Il Gno Ort a Villa Sulis

Domenica 20 agosto 2017 Il Gno Ort incontra il pubblico appassionato a Villa Sulis. Di seguito il programma. Alle 9.30 Apertura della 12^ mostra-concorso regionale Il Gno Ort e del mercatino dei produttori ed espositori. Ore 10.00 Inaugurazione dell'opera di Stefano Jus a ricordo dei Nativi Americani. "Per non dimenticare che è grazie al loro plurisecolare lavoro di coltivazione e di selezione che abbiamo avuto in dono piante entrate nella nostra cultura alimentare".  ore 10.30 Convegno: Indians e Rivindicules: interventi: Renato Danielis (ERSA), Enos Costantini (Tiere Furlane), Gianni Colledani (UTE dello Spilimberghese). Ore 12.30 Premiazioni concorso mostra regionale Il Gno Ort. Alle 14.00 Giovani e vegetariane: tre ragazze raccontano la loro scelta. Moderatrice Antonella Carrer. Ore 14.30: Salviamo e scambiamo i nostri semi: l'associazione Civiltà Contadina.  A cura di Cristina Boccanegra, referente di Civiltà Contadina. Ore 15.00 Tributo musicale a Indians e Rivindicules. A cura di Paolo Forte, "fisarmonicista e fisarmonicante". Ore 16.00  Le origini indoamericane del cacao. Raccontate da Stefano Venier (Arte Dolce).
a seguire: Degustazione guidata di gelato al cacao, mais, patata, peperone ..., con Stefano Venier (Arte Dolce). Ore 16.30 Tessere a mano, anche la lana degli Alpaca di Castelnovo. A cura di Elisa Berton (Tessitura Berton).  Ore 17.00 Degustazione guidata di tisane dei nativi americani. A cura di Marino Perotto (Le Erbe di Marino).  Nel corso del pomeriggio avranno luogo anche altre iniziative organizzate dalla Scuola per la Ceramica di Villa Sulis.

Come arrivare a Villa Sulis (località Costa-Castello)  da Borgo Ampiano, prendere SP62 per Castelnovo, loc. Sottocolli poi a sx. per località Costa. Per parcheggiare procedere per 1km (girare a sx al primo bivio) fino all'ampio parcheggio di Vigna (accanto alla Trattoria di Vigna). Scendete a piedi (10 minuti in dolce discesa) o prendete la navetta!  Per qualsiasi informazione prima e durante la giornata: 342 7598078

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La grande festa del vino a Mirano

Da domenica 10 a lunedì 11 settembre 2017 si svolgerà a Mirano (VE) la 10° edizione della Grande Festa del Vino, l’evento dedicato al vino che vede protagonisti 80 tra i migliori produttori nazionali e mondiali con 400 etichette. Per due giorni incontri e cene gourmet faranno da cornice alle degustazioni che si svolgeranno alla Villa&Barchessa XXV Aprile. Al piano rialzato degustazione di vini italiani delle regioni del nord est ottenuti con il metodo tradizionale e selezione food; al primo piano saranno protagonisti i vini italiani del “nord ovest, centro e sud Italia” e selezione food;  nella Barchessa  “sala atrio” degustazione di vini biologici, biodinamici o naturali italiani; in “sala mostre” degustazione di vini internazionali provenienti dall’Europa e selezione food, in “sala muse” per la degustazione di vini dal resto del mondo e selezione food.
Un tour di vini, calice alla mano,  provenienti da tutta Italia e da 13 paesi del Mondo  per conoscere le tipicità e le eccellenze dei terroir italiani e mondiali, scoprire vitigni alloctoni, autoctoni, nazionali e internazionali, rari e ricercati, vini convenzionali, naturali, biologici, biodinamici, di montagna (da viticultura eroica), di mare, di collina, di pianura, di vignaioli indipendenti e di piccole realtà emergenti o di quelle già affermate.

Per questa 10° edizione, gli organizzatori della manifestazione, l'Enoteca Le Cantine Dei Dogi, hanno ottenuto il patrocinio dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (O.I.V.), e hanno instaurato una collaborazione con l’unico concorso al mondo interamente dedicato ai vini Merlot, Cabernet e tagli bordolesi.

Apertura al pubblico dalle 10. Con il costo dell’entrata è previsto in omaggio un calice professionale con tracolla che vi accompagnerà durante le degustazioni. Ai banchi di assaggio saranno presenti produttori e sommelier. Il pubblico partecipante all’evento sarà anche un giudice, potrà infatti votare i migliori vini e la migliore cantina della manifestazione. L’evento si terrà anche in caso di pioggia.
Quattro le Degustazioni Guidate: Domenica 10 settembre “Educational sul Riesling” e “Verticale Barbaresco”. Lunedì 11 settembre “I Vini Muffati” e “Piacere Porto”. Le degustazioni guidate sono a pagamento e non includono l’accesso alla manifestazione “La Grande Festa del Vino”. Accesso solo con prenotazione online.
Il prezzo del biglietto è € 25,00 (€ 20,00 prezzo riservato per l’acquisto online) il visitatore riceverà in omaggio un calice professionale da degustazione Rastal, una elegante tracolla porta calice VinStrip, una penna e un catalogo dove sono elencati i produttori, i vini e prodotti in degustazione. L’assaggio dei vini è rivolto ad un pubblico maggiorenne, l’ingresso per i minori accompagnati dai genitori è di € 1,00 (senza calice).
Ci sarà anche unwine shop dove acquistare direttamente i vini e prodotti gastronomici in degustazione. Tutti i prodotti saranno in vendita a un prezzo promozionale.
Domenica 10 settembre il ristorante la Gondola Brusada di Mirano dalle 20.45 ospiterà la “cena evento della 10ma edizione della Grande Festa del Vino”, saranno presenti tutti i produttori della manifestazione. Il ristorante proporrà un menu che reinterpreta  le specialità tipiche veneziane. Prenotazioni direttamente al ristorante +39 041 432777.

Villa&Barchessa XXV Aprile - Mirano, Via Mariutto 1)  Maggiori informazioni QUI

Visitate il blog danieladiocleziano.blogspot.com

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Tiramisù orgoglio veneto

Il dolce al cucchiaio più famoso al mondo, straordinario mix di mascarpone, cacao, caffè e savoiardi, è  da sempre nella carta dessert della Tino Eventi. Ma a Venezia74 assumerà un carattere speciale. "Perché – dice chef Vettorello – nessuno ci usurperà la paternità del Tiramisù".  Controffensiva, la sua, in risposta alla recente decisione del Ministero dell'agricoltura, che riconosce al Friuli Venezia Giulia la facoltà di  inserire questo dolce nella lista dei "Prodotti agroalimentari tradizionali" della provincia di Udine. Nella generale levata di scudi trevigiana, Tino si è fatto portavoce della "restituzione" alla Marca del titolo di patria del tiramisù nella versione originale, codificata negli anni Settanta da Giuseppe Maffioli: "Io, come miei altri colleghi di Treviso prima di me, l'ho portato in giro per il mondo, per esempio quando ho curato la ristorazione dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi e Vancouver e ne difenderò sempre l'origine veneta. C'è chi ha un documento ministeriale in mano e chi ha il tiramisù originale nel piatto".  Al tiramisù sarà riservata la ribalta internazionale della cena di gala imbandita per l'apertura della Mostra del Cinema, giovedì 30 agosto 2017, mettendo il dolce sotto i riflettori della Terrazza Biennale, invitando altri ristoratori trevigiani a unirsi all'iniziativa. Nella foto il tiramisu presentato da Vettorello a Eat's qualche mese fa, a un evento dove qbqauntobasta era presente.

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Lidl Slovenia promuove i giovani produttori di vino

Lidl Slovenia promuove e sostiene i giovani produttori di vino. Tutti i produttori giovani e promettenti (fino all'età di 35 anni) possono partecipare con l'opportunità di presentare i propri vini ai clienti dei negozi Lidl. La scadenza per partecipare è l'8 settembre 2017. Il progetto  si chiuderà a novembre, quando i migliori vini saranno presentati a Lubiana nello Slovenski vinski sejem (Fiera del vino Slovena). La partecipazione è ammessa in due categorie: rosso o bianco, annate 2015 e 2016. Indispensabile la disponibilità di 1.000 bottiglie, dotate di una propria etichetta,  per la possibile vendita nei negozi.  Oltre alla vendita dei vini finalisti delle categorie osso e bianco nei punti vendita, ai finalisti sarà pagata la quota di iscrizione di due giorni come espositori alla fiera Slovenski vinski sejem.  Il vincitore assoluto avrà  la possibilità di formazione in una cantina prescelta o in un'altra organizzazione o istituto all'estero di valore.

Escursione guidata nei Sentieri Stolvizza

Dei “Sentieri Stolvizza” fanno parte numerosi percorsi, curati dall'Associazione "ViviStolvizza", che si snodano intorno al paese: il tradizionale "Ta lipa pot"; il collaudato "Sentiero di Matteo"; il giovane “Pusti Gost - sulle tracce del passato"; lo storico "P4 della grande guerra" e l'ultimo arrivato "Puië - Stolvizza facile". Un ventaglio di opportunità che permette di effettuare una salutare escursione a tutti, proprio a tutti anche ai meno allenati, agli anziani, ai bambini e anche, nel tracciato "Puië - Stolvizza facile", ad alcune categorie di diversamente abili. Sentieri di indiscussa ricchezza naturalistica, curati alla perfezione, che raccontano la cultura, le tradizioni e la vita della gente di questo territorio. Il turista, l'escursionista che arriva a Stolvizza troverà residenti del luogo, che amano la propria terra e la conoscono a fondo e che si metteranno a disposizione; sono persone che si muovono al di fuori dei tradizionali circuiti turistici pronti ad accogliere gli ospiti in modo autentico e ad accompagnarli alla scoperta del lato più vero di questo territorio con l'obiettivo di creare una rete di "complicità" legate dal comune obiettivo di godere questi straordinari territori.  L'appuntamento è per domenica 20 agosto con inizio alle 9 del mattino.  Una camminata caratterizzata da esibizioni musicali inserite nel "Festival del canto spontaneo" lungo il percorso "Ta lipa pot". Naturalmente sarà possibile acquistare i tipici prodotti come l'aglio appena raccolto, ma anche patate, cipolle, fagioli. Le località "Ja lini looh", "Hacca", Indrinizza", toccate dalle escursioni, evocano un remoto passato, ma documentano anche le opportunità legate alla coltivazione e alla produzione di questi preziosi frutti della terra, che sono anche un bel segnale di una crescita economica eco-compatibile del territorio.
La festa terminerà con un allegro ristoro dove sarà protagonsita la "Bruschetta dell'amicizia" una proposta tutta da gustare frutto della vicinanza di due comunità quella umbra con il suo pane e con l'olio di oliva e quella resiana con il suo prezioso aglio.

Il mulino di Illegio e la farina di Firmino

Illegio, frazione del Comune di Tolmezzo, divenuta famosa negli ultimi anni per l’annuale mostra internazionale di arte, è un piccolo borgo di circa 360 abitanti, in cui si respira un’atmosfera d’altri tempi. La conca su cui sorge è costellata di prati, vegetazione arborea e campi coltivati per lo più a livello familiare. Una passeggiata per il centro del paese consente di ammirare le antiche case costruite secondo l’architettura tipica del luogo, in un connubio armonioso di pietra e legno.

C’è un elemento che rende unica Illegio a livello regionale ed è la presenza di una sorgente d’acqua dolce che sgorga proprio all’interno del borgo, dando origine al rio Tòuf. Questo, dopo un salto di 3,20 metri, attraversa il paese lungo dei canali in pietra, sui quali si trovano ancora gli antichi lavatoi utilizzati un tempo dalle donne per fare il bucato. Seguendo il percorso del rio, accanto al quale si sviluppa l’antica Via dei Mulini, è possibile fare un salto nel passato e conoscere la storia della civiltà agricola preindustriale di questa borgata. Qui, infatti, sorgevano ben sei mulini, di cui quattro erano ancora in funzione negli anni ’50, e una segheria veneziana, tutti alimentati dalle acque del Tòuf, grazie alla sua portata costante di circa 200 litri al secondo. Uno dei mulini era dedicato esclusivamente alla pilatura dell’orzo, mentre un secondo, detto il pestedôr o Mulin dal Gjenerâl, veniva utilizzato per battere e sfibrare la canapa, ampiamente utilizzata nel settore tessile.


Proprio accanto alla sorgente del rio si trova l’unico mulino attualmente in attività, il seicentesco Mulin dal Flec e dal Ross, recentemente ristrutturato. Il proprietario è il signor Firmino Scarsini, che prosegue la tradizione di famiglia macinando esclusivamente farina di granoturco. «Qui c’è il mio cuore» afferma, mentre mostra i vari passaggi della macinatura e racconta orgoglioso la storia del suo mulino e l’attività svolta dal nonno e dallo zio, da cui ha imparato il mestiere. Da loro ha appreso che un bravo mugnaio deve saper usare tutti e cinque i sensi.

La vista gli consente di individuare e quindi eliminare eventuali impurità; l’udito serve a capire se la macina sta andando troppo veloce o troppo lenta; l’olfatto permette di sentire il profumo della farina e valutare se è stata alterata a causa del surriscaldamento, fenomeno che non avviene nella lenta macinatura a pietra, ma è frequente nei moderni mulini a martelli che operano a velocità molto maggiori. Il tatto consente di percepire se la granulometria della farina è idonea e infine c’è il gusto. Il gusto di questa farina, sorprendentemente dolce, è indice dell’elevata presenza di amido, che garantisce la riuscita di una polenta dal sapore davvero inconfondibile.

Il signor Firmino ha infatti selezionato delle antiche varietà di granoturco locali, che venivano utilizzate dalla nonna e da altri compaesani, e le coltiva nei suoi campi con l’aiuto di un amico, effettuando ogni anno una rotazione con le patate. Tutte le operazioni colturali vengono eseguite a mano, dalla semina (che avviene la prima settimana di maggio), al diserbo; dalla raccolta (la terza settimana di ottobre) allo scartocciamento delle pannocchie. Queste vengono poi appese all’aria per l’asciugatura e vengono sgranate utilizzando ancora un antico strumento manuale. Ovviamente tutte queste operazioni implicano impegno, tempo e fatica, di conseguenza la produzione è molto limitata: ammonta a circa un quintale e mezzo di granella all’anno, a cui va tolta una piccola parte destinata alla semina delle piante per l’anno successivo. Ma la farina che ne deriva, come potete immaginare, è davvero unica. Non solo per il suo gusto rustico e autentico e per l’elevata qualità, ma anche e soprattutto per la passione e la cura che contraddistinguono tutta questa piccola filiera di montagna. Attualmente il signor Firmino vende la propria farina solo ad alcuni ristoranti della zona, rifugi, servizi di catering e a qualche privato, oltre a rendersi disponibile a macinare conto terzi il mais degli abitanti del borgo. Il Mulin dal Flec e dal Ross è una delle realtà che fanno parte di CarniaMusei, un progetto di valorizzazione culturale sostenuto dalla Comunità Montana della Carnia, ed è visitabile su prenotazione. Per informazioni tel. 0433 41004 o visitate il sito www.carniamusei.org

Ferragosto con Winckelmann

Tutti i martedì di agosto 2017 dalle 20 alle 23, appuntamenti con Archeologia di Sera. Sul Colle di San Giusto, a Trieste, il Civico Museo di Storia ed Arte e l’Orto Lapidario sono al centro di incontri e visite guidate a tema legate al terzo centenario della nascita di J.J. Winckelmann, archeologo e antiquario tedesco che morì a Trieste nel 1768 e che in Lapidario ha il suo monumento. Sotto il titolo “Conoscere significa mangiare con gli occhi” le serate, a cura di Marzia Vidulli e Susanna Moser, attraverso la lettura diretta degli scritti di Winckelmann, dove insegna che bisogna vedere l’opera con i propri occhi, faranno comprendere meglio le novità che egli introdusse nello studio delle antichità ponendo le basi per una nuova Storia dell’Arte.

Martedì 15  agosto

Ore 20.30  Proiezione del cortometraggio Winckelmann: storia di un assassinio, di Mariangela Miceli e Giuseppe Sforzi, regia Daniele Trani, Collective Pictures (durata 15 minuti)
Ore 21 L’arte raggiunge la Grazia (da Prassitele all’Ellenismo), lettura da Winckelmann
Ore 22 Replica del documentario Rai In morte di un archeologo. Winckelmann, Trieste e il riscatto di una città di Paola Bonifacio e Piero Pieri (durata 60 minuti)
In contemporanea visite guidate alle sezioni del Museo. Ingresso libero.

Altri appuntamenti: Martedì 22  agosto e Martedì 29 agosto

Spaghetti alle telline e Boreto de basi

Le telline (Donax trunculus) sono dei molluschi dalla curiosa forma allungata cuneiforme e sono diventate un simbolo della ristorazione laziale: la bruschetta con le telline (o arselle) ha avuto il massimo splendore negli anni della Dolce vita felliniana. Per preparare il sugo degli spaghetti, le telline vengono poste a rosolare con mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva e un trito di aglio; una volta aperte, si aggiungono pomodoro a pezzetti, prezzemolo e pochissimissimissimo peperoncino. In questo sughetto verranno per ultimo saltati degli spaghetti scolati rigorosamente al dente. Un'altra preparazione consiste nel farle saltare a fuoco vivace in una padella, con un filo d’olio extravergine e uno spicchio d’aglio, aggiungendo poi molto prezzemolo tritato e una macinata di pepe nero. Sono presto pronte e per noi sono un autentico e sopraffino “boreto de basi”.

TRADIZIONALE ŠMARNA MIŠA IN VAL RESIA

La Val Resia e i suoi abitanti sono  pronti alla festa religiosa più importante di tutto l'anno, la “Šmarna Miša”,  cioè “la Grande Messa in onore dell’Assunzione di Maria”, alla quale la Pieve di Prato di Resia è dedicata. In passato, come oggi, questo momento religioso è motivo di richiamo e di aggregazione per tutti i resiani, residenti in valle e non. Insieme alla celebrazione della Santa Messa, verrà portata in processione la preziosa scultura lignea della “Madonna con bambino” del XVI secolo, conservata durante l’anno all’interno della Pieve del paese. Sarà, inoltre, organizzato il tradizionale mercatino volto alla promozione dei prodotti della terra e dell’artigianato. Verrà, infine, dato largo spazio, attraverso svariate attività, alle danze e alle musiche resiane, alla conoscenza del territorio della Val Resia e delle tradizioni locali. La festa 2017 si svolge in località Prato di Resia (UD). La manifestazione sarà ricca di eventi rivolti a grandi e piccini, ad amanti della montagna e della tavola. Lunedì 14 agosto la giornata si aprirà con un'escursione facile di fondovalle nel refrigerio dei limpidi corsi d’acqua della Val Resia, a cura del Parco delle Prealpi Giulie con la guida Alberto Candolini. Il ritrovo è previsto per le 9.00 alla Mostra della Miniera a Resiutta.  Alle 10.00 partirà un Giro ciclo turistico alla scoperta dei sentieri e della natura della Val Resia a cura dell’Associazione “Muec Moggio Emotion Cicling”. Il ritrovo è previsto presso l’area dei festeggiamenti in Piazza Tiglio. La durata del giro in bici è di circa 2 ore, per un costo di € 15,00 a persona, compreso di assicurazione, giro turistico con accompagnatore, pasta e bibita. Per i più piccoli sarà allestito un campetto scuola gratuito per l’avvicinamento alla Mountain Bike. Sempre alle 10.00 si potrà assistere e partecipare a un’interessante attività di laboratorio con Mani laboriose: i cappelli delle Lipe Bile Maškire e  altri artisti resiani all’opera. Alle 11.00 apriranno i chioschi con piatti della tradizione locale e piatti a base d’aglio resiano, nel pomeriggio ci saranno attività di animazione per bambini…e non solo. Dalle 17.00 alle 19.00 Meeting di Violini a cura di Folk in Tour; un filo musicale unirà un gemellaggio tra famiglie di violini austriaci di Ludwig Wenier, gli archi Tradmond e i violinisti del Gruppo Folkloristico Val Resia  Alle 20.00 concerto di musica classica e sacra, con il Complesso d’Archi del Friuli e del Veneto presso la Pieve di Prato di Resia; a seguire, a partire dalle  21.00, serata Country, a cura di MR. Texas dj presso l'area festeggiamenti.

Martedì 15 agosto la guida Kaspar Nickles proporrà un'escursione naturalistica alla scoperta della Val Resia lungo il sentiero del Tiglio, con partenza alle 9.00 dall’area festeggiamenti. Durata prevista circa 4 ore, l’attività sarà gratuita. Necessario abbigliamento sportivo e scarpe da trekking. Per info e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio I.A.T. Val Resia.  Alle 10.00 apre il mercatino di prodotti locali dedicato ai prodotti della terra ad aziende ed hobbisti locali. Alle 11.00 verrà celebrata la Santa Messa nella Pieve di Prato di Resia; alle 18.00 processione attraverso le vie del paese dedicata alla secolare Madonnina lignea con bambino. Attività e giochi dedicati ai più piccoli e racconti e dimostrazioni dei ben noti Arrotini della Val Resia. La serata sarà allietata da musica con l’esibizione dell’orchestra di strumenti popolari della scuola d’arte di Irshava e del gruppo vocale “Ilnichianka” dall’Ucraina e del Gruppo Folkloristico Val Resia. La festa si concluderà con l’estrazione della lotteria alle ore 23.00. A mezzanotte spettacolo con i fuochi d’artificio.

 

Mercoledì 16 agosto la serata inizia alle ore 18.00 con Facciamo Festa dopo la Festa…Musica e non solo. L’intrattenimento sarà del “Alvise Nodale Trio” alle ore 21.00 mentre alle ore 22.30 i “Mordechai”. Venerdì 18 agosto ore 19.30 Lucciolata in favore della VIA DI NATALE. Durante tutti i giorni della manifestazione sarà possibile visitare la Mostra Fotografica “This is Val Resia” presso il Centro Visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie dalle  9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Per informazioni:

Ufficio IAT Val Resia Tel. 0433/53534 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.resianet.org

 

Il Gran Fritto al Ristorante La Taverna

Ultima festa in programma per questa estate 2017 nel giardino del ristorante La Taverna di Colloredo di Monte Albano. Protagonista, il 24 agosto, oltre alla musica, al ricco buffet, alla notte magica di Colloredo, a tutto lo staff del Ristorante e a tutti i gli ospiti, sarà il Gran Fritto fritto a vista. Pesce, carne, verdure, formaggi. Da Villa Santina arrivano gli specialisti della Polenta e ritornano le mozzarelle fatte al momento. In caso di maltempo l'appuntamento è rinviato al 25 agosto.  tutto al giorno successivo (25.08). Per Buffet&Granfritto&tuttoilresto il costo è di €25 a persona, il beverage è a parte e ognuno potrà scegliere tra calici e bottiglie ciò che preferisce. In questa occasione non sarà disponibile il “menù à la carte”. Consigliabile la prenotazione al numero 0432 889 045

Gurina santuario mercato e postazione militare

La piccola collina della Gurina presso Dellach nella valle della Gail (Carinzia) è conosciuta come sito archeologico già dal XIX secolo e viene considerata, accanto al Magdalensberg, come base principale dell´occupazione romana delle Alpi orientali. Dal 2004 al 2008 sulla Gurina hanno avuto luogo scavi estensivi con lo scopo principale di ricercare le tracce sulla conquista romana delle Alpi. I risultati mostrano una città in fiore con templi e muri di fortificazione sulle rovine dell´insediamento celtico distrutto. Base economica della città erano l'estrazione e la lavorazione del ferro e dello zinco. Dopo un breve tempo di splendore la città fu distrutta da un terremoto e i successivi tentativi di ricostruzione fallirono. Il breve periodo della durata dell’insediamento rende la Gurina di particolare valore per gli studi cronologici. Aabato 19 agosto 2017, h. 17,30, a SUTRIO, alla  "Cjase dal Len", viale Val Calda, Peter GAMPER parlerà de “L'insediamento sulla Gurina (Austria): santuario, mercato e postazione militare.” Appuntamento a cura della Società Friulna di Archeologia.

foto credit msm serramenti

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Festival della mente a Sarzana

Il Levante ligure, oltre a essere una destinazione turistica allettante con una gustosissima offerta enogastronomica, nel menu di settembre propone anche cibo per la mente. Sarzana ospita infatti dall’1 al 3 settembre la XIV edizione del Festival della Mente. Tra gli ospiti lo scrittore Matteo Nucci che, in tre serate, parlerà de “La rete di Eros” dalla seduzione, al tradimento, alla riconquista attraverso il racconto di alcune vicende mitologiche. Sulla scia della seduzione, fatevi tentare da uno dei ristorantini tipici del centro storico che offrono leccornie di ogni tipo come i ravioli sarzanesi, piatto delle feste con ripieno di borragine, conditi con sugo di carne. Oltre alle conferenze, il festival propone spettacoli serali: quale migliore occasione, prima dell’inizio del concerto “Tandem” dei musicisti e amici Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, assaggiare una fetta di farinata di ceci con un bicchiere di Vermentino? La farinata è un caposaldo di questa cucina e nonostante abbia pochi e semplici ingredienti – farina di ceci, acqua, sale e olio – richiede una preparazione a regola d’arte. Il festival ha tanti appuntamenti anche per i più piccoli. Tra un’esplorazione entomologica alla scoperta degli insetti, un laboratorio musica e uno di illustrazione, suggeriamo una pausa-merenda con la spungata. Dal latino spongia, ovvero spugna, è un dolce risalente al periodo romano, il cui guscio croccante racchiude un ripieno di frutta secca e miele.

 

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Modigliana presenta il suo territorio e i suoi nuovi vini

12 produttori, un territorio, un evento di presentazione dei Sangiovese Romagna Modigliana 2016. Modigliana (FC), la Stella dell’Appennino forlivese, si candida a diventare il territorio di riferimento di tutta la Romagna del vino. Lo fa con i vini sottili, eleganti e freschi che nascono da suoli, unici in Romagna, di marne e arenarie. «Modigliana, ha evidenziato una vocazione eccezionale alla qualità e sui suoli poveri di marne e arenarie regala vini eleganti e dalla incredibile longevità. Un terroir unico e prezioso, la scoperta di un sangiovese che farà strada», sottolinea Giorgio Melandri che ha voluto firmare anche una sua piccola produzione che esce con il marchio Mutiliana. «Il carattere del sangiovese di Modigliana è elegante, austero, con un frutto che indugia sui richiami minerali e con una bocca sapida e tagliente. Sono vini da attendere nel tempo, sempre sottili e vibranti, figli dei terreni poveri di questo territorio che si articola su tre valli che salgono in Appennino: Ibola restituisce i vini più sottili e salati, verticali e chiusi; Tramazzo è una valle che consegna i vini più eleganti e delicati, finissimi; Acerreta è invece la valle più ricca di argilla e i vini si esprimono su una trama tannica più fitta e sono materici e carnosi», prosegue Emilio Placci che con la longevità dei suoi Sangiovese sta meravigliando la comunità del vino italiano. «Quella di Modigliana è una identità originale, lontana da quella classica romagnola di vini prodotti sulle argille e noi su questa diversità stiamo costruendo un racconto nuovo, che mette il territorio (e non il marchio) al primo posto e “viaggia” in Appennino fino ai 600-700 metri di quota», spiega Francesco Bordini, agronomo, wine maker e titolare di Villa Papiano. «La storia della qualità, già dagli anni ’70 con la incredibile storia dei Ronchi di Castelluccio firmati da Gian Vittorio e Gian Matteo Baldi, è passata di qui. Oggi la stiamo rilanciando, complice una rinnovata sensibilità del mercato per i vini eleganti e freschi, sottili eppure complessi», conclude Maurizio Costa, imprenditore dalle origini romagnole che con la sua Torre San Martino sta conquistando i locali più prestigiosi di Montecarlo, Londra e New York.Doppio appuntamento il 9 e l'11 settembre 2017. A presentare l’annata 2016 ci saranno Giorgio Melandri, wine writer che per primo ha intuito le potenzialità delle vigne piantate in alto in Appennino, Francesco Bordini, agronomo e wine maker emergente, e Luca Gardini. Si parte il sabato alle 16 con la presentazione ai giornalisti dell’annata 2016 a cura di Giorgio Melandri e Luca Gardini, con un intervento sul territorio a cura di Francesco Bordini. I banchi di assaggio, resteranno aperti al mercato coperto (in centro a ridosso della Tribuna) fino alle 19. Si potranno assaggiare i Modigliana 2016, le Riserva Modigliana 2014 e tutti i vini di Modigliana (in totale circa 50). Il lunedì 11 si riparte con una giornata dedicata ai ristoratori e ai wine lovers. Banchi d’assaggio al mercato coperto dalle 11 alle 19 con la possibilità di pranzare (su prenotazione) mangiando la fiorentina alla brace cotta sul posto dalla Pro Loco di Modigliana. L’ingresso ai banchi d’assaggio è libero.

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L’iniziativa è promossa dai produttori di Modigliana (Balia di Zola, Cà Nova, Cantine Intesa, Casetta dei Frati, Castelluccio, Lu.Va., Mutiliana, La Pistona, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano), in collaborazione con la Pro Loco, il Comune di Modigliana e l’Accademia degli Incamminati. Per informazioni sull’evento e prenotazione cena: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Enoturismo. Politica in vacanza e ancora non è legge

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato dell'Associazione Nazionale Città del Vino. "Se ne parla da anni, ma rischiamo anche in questa legislatura di non avere un quadro normativo ad hoc per un settore che vale 14 milioni di arrivi enoturistici e 2,5-3 miliardi di € (secondo l’ultimo Osservatorio di Città del Vino/Università di Salerno). E mentre impazza in tutta Italia l’estate del vino, tra feste nei luoghi pubblici, sagre, eventi serali, l’Associazione Nazionale Città del Vino ribadisce la necessità di una strategia nazionale per rilanciare il settore. Una strategia che non prescinde dai territori, dai Comuni e dalle Strade del Vino, ideali e capillari cabine di regia pubblico-private. Il presidente Zambon: “Niente modelli all’americana in un Paese con secoli di storia, arte, paesaggi e monumenti. Alcune Strade hanno fallito, altre hanno avuto successo. Ripartiamo dai modelli positivi per esportarli in tutta Italia”. Dopo la presa di posizione dei territori e delle Strade del Vino, rilanciata con una nota congiunta nei giorni scorsi, anche Città del Vino torna a far sentire la sua voce sulla necessità di una legge di sistema sull’enoturismo per far decollare un settore dal grande potenziale in termini economici e occupazionali.

Auspicando che si arrivi all’approvazione entro fine legislatura, Città del Vino rilancia le proprie posizioni su alcuni punti chiave, condizione necessaria per dare slancio al settore, ovvero: finanziamenti ad hoc ai territori per efficaci strategie di promozione enoturistica di medio-lungo periodo; analisi e monitoraggio costante del mercato e delle tendenze; sostegno e finanziamento delle Strade del Vino, ideali cabine di regia sui territori per fare da collante tra il pubblico e gli operatori privati coinvolti a vario titolo (cantine, alberghi, ristoranti, enoteche, musei, agenzie di servizi, Comuni, proloco, etc); ma anche norme più chiare per la somministrazione e la vendita dei vini in cantina.

“Pieno sostegno alle preoccupazioni di chi opera sui territori, a stretto contatto con gli enoturisti, con impegno, poche risorse e un vuoto normativo che da anni chiediamo di riempire con una legge che dia dignità e giusto peso all’enoturismo come settore strategico nazionale, un fenomeno che le Città del Vino promuovono e studiano da anni con strumenti, azioni, iniziative; tra queste l’Osservatorio realizzato con l’Università di Salerno, a oggi l’unica e puntuale fotografia del mercato enoturistico in Italia – sottolinea il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. Sbaglia chi pensa a modelli all’americana o all’australiana: in Italia il turismo del vino non prescinde dai territori. Abbiamo bellezze, prodotti, tradizioni, una storia lunga secoli che ci ha lasciato in eredità patrimoni artistici e monumenti che tutto il mondo sogna di visitare. Sono questi i contesti dei vari attori in campo, dalle cantine a chi fornisce i servizi all’enoturista. Lasciamo quindi i modelli privatistici a chi non può vantare una storia e un’eredità come la nostra e di altri Paesi in Europa. Smettiamola anche di pensare alle amministrazioni locali come mere erogatrici di servizi, dalla raccolta differenziata alla segnaletica. L’impegno dei politici e dei sindaci, che hanno un mandato elettorale conferitogli dai cittadini sui programmi, è anche di favorire una visione di lungo periodo che faccia crescere tutti, il privato e il pubblico, entro orizzonti condivisi. Questo vale per tutto, ma riportando la questione all’enoturismo – conclude Zambon  - è chiaro che le Strade del Vino possono essere uno strumento, anche se non esclusivo, per realizzare questi obiettivi sui territori. Certo, alcune funzionano, altre non sono decollate per incapacità gestionali o mancanza di risorse. Ma non generalizziamo, anzi prendiamo ad esempio quelle Strade che rappresentano una buona pratica enoturistica e ripartiamo da queste per ridisegnare il futuro”.

I pericoli del viaggio nell'area alpina

Mercoledì 16 agosto 2017, h. 17,30, a VILLA SANTINA, negli spazi del Centro Sociale “Sergio Giatti”, Stefano MAGNANI (Università di Udine) propone un incontro dal titolo “I pericoli del viaggio nell'area alpina”. Le Alpi orientali furono attraversate fin da epoche preistoriche e protostoriche da numerose piste che seguivano le vallate fluviali e ne affrontavano i valichi che, essendo tra i più agevoli di tutta la catena montuosa, facilitavano le comunicazioni tra gli opposti versanti. Entrate nella sfera d'influenza romana nel corso dei decenni finali del III secolo a.C., le regioni alpine orientali furono ben presto frequentate da soldati, avventurieri e mercanti interessati alle attività di controllo del territorio, allo sfruttamento delle risorse locali o alla gestione degli scambi di merci e prodotti di più lontana provenienza. A partire dall'età augustea, nell'ambito della generale riorganizzazione dell'Italia e delle province limitrofe, furono realizzati intensi interventi di potenziamento della rete delle comunicazioni, con la creazione di vere e proprie arterie stradali, dotate di adeguate infrastrutture, per facilitare il controllo e le comunicazioni e agevolare i contatti e gli scambi commerciali tra le regioni del Mediterraneo e quelle transalpine. A cura della SFA Scoietà Friulana archeologia e del''UTI Comune di Tolmezzo - Comune di Zuglio - Comune Villa Santina – Comune di Forni di Sopra – Comune di Verzegnis – Comune di Ravascletto – Comune di Ovaro – Comune di Tarvisio – Comune di Forgaria nel Friuli.
Incontri successivi:

Sabato 19 agosto a Sutrio

Domenica 20 agosto a Moggio

Mercoledì 23 agosto a Zuglio
Giovedì 24 agosto a Ravascletto

Sabato 26 agosto a Verzegnis
Domenica 3 settembre a Camporosso
Sabato 9 settembre a Forgaria.

Nella foto il lago Volaia. Wouterhagens.

Buona questa erbaccia!

Quante volte l'avete vista e considerata una pianta inutile e fastidiosa per la sua invadenza infestante di orti e campi? E' la Portulaca oleracea (detta anche erba grassa o Porcellana), un'erbaccia fantastica e ottima da mangiare. Oltretutto a costo zero. Contiene più Omega 3 di qualsiasi altra fonte vegetale, Vitamina A, B, C ed E sei volte più deglispinaci. Betacarotene sette volte più di quanto ne contengono le carote. Provatela, cruda, insieme allo yogurt, oppure, sempre cruda, in insalata con le patate lesse. Tutte le parti di questa pianta sono commestibili, sia i fiori sia i semi sia i fusti. courtesy foto: www.vegolosi.it

A Scansano si vendemmia di notte

La cantina di Scansano sfida la siccità e gioca d’anticipo, dando il via alla raccolta di notte. Sono state notti intense quelle di questi primi giorni di agosto per la famiglia Terenzi – titolare dell’omonima cantina di Scansano, in provincia di Grosseto - e per i suoi dipendenti, scesi in campo per una vendemmia anticipata, al chiarore delle stelle. Ore di fatica, scandite da un lavoro minuzioso e incessante, ripagato però da risultati eccellenti, come attestano le prime analisi effettuate sul raccolto. Quest’anno le altissime temperature estive e la siccità prolungata, hanno spinto l'azienda ad anticipare i tempi della vendemmia, partita il 3 agosto, con la raccolta del Viognier, un mese in anticipo rispetto agli anni passati, e continuato in queste notti con la selezione dei Merlot, poi di Vermentino e Syrah.  Una decisione coraggiosa, imposta dalle analisi effettuate costantemente sulle campionature delle uve i cui risultati hanno richiesto l’intervento tempestivo della cantina. “In un tempo di cambiamenti climatici importanti l’imprevisto è all’ordine del giorno - spiega Balbino Terenzi, responsabile della produzione – Per questo è essenziale un monitoraggio continuo, che effettuiamo da tempo e che ci ha permesso di intervenire prima che la produzione di quest’annata fosse danneggiata”. Caldo e siccità accelerano la formazione di zucchero nelle uve e attendere settembre significherebbe esporsi al rischio, quasi certo, che al momento della vendemmia la fermentazione alcolica sia già in atto. “La raccolta di notte consente di rallentare il processo ossidativo delle uve, evitando che il caldo faccia innescare il processo di fermentazione e preservandole dallo shock termico all’ingresso in cantina – aggiunge l’agronomo Eugenio Ranchino –. In questo modo le uve conservano tutti gli aromi che poi caratterizzeranno il prodotto finale”.
Per quanto riguarda il Viognier, i livelli qualitativi sono molto alti. “In una settimana l’uva ha accelerato notevolmente la maturazione, con un’evoluzione che di solito richiede almeno una quindicina di giorni - precisa Balbino Terenzi - le rese di quest’anno sono più basse rispetto al 2016, - 30% di quantità prodotta e - 5% di resa alla pressatura, ma quello che conta per noi è preservare la qualità delle uve, per garantire un prodotto di alto livello”.
Sono partite anche le prime campionature sui Sangiovese, che solitamente richiedono tempi di maturazione più lunghi, per tenere monitorato lo stato degli acini. Il Sangiovese è un vitigno chiave nella produzione di Terenzi, dalle sue uve infatti si ottiene il Madrechiesa, fiore all’occhiello dell’azienda, espressione raffinata ed elegante della Maremma Toscana e del suo vitigno.

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