziendali, 3 sono attualmente coltivati a Ribolla gialla che, oltre alla versione “ferma” certificata Doc Friuli Colli Orientali, ora viene anche spumantizzata in proprio con la Denominazione Friuli. La Denominazione è stata consentita per un lotto di 50 ettolitri. «È un vino nel quale crediamo molto - dice Paolo Valle -, tanto che continuiamo a piantare vigne di Ribolla gialla puntando, soprattutto, sulla zona storica di Rosazzo. Vogliamo utilizzare la Doc Friuli poiché fa riferimento a un territorio preciso, conosciuto e diverso dagli altri dove si producono vini spumanti».

 

Avviata la procedura per il riconoscimento della Docg ai vini del Collio

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Nonsolovino

Vigneti a San Floriano del Collio, ph. Luigi Vitale Vigneti a San Floriano del Collio, ph. Luigi Vitale

In occasione dell’anteprima dei vini del Collio (6,5 milioni di bottiglie vendute all’anno) il Consorzio di Tutela presenta a livello internazionale la Docg. Il Consorzio presieduto da Robert Princic ha infatti ufficialmente avviato con il Ministero per le politiche agricole, la procedura per il riconoscimento della Docg all’intero territorio costituito da 1.450 ettari coltivati a vite. La decisione è maturata con i produttori, con le istituzioni locali e regionali ed è stata illustrata a giornalisti italiani e stranieri in occasione del recente “Enjoy Collio Experience”. La DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita, con uno specifico disciplinare di produzione in fase di definizione e di approvazione, formalizzerà ciò che nei fatti ha già da anni le caratteristiche di una Docg, esaltandone la qualità percepita e conferendole maggior valore.
«Il riconoscimento a cui puntiamo ci rende ovviamente molto orgogliosi – afferma Robert Princic, Presidente del Consorzio di Tutela – e credo di parlare a nome di tutto il Collio quando affermo che questo prossimo traguardo sarà una vittoria per tutto il territorio, la possibilità di legare ancora di più la terra ai vini cui dà vita». La denominazione di origine controllata e garantita è la massima qualificazione attribuibile ad un vino ed è un marchio di origine italiano che garantisce al consumatore l’area geografica di produzione. Oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono soggetti a maggiori controlli a garanzia della massima qualità, visivamente riconoscibile con la fascetta (il contrassegno di Stato) sul collo delle bottiglie.  Motore di ogni attività del Consorzio di Tutela è senza dubbio lo stretto legame con le sue genti che lavorano la terra e tutelano giorno dopo giorno il territorio, la consapevolezza di arricchire, attraverso la cura delle vigne, il patrimonio ambientale e sostenere la tutela del paesaggio.


Le varietà saranno le stesse oggi riconosciute dal disciplinare in vigore, ma due sono le novità da non trascurare. La prima riguarda un "Collio Gran Selezione", uvaggio 100% autoctono al vertice della piramide qualitativa delle future etichette, che sarà a base di Friulano (Tocai), con in percentuale minore la Malvasia e/o la Ribolla gialla, e che avrà un periodo di invecchiamento di almeno 24 mesi. In altre parole un Collio bianco top. L'altra new entry sarà il Pinot grigio "Superiore", soggetto a una regolamentazione più restrittiva che prevederà una resa per ettaro inferiore e un periodo di vinificazione più lungo. Non dimentichiamo che a Gorizia già 170 anni fa si produceva Pinot grigio e se ne analizzò il mosto il giorno 3 ottobre 1847, col pesa-mosto Wagner da poco brevettato!

Città del Vino Convention in Umbria per l’Enoturismo

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Nonsolovino

Da tutta Italia tornano a riunirsi gli amministratori dei 420 Comuni a vocazione vitivinicola. Venerdì 23 giugno “simposio” enoturistico a Torgiano (Pg), sabato 24 a Montefalco premiazione dei vincitori de La Selezione del Sindaco e domenica 25 a Orvieto (Tr) l’assemblea nazionale. I sindaci e gli amministratori delle Città del Vino tornano a riunirsi in Umbria per la Convention d’inizio estate, dal 22 al 25 giugno, a Torgiano, Montefalco e Orvieto. Tema centrale di questo nuovo appuntamento dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani a vocazione vitivinicola (420 enti locali) è l’enoturismo, protagonista del simposio “Un Turismo per Tutti i Gusti” (venerdì 23 ore 10-16, sala del Cardinale, Torgiano).
Dopo i saluti, relazione di Magda Antonioli Corigliano, direttrice del master in Economia del Turismo all’Università Bocconi (“Enogastronomia e Turismo: come si declinano oggi”); il professor Giuseppe Festa dell’Università di Salerno, presenterà i risultati del XIII rapporto sull’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino; il senatore Dario Stefano interverrà sulla nuova legge sull’enoturismo (DDL 2616, disciplina dell’attività di enoturismo); Carlo Giovanni Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino illustrerà lo stato dello “Sviluppo dell’enoturismo italiano e nuovo inquadramento normativo”. Previste anche una sessione dal titolo “Economia dell’esperienza … e del consumo. Drivers di acquisto dei prodotti alimentari”, con relazioni di: Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche; Stefano Dominioni, direttore dell’Istituto degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa; Pierre Verdier, presidente fondazione Iter Vitis Francia (Itinerario Culturale Europeo); e Per Karlsson, direttore BK Wine Svezia-Francia.

Giornata intensa di relazioni con la terza sessione dedicata a “come il digitale ha cambiato il mondo del turismo enogastronomico. Brand reputation, marketing e comunicazione online”.
Con relazioni di Mirko Lalli, docente di master in Comunicazione d’Impresa dell’Università di Siena; Anne Lehr, responsabile di WE Women Economy; Claudia Mencacci, presidente del consorzio albergatori Montepulciano; Trushnikova Svetlana, managing director e giornalista. A parlare di programmi di “Sviluppo Rurale e Psr” e opportunità per il settore vitivinicolo il dottor Giuseppe Antonelli dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Umbria.
Ultimo argomento del simposio il “Modello distrettuale nei marchi a ombrello. Buone pratiche di marketing contro l’analfabetismo eno-gastronomico. Esperienze a confronto”, con relazioni di Katia Laura Sidali, docente alla Free University di Bozen; Donatella Tesei, sindaco di Montefalco (Pg) e coordinatrice delle Città del Vino dell’Umbria; Roberta Capitello e Diego Begalli, docenti al dipartimento di Economia Aziendale all’Università di Verona; Franco Maria Ricci, presidente della Fondazione Italiana Sommelier; Ivane Fàvero, vicepresidente di Aenotur/Amèrica Latina (Brasile).  La conclusione dei lavori a Fernanda Cecchini, assessore all’Agricoltura e Cultura della regione Umbria; e Fabio Paparelli, vicepresidente regione Umbria con delega al Turismo.

“Alla luce dei risultati che l’enoturismo ha portato ai nostri territori oggi è giunto il momento di avere una nuova legge sul turismo del vino a sostegno di un segmento che non è più una nicchia di pochi esperti, ma un movimento di massa che attorno ad alcuni eventi, come Calici di Stelle ad agosto, in programma nelle piazze di 200 Città del Vino, riesce ad attirare oltre un milione di enoturisti – commenta il presidente delle Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici e delle Strade del Vino, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

Gli altri appuntamenti: Banco d’Assaggio e Assemblea  dei Sindaci
Durante la Convention delle Città del Vino un altro appuntamento da non perdere è con il banco d’assaggio dei vini vincitori del concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco per saperne di più leggi qui Il Portogallo fa il pieno di premi a La Selezione del Sindaco -  in programma sabato 24 giugno a Montefalco (Pg) al complesso museale San Francesco.  Domenica 25 giugno  a Orvieto (Tr) l’Assemblea dei sindaci delle Città del Vino e una visita guidata ai sotterranei della cittadina e al Duomo.

 

Zelen autoctono della Valle del Vipacco

Scritto da Barbara Repovs. Inserito in qb Slovenia

Matija Vertovec, sacerdote e autore del fondamentale testo del 1844 Vinoreja za Slovence sulla viticoltura slovena descrive lo Zelen come un'uva a bacca bianca di nobile varietà. Un  autoctono che negli anni '80 del secolo scorso era quasi scomparso. Oggi si coltiva in 60 ettari di vigneti nella Valle di Vipacco.  Il nome non deriva dal colore verde del vino, che si presenta invece di colore giallo paglierino tendente al giallo dorato, ma dal caratteristico colore verde chiaro dei pampini.  "Il profumo del vino è davvero speciale, verde nobile" scriveva Vertovec. 

Lo Zelen ha un basso contenuto zucherino e quindi una bassa gradazione alcolica, che non supera 11,5%. Ricorda gli aromi fruttati di buccia d'arancia, mele, pere, con note speziate a base di erbe, che contraddistinguono il suo caratteristico sapore in bocca. Al recente festival organizzato da Zavod Vipavski Križ in collaborazione con Consorzio Zelen e l'agenzia per lo sviluppo ROD Ajdovščina nel Castello di Vipavski Križ erano presenti ben 40 produttori. Chiacchierando con loro ho scoperto che molti produttori aggiungevano lieviti selezionati per dare al vino sentori di banana, mango e frutti tropicali. Ma questi non sono gli aromi primari e caratterizzanti del vino, che deve avere nel bicchiere la stessa nota che ha l'uva quando l'assaggiamo in vigna.

Festival vina Zelen 2017Festival vina Zelen 2017

Nel 2003 quindici produttori privati e la Cantina sociale Agroind Vipava 1894  hanno istituito il Consorzio Zelen, proprio per promuovere e salvaguardare questo vino autoctono; oggi il consorzio conta 21 produttori di Zelèn; la maggior parte dei produttori utilizza il proprio lievito per mantenere il tipico profumo di mela verde, pera, salvia.

Uno di loro è Tomaž Poljšak che rappresenta la Poljšakova Brajda. La cantina si trova a Šmarje, nel cuore della Valle di Vipacco e la famiglia produceva vino già ai tempi dell'Impero austro-ungarico. Nel 1995 hanno cominciato ad ampliare  la fattoria e a seguire una strada autonoma allontanandosi dalla cantina sociale. Tomaž mi ha raccontato che la nonna diceva: "quando gli uomini in cantina travasavano loZelèn, profumava tutta la casa". I vigneti sono a 300 metri di altitudine. Il loro Zelèn ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Il vino si presenta di un colore giallo dorato, bene strutturato ed equilibrato. Ottimo da provare e bere durante l'estate per i profumi e la freschezza che solo Zelèn può regalarvi.

Già nel sec. XIII l'attuale Vipavski Križ, letteralmente Croce del Vipacco, (in italiano Santa Croce di Aidussina), è menzionata nei documenti come Villa Crucis. Verso la fine del sec. XV i vescovi di Gorizia vi fecero costruire un castello con quattro torri ed eressero le mura di difesa. Nel 1637, con l'aiuto della famiglia Attems, proprietaria del castello per quasi 300 anni, fu costruito il monastero dei Cappuccini, nel quale sono ancora ospitate una ricca collezione di libri antichi e di quadri barocchi. Uno splendido villaggio posto lungo la valle del fiume Vipacco, chiamato anche "la Carcassonne slovena".

All’UlisseFest di Bergamo è di scena la Slovenia

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in qb Slovenia

La Slovenia sarà uno dei partner ufficiali della prima edizione di UlisseFest - Viaggi, incontri e altri mondi. Nel corso del festival, che da venerdì 30 giugno a domenica 2 luglio 2017 animerà la città di Bergamo con dibattiti, testimonianze, spettacoli, musica, film e cibi da tutti i continenti, i visitatori avranno modo di conoscere la destinazione turistica "Slovenia" e il suo patrimonio culturale ed eno-gastronomico grazie ad una serie di attività organizzate dall’Ente Sloveno per il Turismo in Italia. Se siete curiosi di scoprire cosa offre il cosiddetto cuore verde d’Europa, fate un salto al box informazioni turistiche dell’Ente, attivo venerdì dalle 18 alle 21, sabato e domenica dalle 10 alle 21.Lo troverete in piazza Vecchia a Bergamo Alta. La sera si accende con la musica dello Slovenian Party. A partire dalle 18 al Parco Sant’Agostino  Dj set con strepitosi artisti sloveni: venerdì 30 dalle 18 alle 21 vi aspettano i Blubird e il gruppo di ballo High Heels High Hopes, mentre sabato dalle 18 alle 20 ballerete sulle note delle Suchi

Domenica 2 luglio alle 10  presentazione del nuovo libro “Slovenia” di Alessio Franconi, fotografo e scrittore, che vi attende in Piazza Vecchia. Inesauribile fonte di sorprese, la Slovenia riserva ai suoi visitatori emozioni autentiche. Tutte le bellezze d’Europa riunite in questo Paese posto a due passi dall’Italia dove, dalle splendide cime innevate delle Alpi Giulie, si giunge in poco tempo alla costa, attraversando vallate mozzafiato, foreste secolari, vigneti. Senza dimenticare le eleganti cittadine, la verdissima pianura Pannonica, i centri termali, i ristoranti di lusso, i boutique hotel, le numerose attività all'aria aperta, i castelli. La capitale, Lubiana, è stata insignita del titolo di Capitale Verde Europea nel 2016. E per il 2018 il Paese si prepara a vivere il suo Anno della Cultura.

 

Ecofeste: contributi per limitare l'impatto ambientale delle sagre

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Cibo e Territorio

Manifestazioni sempre più ecosostenibili per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Martedì 27 giugno 2017 nella sala convegni di Villa Manin di Passariano alle 18 si terrà un incontro con l’ingegner Flavio Gabrielcig della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sul tema delle Ecofeste, ovvero quelle manifestazioni che puntano a un basso impatto ambientale e che la Regione stessa è pronta a finanziare con un contributo. “Nel corso della serata - ha spiegato Valter Pezzarini presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia - saranno forniti tutti i dettagli su come limitare l’impatto ambientale sotto il profilo della produzione dei rifiuti. Devo dire che le Pro Loco nostre associate sono già da alcuni anni attive in quest’ottica “green”, per esempio con l’utilizzo di stoviglie compostabili in materiale biodegradabile o riutilizzabili, grazie all'uso di posate in metallo e piatti in ceramica. Un’attenzione che già noi come Comitato abbiamo messo in campo durante Sapori Pro Loco con le stoviglie biodegradabili e una particolare cura della raccolta differenziata”.

L’incontro a Villa Manin servirà anche a illustrare i termini per richiedere il contributo regionale entro il 17 luglio da parte delle Pro Loco. Il tutto per un importo pari al 50% della spesa ritenuta ammissibile e comunque per un importo massimo di 2 mila 500 euro. Il regolamento prevede inoltre delle azioni facoltative, rimesse alla libera scelta del beneficiario e volte alla prevenzione della produzione dei rifiuti, che accrescono la percentuale del contributo concesso, il cui importo massimo può arrivare a 5 mila euro.

Assaggi di infinito Recanati in festa per Giacomo

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Eventi

Per il Grand Tour delle Marche proposto da Tipicità e ANCI Marche, arriva “In festa con Giacomo. I giorni del giovane favoloso”.  Dal 30 giugno al 2 luglio 2017 la città di Recanati propone di festeggiare un’ideale “compleanno” di giacomo Leopardi.  L’infinito è la chiave di lettura del lungo e caleidoscopico fine settimana, in puro spirito leopardiano. Dalla matematica alla musica, dalla gastronomia alla poesia, passando per la filosofia, tutte le “corde” della speculazione, della scoperta e dei sensi sono sollecitate nella “città-set” che ospita anche la mitica Piazzuola del Sabato del Villaggio.
Nel Chiostro di Sant’Agostino, conosciuto per la presenza del campanile che ispirò il giovane Giacomo nella poesia “Il passero solitario”, l’1 ed il 2 luglio Tipicità propone un inedito percorso del gusto animato da produttori creativi, veri interpreti del genius loci. Sarà possibile assaggiare le golosità del “pastaro”, gli “hamburger di marchigiana”, le vere “olive all’ascolana”, le “Bollicine del vigneto Marche”, ma anche il gelato così caro al poeta recanatese.
Il 2 luglio alle 19 va in scena Le prelibatezze del giovane favoloso, uno show cooking che propone una creativa rivisitazione delle specialità predilette da Giacomo Leopardi attraverso le performance del “visiting chef” Silver Succi del Quartopiano Restaurant di Rimini, accanto a Barbara Settembri e Alessandro Campetella del gruppo “chef in movimento”, ideato dall’Accademia di Tipicità dopo il sisma. Sempre domenica 2, appuntamento con Cibo, cultura e Made in Italy: talk show con Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG 5.
“In festa con Giacomo” prevede tantissimi altri appuntamenti. Dagli infiniti spazi della matematica, con Piergiorgio Odifreddi, all’incontro con Vittorio Sgarbi che presenta “Leopardi-Lorenzo Lotto”, dal concerto di Fiorella Mannoia alle danze ed ai balli della “sera del dì di festa” in caratterizzazione ottocentesca, fino al Decameron interpretato da Tullio Solenghi.
Il programma completo dell’evento e, più in generale, le proposte “esperienziali” del Grand Tour delle Marche sono consultabili QUI

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Philippe Léveillé una vita al burro

Scritto da Emanuele Bonati. Inserito in Chef



Il 7 luglio arriva a Grado all'Androna-  per Ein Prosit Grado 2017 - il granderrimo Philppe Lèveillè (qui a qb si adora il burro!). Questo l'articolo pubblicato sul nostro mensile cartaceo nel dicembre 2015. Leggetelo e prenotatevi per la cena! "In Bretagna, su ogni tavolo di cucina c’è il burro, a tutte le ore e in tutte le stagioni, metterlo in frigo sarebbe un sacrilegio. Si copre la ciotola del burro con un panno e la si lascia sul tavolo. Al limite, se d’estate fa molto caldo, si porta in cantina, ma in frigo jamais! Altrettanto a portata di mano (e di vista) in cucina deve esserci il vaso di terracotta con il sale grosso e il cucchiaio di legno piantato dentro. Penso di non aver mai letto tante volte la parola “burro” in un libro – nemmeno in un libro di ricette – quante l’ho letta in questo libro di Philippe Léveillé.
Che si intitola appunto La mia vita al burro. Romanzo culinario (Giunti, 2015, pp. 192, 16€). L’autore ripercorre la sua vita trascorsa spalmando burro al di qua e al di là di una serie di oceani e di cucine, fino al suo approdo italiano a Concesio – alle due stelle del Miramonti. Sembra che tutto per lui sia filato liscio come l’oli… come sul burro, e a Léveillé va riconosciuta una buona dose di sfrontatezza, oltre che di capacità gastroculinarie, e di fortuna, e di simpatia, e di competenza.

In realtà, il libro racconta una vita a suo modo avventurosa, non certo nel senso di no-limits, quanto ricca di esperienze che lo hanno portato dagli allevamenti di ostriche alle cambuse di traversate oceaniche, dagli incontri più o meno fortuiti con il meglio della ristorazione mondiale, compreso Luigi Veronelli, che
lo omaggiò inginocchiandosi  in omaggio al suo “Crescendo d’agnello”.

È un libro particolarmente ricco di persone, di amicizie, di rapporti, come quello con Gino Giribardi e Fausto Capra, “i clienti più importanti della mia vita, non solo personale”. O con la
moglie Daniela. O con Mauro Defendente, che ha scritto “Sua golosità il burro“, un vero e proprio trattato in appendice al volume (è un medico endocrinologo e nutrizionista, mi sembra di capire anch’egli butter-addicted). Cito le righe finali: “Il burro è piacere, e come tale deve rimanere in tavola: pochi grammi di burro adagiati sul pane, con un ‘niente’ di sale, una minuscola alice del Cantabrico, o due grani di zucchero, possono rappresentare una tentazione alla quale lasciarsi andare come piacere assoluto e, al tempo stesso, costituire una protezione per mente e corpo”. Anche se poi mi chiedo se un’alice un po’ meno minuscola, anzi decisamente maiuscola, non vada bene lo stesso.
Ah – naturalmente, ci sono delle ricette. Il libro è diviso in capitoli – a proposito, complimenti al grafico, Raffaele Anello, che è riuscito a dare una veste di estrema eleganza a un libro semplicemente “scritto”, senza immagini – e bella la copertina, di Lorenzo Pacini: un panetto di burro.

Ogni capitolo inizia con una ricetta, dicevo: e ognuna è un sigillo messo su un periodo, un’esperienza come può esserlo una traversata in barca o l’incontro con Angelina Jolie (di cui ha conosciuto peraltro prima il marito, Brad Pitt). Non sono cioè necessariamente ricette proposte perché il lettore possa rifarle a casa, magari “aggiustate” per questo: sono veri e propri momenti del racconto, concentrati in due pagine o dettagliati in otto, che hanno lo stesso valore del racconto dell’incontro con Mauro Piscini, e con sua madre Mary (ovvero col Miramonti),
con l’inciampo nel fango, la giacca bianca stazzonata e così via. Ecco, il libro è così: Léveillé scrivendolo ha riso, cantato, si è arrabbiato, si è incupito e ha pianto. E tutto questo si legge in ogni pagina".

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Sta per arrivare Ein Prosit Grado e qbquantobasta ti regala il coupon

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Eventi

 

Si avvicinano le date dell'evento gourmet dell'estate 2017: Ein Prosit Grado. Ve l'abbiamo presentato già qualche giorno fa Ein Prosit Grado 2017 evento gourmet con il coupon regalo di qb        E potete leggere tutto il programma in dettaglio QUI

Sono già aperte le prenotazioni per le cene a quattro mani con grandi chef in alcuni ristoranti di Grado e per le degustazioni guidate di vino. Prima di tuffarsi per due sere di seguito sulla scenografica Diga ad assaggiare festosamente food&wine, cullati dalle onde del mare. In  collaborazione con gli organizzatori qbquantobasta offre un regalo ai suoi lettori: un coupon del valore di 20 euro, pari al costo dell'ingresso a ciascuna serata, da usufruire con un amico, amica, fidanzata/, mamma ecc ecc. Non perdete questa opportunità: il coupon si trova nel numero cartaceo di giugno (qui tutti i punti vendita) oppure basta acquistare e scaricare qui dal sito la copia digitale.

Trofeo Caputo e il mondiale del pizzaiuolo

Scritto da redazione qbquantobasta. Inserito in Cibo e Territorio

Napoli Pizza Village: il lucano Michele Leo vince il XVI Trofeo Caputo al Mondiale del Pizzaiuolo nella categoria STG (Specialita Tradizionale Garantita). Tra le 9 specialità premiate, quest’anno è stata inserita anche quella della pizza fritta che è stata vinta da Teresa Iorio, già campionessa STG nel 2015 . Al Napoli Pizza Village, in collaborazione con Casa Rossopomodoro, è proprio Teresa Iorio che  con altre 5 pizzaiuole insegna a friggere la pizza, mentre una squadra di 17 maestri pizzaiuoli insegna a realizzare la vera pizza napoletana nel forno di casa a chiunque voglia cimentarsi. A inaugurare l’area pizza d'essai della Off Foodblog award  è stato Vincenzo Piccirillo della Masardona, la pizzeria di famiglia  che porta il soprannome della sua celebre antenata  che realizzava una pizza fritta che è entrata nella storia, come quella di Sofia Loren ne L’Oro di Napoli. La zona della pizza d’essai alla Rotonda Diaz propone ogni sera  un’interpretazione di un famoso pizzaiuolo che realizza anche la ricetta di uno dei 9 food blogger vincitore del contest a loro dedicato. Due celebri maestri, Gino Sorbillo e Franco Pepe, che per la prima al Napoli Pizza Village, ha presentato la sua Scarpetta, con mozzarella di bufala, composta di tre tipologie di pomodoro confit aromatizzato, scaglie di grana padano dop e pesto di basilico liofilizzato.

 

#EATMANTUA a Palazzo Te rivive la convivialità rinascimentale dei Gonzaga

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Itinerari e Luoghi

Nella camera di Amore e Psiche, a palazzo Te, dove nel 1530 l’imperatore Carlo V fu ospite del marchese Federico Gonzaga, elevato a duca subito dopo il pranzo,  è stato illustrato il programma di #EatMantua, manifestazione che si aprirà il 23 giugno 2017 per chiudersi il 10 settembre in concomitanza con l’ultimo giorno del Festivaletteratura. Cucina e tavola imbandita sono stati «strumento di potere, di diplomazia, che ha consentito a Mantova di essere conosciuta in Europa», ha sottolineato il sindaco Palazzi. #EatMantua è parte integrante del cartellone di eventi dedicati a Ea(s)t Lombardy, European Region of Gastronomy, riconoscimento internazionale delle eccellenze sulla tavola della Lombardia orientale. Con #Eat Mantua tornano i fasti golosi dei Gonzaga. Anticamente situato su un’isola posta al centro del quarto lago di Mantova ora prosciugato, Palazzo Te è uno dei più straordinari esempi di villa rinascimentale. Ideata e realizzata nel Cinquecento da Giulio Romano per Federico II Gonzaga come luogo destinato ai fastosi ricevimenti del principe. La manifestazione si apre venerdì 23 giugno alle 18 con la presentazione della riedizione del volume Cucina Mantovana di Principi e di Popolo, edito nel 1963 e non più in commercio, Scritto da Gino Brunetti, il libro recupera l’opera di Bartolomeo Stefani, cuoco dei Gonzaga, che pubblicò a Mantova nel 1685 il volume L’arte di ben cucinare et instruire i men periti in quella lodeuole professione, associato a una selezione di ricette della tradizione mantovana. La riedizione sarà illustrata da Giancarlo Malacarne, con interventi di Stefano Baia Curioni, presidente Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, Stefano Benetti, direttore Musei Civici e Mattia Palazzi, sindaco di Mantova.  Seguirà, alle 19, il talk La cucina mantovana e l’Europa: con il gastronauta Davide Paolini, importanti cuochi ed esperti del settore metteranno a confronto le tradizioni culinarie mantovane con la cucina contemporanea. Massimo Montanari, storico dell’alimentazione,  parlerà del rapporto tra cibo, economia, cultura e identità. Gualtiero Marchesi guiderà  i partecipanti in unexcursus sulla cucina italiana del’900. Antonio Santini del tristellato ristorante Dal Pescatore, traccerà un quadro sulla cucina mantovana contemporanea dal punto di vista di chi in una cucina sta tutti i giorni.  Concluderà la serata un prelibato banchetto ispirato a piatti e ricette illustrate in Cucina Mantovana di Principi e di Popolo a cura dell’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi con una ricca proposta del Consorzio Vini Mantovani. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Sabato 24 giugnoFestival della Pasticceria Tradizionale Mantovana. A partire dalle ore 10 le Fruttiere di Palazzo Te ospiteranno la presentazione a buffet di una selezione di dolci della tradizione mantovana. Le ricette, scelte da Giancarlo Malacarne, comprendono i dolci tradizionali e una selezione di dolci ottocenteschi e dei primi anni del Novecento ormai scomparsi dalle tavole. T Alle 11 nella Sala Polivalente è in programma la tavola rotonda L’Originalità della pasticceria mantovana nella storia della pasticceria italiana, apertura al pubblico gratuita - con dessert e dolci tipici. Lo storico Giancarlo Malacarne ha parlato dei «capisaldi di una grande stagione del dolce» protratta fino all’800 e al ‘900 e giunta fino a noi.

Il cibo di strada entrerà  a settembre nel giardino dell’Esedra, con tre Jeunes Restaurateurs d'Europe, che interpreteranno piatti e prodotti tipici mantovani. Ve ne parleremo a suo tempo.

Ein Prosit Grado 2017 evento gourmet con il coupon regalo di qb

Scritto da Fabiana Romanutti. Inserito in Eventi


Venerdì 7 e sabato 8 Luglio 2017 seconda edizione della manifestazione Ein Prosit Grado, spin off estivo del consolidato appuntamento autunnale Ein Prosit a Malborghetto e Tarvisio. Con la mostra assaggio  dalle 19.00 alle 24.00, sulla  Diga e il Lungo Mare Nazario Sauro di Grado una selezionata schiera di produttori enogastronomici offrirà la possibilità di assaggiare e degustare il meglio della loro produzione.Appuntamento centrale della manifestazione quello con le DegustazioniGuidate. Un’occasione per conoscere e confrontarsi con prodotti di grande spessore qualitativo. L’obiettivo è quello di suggerire agli appassionati un approccio corretto al vino per meglio apprezzarne la storia, le caratteristiche e le peculiarità. Appuntamenti a pagamento e a numero chiuso. Consigliata la prenotazione QUI

ph. Simone Di Lucaph. Simone Di Luca

Incontri&Seminari Nei giorni di sabato 8 e domenica 9 luglio in programma gli incontri con alcuni degli interpreti della cucina italiana e del mondo dell’enogastronomia in generale con focus sui nuovi aspetti del panorama culinario italiano. Tutti gli incontri e i seminari sono gratuiti ma a numero chiuso. Consigliata la prenotazione.
Non mancano gli ItineraridelGusto con cene in ristoranti gradesi selezionati, durante le quali alcuni fra i migliori rappresentanti della scena gastronomica nazionale proporranno i piatti della loro cucina abbinati ai vini del Friuli Venezia Giulia, permettendo ai gourmet di  apprezzare la cucina italiana nella sua massima espressione. Inoltre con WelcomeGrado & Enoteche si potrà fare un viaggio nel sapore, alla ricerca della storia, della tradizione e della cultura culinaria di Grado: alcuni ristoranti di Grado propongono ai visitatori la loro interpretazione della cucina locale e lagunare in generale, con menu creati per l’occasione. In alcune enoteche sarà inoltre possibile assaggiare dei vini in mescita proposti per l’occasione. Tutto il calendario QUI

COUPON REGALO di qbquantobasta

 

Grazie alla consolidata collaborazione di anni con Ein Prosit, qbquantobasta regala ai suoi lettori un coupon del valore di 20,00 euro per entrare in due al prezzo di uno!

Il coupon si trova sul numero di giugno del mensile QUI l'elenco dei punti vendita dove potete acquistarlo https://www.qbquantobasta.it/punti-vendita se non siete abbonati

Potete scaricare e stampare il coupon anche dalla versione digitale di qb sul nostro e-shop https://www.qbquantobasta.it/shop

EIN PROSIT GRADO 2017
La mostra assaggio si terrà presso la Diga e il Lungo Mare Nazario Sauro di Grado dalle 19.00 alle 24.00.
Biglietto d’ingresso per la singola serata: € 20,00 (acquistabili alle casse all’ingresso).

Ingresso gratuito per disabili e ragazzi fino ai 14 anni. Sconto 20% soci Slow Food, AIS, FISAR, ONAV e Touring Club.
Incontri e degustazioni prenotabili su www.einprosit.org
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. • Tel. +39 0428 2392
Itinerari e welcome Grado prenotabili direttamente al ristorante oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. +39 0428 2392

Mariangela Grosoli nuovo presidente Consorzio tutela Aceto balsamico di Modena IGP

Scritto da redazione qbquantobasta. Inserito in Nonsolovino

Mariangela Grosoli è la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGPMariangela Grosoli è la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Mariangela Grosoli è la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L’elezione è avvenuta all'unanimità tra i membri del rinnovato Consiglio d’Amministrazione dopo le dimissioni dell'ex Presidente Stefano Berni. La Grosoli è titolare, insieme alla famiglia, dell’Acetaia Del Duca, azienda di produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP e DOP con sede a Spilamberto, facente parte tra l’altro anche dell'Unione Imprese Storiche Italiane, da sempre interessata allo sviluppo del settore dell'Aceto Balsamico di Modena e alla protezione e tutela della denominazione. “Obiettivo principale del mio mandato – ha commentato la neopresidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli - sarà il completamento dei progetti avviati nel corso della precedente gestione e altresì la prosecuzione con mano ferma delle attività di tutela, valorizzazione e promozione del prodotto il cui solco è stato egregiamente tracciato dal mio predecessore Berni. Ciò che ritengo oltremodo importante in un momento storico come quello attuale caratterizzato da una sempre più intensa attività di controllo del mercato per prevenire - e reprimere laddove si riscontrino - frodi e contraffazioni, è il saper mettere da parte l’individualismo e fare squadra per raggiungere un obiettivo comune, acquisendo la consapevolezza che non si può permettere la dispersione del patrimonio costruito dai nostri padri e da quegli imprenditori modenesi che ci hanno preceduto".

Grahnit, Geisha e Sladki Muškat 2008 vincitori dei concorsi Dolce Istria 2017

Scritto da Barbara Repovs. Inserito in qb Slovenia

La manifestazione Dolce Istria - Sladka Istra si svolgerà a Capodistria il 23 e 24 settembre 2017. Si sono appena conclusi i concorso per il Dessert più originale dell'Istria 2017, La torta Dolce Istria 2017 e il Moscato Dolce Istria 2017. Fra i dolci si sono gustati i sapori di stagione di pesca, sambuco, melissa, e anche piselli. Il comitato di esperti era composto da prof. dr. Janez Bogataj,  autore di numerosi libri sulla gastronomia e il patrimonio culturale della Slovenia, Ksenija Krajšek Mahorčič hef della trattoria Mahorčič, la maestra di pasticceria, ex membro della squadra dei cuochi nazionale slovena e autrice di diversi libri Alenka Kodele e la  titolare della pasticceria Villa Soši Umag e  Dragica Lukin vincitrice di numerosi premi di pasticceria internazionale. Il Dolce più originale Istria 2017 è stato Grahnit, preparato nel ristorante Tomi, premiato per l'originalità anche dalla commissione giornalisti. Medaglia d'argento ad Admiral d.o.o. per Amaretto Rosso; la Cioccolateria Tramontana ha ricevuto la medaglia di bronzo per il cioccolatino ripieno di sambuco e Malvasia. Grahnit si presenta come una pietra della spiaggia circondata dei piselli liofilizzati e sassolini di meringhe al limone. Dietro la pietra si nasconde un cuore dolce e morbido di crema al sambuco, gel di menta e pan di spagna di piselli.
La Miglior torta Dolce Istria 2017 per la commissione esperti è stata Geisha preparata dalla Fetiche Patisserie, che ha vinto anche la medaglia d'argento con la torta Limone.

Geisha è fatta di  pan di spagna di marzapane e sesamo nero, ganache di sesamo nero e cioccolato bianco, con mousse di yogurt,  lamponi e sciroppo di ibisco. La medaglia di bronzo è andata alla Cioccolateria Da Ponte per la torta Sočna breskev, con pesche istriane casarecce e yogurt del contadino. Oltre che alla commissione dei giornalisti per la valutazione dei dolci, ho partecipato per qbquantobasta alla Commissione giudicatrice del Moscato dolce con Tamara Rusjan, Darko Cerkvenik, Majda Brdnik. Il primo posto è andato  a Sladki Muškat 2008 della cantina Mahnič. Medaglia d'oro anche a Sladki muškat 2016 di Vinakoper e a Rumeni Muškat 2016 dalla cantina Vinales. I dolci, le torte, e i vini premiati potrete assaggiarli a settmbre a Sladka Istra.

 

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