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Triestino il Campione Italiano di scacchi Under 10

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E' triestino il Campione Italiano di scacchi Under 10. Allievo del Maestro Massimo Varini, tesserato presso l'Accademia di Scacchi ASD di...

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Nuova sede Consorzio Aceto Balsamico Modena IGP

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INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL CONSORZIO DI TUTELA DELL’ACETO BALSAMICO DI MODENA IGP. A Palazzo Fontanelli in via Ganaceto 113 a...

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Montasio Day and Wine

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Al via le degustazioni itineranti “Montasio Day and Wine”. Aperitivo Dop & Doc con Montasio e Vini Friulani. Un tour nelle...

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Oiv premia Vinifera

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Premio Oiv -Organisation International de le Vigne et du Vine 2018 - Categoria Viticultura - è stato assegnato a “Vinifera – L’Italia dei...

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Gran finale Folkest con Shel Shapiro

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FOLKEST 2018. A Spilimbergo gran finale lunedì 9 luglio alle 21.15 in piazza Duomo. Ospite d'onore Shel Shapiro. 

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A Piano d'Arta - Dimplan- tra epoca romana e Medioevo

La Società Friulòna di Archeologia propone un interessante incontro, gratuito e aperto anche ai non soci: "quattro passi per Piano d'Arta (Dimplan). Tra epoca romana e Medioevo... Sabato 21 luglio 2018. L'incontro è organizzato dalla Sezione Carnica della SFA odv. Di seguito il programma: 

- h. 9,30 - Ritrovo e partenza dall’Hotel Park Oasi di Piano d’Arta, viale delle Terme, 15 - bevanda di benvenuto;
- h. 10,00 - Visita alla chiesa dei Re Magi (Santo Spirito): esempio medioevale di architettura e arte pittorica;
Percorrendo facilmente la via Julia Augusta, passando l’antico confine della Radice (randa romana) - con un po' di fortuna si potrebbe  trovare anche qualche fossile di ammonite -  arrivo alla chiesa di San Nicolò degli Alzeri (la chiesa dei Templari) con i resti del romitorio;

- h. 12,30 - lungo i sentieri, i trois, passando per il centro di Dimplan, si arriverà allo stavolo della famiglia Löwenthal dove verrà servito, all’aperto, il pranzo (in caso di maltempo questo si terrà presso l’Hotel Park Oasi);
- h. 15,00 - visita botanica sulle piante spontanee e archeologica del luogo.
- h. 17,00 - rientro.
Accompagnatore il sig. Mauro Löwenthal, profondo conoscitore delle scienze naturali e cultore della storia, dell’arte e delle tradizioni della Carnia.
Per motivi organizzativi è obbligatoria  la prenotazione al n. tel. 3338175555 (dott. Giuliano Grosso, coordinatore della Sezione Carnica).

Avocado week

Avocado burgerAvocado burger

Settima edizione per Avocado Week di East Market Diner, che torna con un nuovo appuntamento dal 19 al 22 luglio a Lambrate. Nella cornice del Diner, lo spin-off del popolare mercatino domenicale East Market, sarà possibile gustare per quattro giorni tantissimi piatti a base di avocado dai nachos con guacamole fresca fatta in casa all'avocado toast con pane integrale, dall'avocado e uovo in camicia all'avocado waffle con uovo e bacon. Nella foto l'avocado burger con un frutto farcito di tartarre al salmone, insalata e cipolla rossa. nom nancheranno l'avodado pokè con riso e salmone  o versione vegana con tofu e le avocado chips. Oltre alla sala interna è anche disponibile il terrazzo sul tetto dell'edificio con quaranta posti a sedere e proprio per la natura informale e legata alla tradizione dello street food non è previsto il servizio al tavolo. Tutte le info su facebook.com/eastmarketdiner e instagram.com/eastmarketdiner.

 Avocado Week East Market Diner Via Privata Giovanni Ventura, 16 – Milano. Dal 19 al 22 luglio giovedì e venerdì dalle 18 alle 24 sabato dalle 12 alle 16 e dalle 18 alle 24 domenica dalle 12 alle 16 e dalle 18 alle 23

 

Festa dell'aglio di Resia

Lo “Strok” è il tipico aglio della Valle di Resia che si riconosce per la sua tunica rossastra e il suo particolare aroma dolce. Coltivato con tecniche tradizionali, viene messo a dimora nel mese di novembre e raccolto nel mese di luglio. E’ un prodotto di nicchia diventato presidio Slow Food nel 2004 che ogni anno attira in Valle centinaia di persone. La produzione dell’aglio resiano pur in costante aumento negli ultimi anni rimane una produzione per lo più a carattere familiare. 


A partire dalle 12.00 di domenica 22 luglio 2018 a san Giorgio di Resia degustazione di piatti a base di Aglio di Resia a cura di Tilly’s Pub & Catering di Tolmezzo (menù degustazione completo su prenotazione obbligatoria in due fasce di orari alle 12.00 e alle 13.30). In mattinata “Alla scoperta del sentiero del Gusto” organizzata dall’Ecomuseo della Val Resia (prenotazioni entro il 20 luglio al 3886059065).  Durante tutta la giornata sarà possibile acquistare l’aglio e i suoi prodotti derivati, prodotti tipici regionali e prodotti dell’artigianato locale.  In Valle inoltre potrete visitare il museo dell’Ex-Latteria a San Giorgio, il Centro Visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie a Prato di Resia (orario dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Aperti a Stolvizza di Resia, il Museo dell’Arrotino (10.30 - 12.30 e 14.00 - 16.00) e il Museo Etnografico della Gente della Val Resia (10.00 – 13.00 e 14.00 – 16. 00).

 

ArtinVal intrecci di natura con i cestai

Fino al 15 luglio 2018 a Tramonti di mezzo (Val Tramontina, Pn) c'è ArtinVal, festival dell’arte e dell’artigianato, che si sposa si sposa con la Sagra della Beata Vergine del Carmine, tradizionale festa paesana, e con il 2° Simposio Nazionale dei cestai italiani. Saranno presenti 53 cestai provenienti da 14 regioni italiane che lavoreranno insieme mettendo a confronto metodi, utensili e materiali, condurranno laboratori aperti a tutti e creeranno assieme al pubblico un cesto gigante a memoria dell’evento.

La cesteria è stata una attività importantissima per l’economia e dunque la vita di Tramonti di mezzo che nell’Ottocento vedeva in attività oltre 100 cestai.

Una storia recuperata attraverso il libro “Raza di povegna, stompli di crognâl” - che contiene interventi di Gianni Colledani, Patrizia Bertoncello, Rosetta Facchin, Giacomo Miniutti, Andrea Magnolini, Tito Pasqualis, Leandro Dreonche - che verrà presentato sabato 14 alle 17.00, accompagnato dai canti di tradizione orale del coro di Tramonti.

Per tutta la durata delle manifestazione ci saranno momenti enogastronomici (sabato e domenica chioschi aperti tutto il giorno), mostre, concerti, mercatino artigianale e fiera dei cestai (sabato e domenica) laboratori per tutti i gusti e per tutte le età, attività per bambini, escursioni, attività creative partecipate, installazioni artistiche. Segnaliamo anche: sabato alle 18, “Quello che resta. Storie di fazzoletti, patate e memorie perdute” spettacolo teatrale itinerante con Sara Beinat, Marianna Fernetich, Daniele Palmeri, cui seguiranno alle 21 il concerto di musica folk con i Benandanti e alle 23 il Concerto di musica folk-rock con il gruppo I Salici. Domenica alle 18 spettacolo teatrale per adulti e bambini con Alberto de Bastiani e il Concerto folk-rock con gli Alzamantes. Chiudono il ricco programma domenica sera dalle 21 l’Orchestra 90 (per ballare in pista) e la Tombolissima. 

MARMO & ALBICOCCHE Marmor und Marillen

A Lasa – Val Venosta (BZ)  il 4 e 5 Agosto 2018 si svolgerà la festa del marmo e delle albicocche, per omaggiare e ricordare due dei prodotti simbolo della Val Venosta. Lasa infatti è nota per il suo “oro bianco”, il marmo finissimo di rara purezza e per le gustose albicocche dall’ineguagliabile sapore. "Marmor und Marillen" è la festa che celebra questi due pilastri dell’economia locale e della vita di questa zona. Il particolare clima della Val Venosta con molto sole, poche precipitazioni e molto vento conferisce alle albicocche venostane un sapore inconfondibile. La coltivazione delle albicocche avviene sui terreni sabbiosi situati tra i 700 e 1200 metri sul livello del mare, fattore indispensabile per garantire un prodotto eccellente. Le grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte inoltre fanno sì che i frutti maturino lentamente e sviluppino un aroma dolce-acido equilibrato. Forma ovale e buccia sottile e vellutata di colore giallo scuro, tendente all’arancione: l'albicocca è certamente il frutto che caratterizza l’estate in Val Venosta. La sua polpa morbida e succosa, dal sapore pieno e lievemente acidulo, si presta bene a essere utilizzata per la preparazione di dolci e marmellate, succhi, liquori, grappe, frutta secca.

Non per ultimo l’albicocca venostana è anche l’ingrediente principale di diverse ricette altoatesine, come ad esempio i canederli di albicocche. 

albicocche ricette 1000albicocche ricette 1000

Le albicocche venostane, commercializzate da VI.P (Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta), possono essere acquistate direttamente durante la festa o nei negozi al dettaglio delle cooperative associate: la JUVAL a Castelbello, la MEG in Val Martello, la GEOS a Silandro, la OVEG a Oris e la Bottega del Contadino a Stava-Naturno. IL MARMO DI LASA. Famoso in tutto il mondo, prevalentemente utilizzato nella costruzione di chiese o sculture, è stato anche utilizzato da architetti contemporanei per opere a New York, Londra e Berlino. In occasione della Festa del Marmo e delle Albicocche molti artisti espongono le loro opere realizzate con il marmo.

 

A San Vito al Tagliamento la Dirindina

Venerdì 13 luglio 2018 si chiude il Piccolo Opera festival FVG ideata dal baritono Gabriele Ribis. Appuntamento alle 21 al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento con  “La cantata del caffè” di J.S.Bach e “La Dirindina” di Domenico Scarlatti. Si tratta di una produzione d’opera in versione “da salotto” realizzata in collaborazione con Opera Studio School di Bologna che prevede due intermezzi barocchi: una sorta di carosello con scenette divertenti e di spiccata quotidianità. Un inedito abbinamento legato dal tema del capriccio delle due protagoniste femminili. Liesgen, interpretata dal soprano messicano Mariana Valdés nel primo caso, è “incapricciata” del caffè e Dirindina nel secondo (con la voce del mezzosoprano giapponese Mae Hayashi) che si “incapriccia” per la carriera da cantante. La regia è firmata da Bruno Praticò e la direzione musicale da Eddi De Nadai.

La tradizione musicale sanvitese è strettamente legata alla nascita del’Opera. L’Antico Teatro Sociale, restaurato una decina di anni or sono e dedicato alla memoria di Gian Giacomo Arrigoni, ne è la testimonianza più tangibile. Il musicista sanvitese documentato a Venezia e a Vienna nella prima metà del ‘600 è uno dei primi, se non il primo a comporre concerti da camera vocali. 

 

Ecco di chi è il Montasio migliore

Proclamati i vincitori del 16esimo concorso interregionale del Montasio Dop, durante la Festa del Formaggio a Malnisio (la festa proseguirà fino al 15 luglio). 27 i partecipanti distribuiti fra le due regioni di produzione, Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Premiati i primi tre classificati per il miglior Montasio, per ogni tipologia di stagionatura: fresco, mezzano e stagionatoNella categoria “Fresco” a primeggiare è stato il caseificio Della Savia di Basiliano (UD) con il casaro Silvano Della Savia; secondo il Caseificio sociale di Coderno (UD) con Nezha Hamdi; terzo il caseificio Sociale di Cividale/Valli del Natisone con Giovanni Buttolo . Per la categoria “Mezzano”, si è distinta la Parmalat – Latterie Friulane di Campoformido, (UD) con il casaro Franco Della Mora; secondo ancora il caseificio Sociale di Cividale/Valli del Natisone con Giovanni Buttolo e terza la Latteria Sociale Turnaria di Maron di Brugnera (PN) con Giovanni Gardenal. Per la categoria “Stagionato”, si è distinta ancora la Parmalat – Latterie Friulane di Campoformido, con il casaro Franco Della Mora, secondo il caseificio Artelatte di Ovaro (UD), con David Urban (Montasio PDM – prodotto di montagna - dove tutta la filiera produttiva, l’alimentazione delle bovine, la materia prima e le fasi di trasformazione e stagionatura, avviene in territorio montano); terze le Latterie Venete di Vedelago (TV) con Emanuele Bizzotto. Da segnalare anche la significativa classificazione dell’azienda “La Sisile” di Talmassons a un passo dal podio con il Montasio Biologico.

A presenziare alla manifestazione il neoassessore alle risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier il quale ha ricordato quanto sia prioritaria e fondamentale la valorizzazione di questa eccellenza, il presidente del Consorzio di tutela del Montasio Dop, Maurizio Masotti, il presidente dell’Associazione Allevatori Regionale, Renzo Livoni e il presidente dell’organizzazione di Malnisio, Omar De Pol. Come nelle precedenti edizioni, a Festa del Formaggio vuole promuove e far conoscere anche i formaggi Caprini, prodotti dalle aziende nella nostra regione. Domenica 15 luglio dalle 11 sarà infatti presentato anche il nuovo marchio regionale “Cuore Caprino”. 

Gemona città reale e immaginaria

A noi calvinisti appassionati, nel senso di fan di Italo Calvino, non solo della sua triologia "barone rampante, visconte dimezzato e cavaliere inesistente" ma soprattutto delle Città invisibili questo appuntamento di Gemona del Friuli sembra particolarmente attrattivo. Nell’ambito delle manifestazioni di “E_state in Centro”, l’Ecomuseo delle Acque propone un laboratorio teatrale suddiviso in due appuntamenti in programma sabato 14 e sabato 28 luglio 2018, a partire dalle 17 a Gemona nella piazzetta Celotti, quella tra il LAB Terremoto e via San Giovanni. A svolgere il laboratorio Terre in Moto. Gemona, le città nascoste, concepito all’interno del tessuto urbano e incentrato sul tema del paesaggio, è la compagnia Teatro della Sabbia. Caterina Comingio e Vincenzo Muriano, autori-guida del progetto, hanno sviluppato il loro percorso mettendo in stretta relazione diverse sfaccettature legate al paesaggio: quella interiore e cristallina di Italo Calvino nelle sue Città invisibili, quella intimista e sottile di Andrea Zanzotto nel suo Luoghi e paesaggi, e infine quella di Eugenio Turri che, in Il paesaggio e il silenzio, ne scandaglia la dimensione visibile e invisibile.

Lo scenario offerto da Gemona, città reale e immaginaria nella quale ne convivono altre - come Isaura, città dai mille pozzi e Olinda, città che cresce in cerchi concentrici - è il tracciato del gioco di relazione tra tematiche ecomuseali e teatrali, che verrà proposto al pubblico presente. Una “caccia al tesoro” con Gemona al centro, mentre il suo paesaggio nascosto sarà argomento di indagine, confronto e gioco teatrale. È un viaggio dell’immaginazione “dentro e fuori” gli spazi concreti della città, e soprattutto in quelli più lontani dallo sguardo quotidiano, per riappropriarsi di un’identità umana fatta di luoghi, segni, memorie.

 

Bike festival della nocciola in Alta Langa

Bike Festival della Nocciola  nei giorni 24, 25 e 26 agosto 2018 in Alta Langa. Ospiti d’onore della manifestazione Gianni Bugno (due volte campione del mondo) e Roberto Conti (vincitore di una tappa al Tour de France nel 1994 all’Alpe d’Huez e gregario di Marco Pantani). Speaker d’eccezione Paolo Mei, voce storica del Giro d’Italia. Venerdì 24 agosto apertura della manifestazione con l’Opening Bike Festival della Nocciola dalle 19.00. Ma i veri protagobnisti saranno i paesaggi in cui pedalare con percorsi per tutti i livelli, comprese le celebri Salite dei Campioni. Nella mattinata di sabato 25 agosto si svolgerà la Pedalata con il Campione, passeggiata in bicicletta non competitiva adatta a tutti. E' possibile noleggiare e-bike.  Nel pomeriggio spazio alla “Cronoscalata Sinio-Albaretto della Torre” da Sinio ad Albaretto della Torre, gara su percorso in salita della lunghezza di 6,12 km valida per il Campionato provinciale della montagna Acsi Cuneo e Torino e per il Campionato regionale Uisp "Tra sole donne". Partenza del primo concorrente prevista alle 17.00. All’arrivo, ad Albaretto della Torre, dalle 17:30 alle 19:30, per l’evento “Assaggi dall’Alto” verranno allestiti banchi di assaggio aperti a tutti nel giardino della Torre con i produttori locali. 

Domenica 26 agosto  la gara principale del Bike Festival, la “Granfondo San Maurizio 1619”, manifestazione ciclosportiva con partenza da Santo Stefano Belbo e arrivo in salita al Relais San Maurizio. Percorso di 120 km e 2000 m di dislivello di grande contenuto tecnico e paesaggistico con una formula che abbina l’agonismo al cicloturismo: previsti 4 tratti cronometrati che concorreranno alla classifica finale alternati a tratti cicloturistici ad andatura libera che consentiranno di gustarsi al meglio le meraviglie del territorio langarolo. Partenza alle 8.30, con premiazioni alle 15.30. Quota di partecipazione: 30 euro fino al 31 luglio, 35 euro dal 1 agosto al 24 agosto, 40 euro in loco sabato 25 e domenica 26. Al termine della gara è previsto il pasta party per gli atleti al Relais San Maurizio. Per le famiglie percorso degustazione, a pagamento, dai formaggi alle nocciole, dalla birra artigianale all’Asti secco (Santero). 
Informazioni e iscrizioni gare QUI


Al Laite di Sappada la stella di Fabrizia Meroi

La chef Fabrizia MeroiLa chef Fabrizia Meroi

Il firmamento della ristorazione friulana si è arricchito ulteriormente con il ritorno di Sappada (dopo 175 anni) al Friuli Venezia Giulia. La chef Fabrizia Meroi, cividalese di nascita ma sappadina per amore, ritorna a esporre la bandiera della sua regione nel panorama mondiale della gastronomia d’eccellenza. Non è un caso se la prestigiosa guida Michelin (che le aveva assegnato la stella nel 2002) le ha riconosciuto il premio Chef donna 2018, istituito da Veuve Clicquot in seno al progetto Atelier des Grandes Dames. Per una cuoca che si definisce autodidatta è un traguardo di assoluto rilievo e che si aggiunge ai riconoscimenti già meritati, come il titolo di cuoca dell’anno della Guida de L’Espresso ottenuto nel 2013. Ma tutti questi premi non hanno di certo montato la testa della talentuosa friulana, che continua con il suo passo, pur riconoscendo che sono sicuramente un motivo in più per progredire, trovare nuovi stimoli, migliorare ancora.

Tali risultati sono il frutto di un continuo lavoro di ricerca di una famiglia: Fabrizia ha trovato il suo punto d’equilibrio interiore dall’incontro con Roberto Brovedani, suo marito ma soprattutto suo consigliere. I due si conobbero nell’ormai lontano 1987 quando la Meroi, appena diciottenne, arrivò a Sappada per entrare in cucina, come semplice lavapiatti, mentre Roberto si aggirava già tra i tavoli come cameriere. Ma la chef la passione l’aveva ereditata dalla mamma e dalla nonna, che a Cividale le avevano insegnato le prime nozioni di cucina nell’osteria di famiglia. La curiosità, unita all’enorme passione, ha cosi trasformato Fabrizia in una cuoca d’eccellenza. Al ristorante Laite, un’autentica bomboniera con solo una ventina di coperti, ricavata in un’antica costruzione del '700, si respira un’atmosfera davvero speciale, dove la semplicità è apparente e ogni piatto parla del territorio.

 

È forse il caso di dire che il territorio entra nel piatto, come nell’antipasto denominato Dolomite. Si tratta di trota marmorata servita con una crema di roccia delle Dolomiti, plancton, acqua di betulla, saurnschotte (antico formaggio sappadino) e altre erbe. Incredibile ma vero: la roccia è in polvere e Fabrizia l’acquista in farmacia, per poi trasformarla in una deliziosa crema. Ma utilizza anche un formaggio che un tempo si faceva in ogni casa di quell’angolo del Cadore. Il latte in eccesso, per non buttarlo, veniva lasciato per alcuni giorni in recipienti di ghisa sul bordo delle stufe a legna, fino a ottenere la giusta consistenza. Il tutto veniva sgocciolato in sacchi di lino e poi mescolato al dragoncello, per essere conservato in mastelli di legno. Oggi i recipienti sono in acciaio e si utilizzano moderni termometri, ma il gusto resta identico: un formaggio fresco la cui aromaticità è data dal dragoncello. Nel menu estivo del Laite c’è anche il piatto “dentro e fuori dall’acqua”: rana, lumaca, cavolfiore e bacca batak. Da provare la pasta di sorgo servita con un’acqua al caffè e il cervo fondente, cirmolo, tuberi e muschio; così come è squisito il vitello, servito con silene, piselli e camomilla.


I dessert sono decisamente coinvolgenti, non manca la personale interpretazione del Tiramisù, ma molto sfizioso è il “genziana”; gelato doppio latte, semi di girasole, miele allo zafferano.

Insomma un’esperienza sensoriale a 360 gradi se si considera anche l’accompagnamento dei vini, suggerito da Roberto Brovedani, che, per non essere da meno della moglie, ha ricevuto il premio come “cantina dell’anno 2018” da L’Espresso.

Elephant Claps a Villa Manin

Elephant ClapsElephant Claps

Proseguono a Villa Manin di Passarano, nel parco sotto il grande cedro le mattinate domenicali d’estate in collaborazione con Associazione Stage Plan: concerti a ingresso gratuito (eventuale degustazione di prodotti tipici regionali a cura di Sapori United a pagamento). Un appuntamento a misura di giovani e di famiglie, per abbinare il piacere della buona musica e della enogastronomia di qualità tra il verde del Parco. Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti, domenica 15 luglio, alle 11.30, terzo e ultimo concerto con la performance degli “Elephant Claps”. Una band di voci perfette che si intecciano all’unisono, melodie che catturano, multigroove, polifonia e un’energia inesauribile: alternano ritmi e colori afro-funk-reggae-soul-latin-jazz usando soltanto aria, pressione e corde vocali. #èbelloedègratis

Arti e Sapori a Zoppola con 100 buskers

Arti e Sapori. Zoppola in festa accoglie 100 artisti di strada da tutto il mondo. Il 27-28-29 luglio a Zoppola l’allegra invasione dei buskers. Arti e Sapori, 14^ Fiera Internazionale dello Spettacolo di Strada organizzata dalla Proloco del Comune di Zoppola e promossa dall’Amministrazione Comunale trasforma per tre giorni la cittadina pordenonese in un grande teatro a cielo aperto dove più di 100 artisti tra musicisti, acrobati, clown e giocolieri si esibiranno nelle piazze e lungo le vie del centro storico. 

Insieme al Festival di Brocante con cui c’è stretta collaborazione nella definizione del programma artistico, Arti e Sapori è - nell’estate 2018 - uno dei più importanti appuntamenti in regione per le compagnie europee di spettacolo di strada, in una sorta di meeting internazionale del circo contemporaneo.

Ricca la proposta gastronomica con prodotti del territorio protagonisti: gnocchi con le patate di Ovoledo, gamberi di Orcenico, frico, carne allo spiedo e alla griglia a km 0, sardelle fritte, bigui in salsa, seppie in umido, baccalà, rane fritte sono alcuni dei piatti della tradizione veneto-friulana che si potranno degustare a Zoppola accompagnati dalle birre di 9 produttori artigianali, dai vini di alcune cantine della provincia di Pordenone e del Collio friulano e dagli aperitivi e cocktails a base Grappa Pagura. Tra le novità nei menù proposti da segnalare sicuramente una specialità che mescola gli aromi e la tecnica di cottura lenta e affumicata del barbecue americano con la carne e le verdure a km 0 locali. Il risultato è il panino con il pulled pork che si può degustare al chiosco della Proloco con la farcitura a base di cipolla rossa di Cavasso. Arti e Sapori non dimentica i visitatori vegani e vegetariani: a loro sono dedicati piatti particolari in quasi tutti gli stand.

Un'accoppiata tra spettacolo e buona cucina, che in 14 anni ha fatto diventare Arti e Sapori di Zoppola uno degli eventi estivi più attesi della provincia di Pordenone.  Tante attività anche per i bambini con giochi gonfiabili disponibili tutte le sere accanto al municipio e allo stadio e lettere espressive domenica alle ore 10.00 all’ingresso Municipio. Ad accompagnare i tanti visitatori lungo le vie di Zoppola anche un mercatino di artigiani, artisti, hobbisti con oltre 100 bancarelle tra cui spicca quest’anno l’angolo delle delizie con prodotti agroalimentari di eccellenza: la cipolla di Cavasso, lo Zafferano di Dardago e una selezione dei migliori tartufi italiani.
Arti e Sapori Zoppola cerca di ridurre al minimo l'impatto ambientale dei tre giorni di manifestazione grazie all'uso di stoviglie riutilizzabili, bevande alla spina, acqua gratuita direttamente dalla casetta, prodotti a km 0 e modalità di comunicazione legate soprattutto al web. La Regione Friuli Venezia Giulia ha premiato questo impegno degli organizzatori assegnando alla  manifestazione il titolo di ECOFESTA.

Il programma completo QUI

La nuova squadra del Lume by Taglienti

Federico Recrosio, Ilario Perrot, Saverio Piccolo, Luigi TaglientiFederico Recrosio, Ilario Perrot, Saverio Piccolo, Luigi Taglienti

Il sommelier Ilario Perrot, affermato professionista di 31 anni, da alcune settimane ricopre il ruolo di sommelier all’interno del ristorante Lume by Taglienti di via Watt 37 a Milano. Ilario si affianca al sous-chef Saverio Piccolo e al maître Federico Recrosio, formando un team d’eccellenza capace, grazie alle qualità professionali acquisite negli anni, di offrire un servizio di altissimo livello oltre che innovativo nella sua formula. 

A STORO 4° FESTIVAL DELLA CULTURA DELLA POLENTA

Amanti della farina colore giallo oro l'appuntamento è a STORO! DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018. Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, ospita la 4^ edizione del festival della polenta. Giornata di assaggi con carnet di tikets, aperto al pubblico, dedicato all’oro giallo di Storo nelle stradine del borgo antico della valle del Chiese. Storo è sempre più “distretto” della farina di granoturco, ma soprattutto sempre più bandiera di una cultura dell’alimentazione tradizionale, piatti tipici, storia e cultura di un territorio. All’insegna di un unico brand: la pannocchia di granoturco, che a Storo si chiama Grano Nostrano. 

La farina è eccezionale per polenta e gallette. L’edizione 2018 punta sul binomio granoturco e castagne. A giudicare “ le migliori polentate del 2018” sarà una giuria di esperti, nutrizionisti e appassionati di storia e cultura culinaria. Presente il grande paiolo di Roncone che sforna mille fette. Storo è orami diventata la capitale della polenta italiana, un piatto povero che si arricchisce di ingredienti e novità, grazie all’impegno dei Polenter della proloco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90. Il Festival di Storo è il primo grande evento dedicato alla polenta, con grandi cuochi che si cimentano in antiche ricette, tanti banchi di assaggio e bancarelle. Domenica la giuria designerà la “polenta dell’anno” fra le tante sfide all’ultima trisa.  Prenotazioni QUI

Giampietro Comolli, giurato a Storo, rivaluta il valore nutritivo e alimentare della polenta, come base di migliaia di ricette tipiche di tanti territori italiani con aspetti salutistici, di valore colturale in zone svantaggiate, con una identità alimentare stagionale: "Il vero valore di una polentata, piatto povero e diffuso, sta nella sua grande stagionalità di consumo, nelle universali modalità di cottura, nella creatività di salse, sughi, intingoli e aggiunte varie che variano da borgo a borgo e che completano un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Senza dimenticare l’importanza di coltivare terreni difficili e di montagna, di creare lavoro e reddito attraverso il recupero di cibi antichi e il non spreco che ci insegnano le genti della montagna (in questo caso lombardo-trentine). La polenta è un alimento con quasi 250 anni di storia, inserita a buon titolo nel sistema alimentare della Dieta Mediterranea riconosciuta dall’Unesco, ma espressione anche di una più energetica “dieta continentale”. La polenta è un piatto che lega la salubrità derivante dalla farina “tutto fare”, dal colore giallo-oro-rossa dei chicchi del Nostrano,un cereale naturalmente senza glutine, ideale per sfornare anche croccanti gallette (alternative al pane) e morbidi biscotti. E’ questo il mix dieta-salubrità-energia che caratterizza la antica storia nutrizionale delle nostre alte colline-montagne affacciate sulla Pianura Padana. Un mix di dieta mediterranea e dieta continentale che esprime un sano equilibrio".

 

Riesling viaggio in 15 tappe

Dite Riesling e tutti pensano, giustamente, alla Germania. Ma questo vitigno non è solo tedesco, lo si trova anche in Austria, Francia, Italia e persino in Nuova Zelanda! Un vitigno speciale che si esprime attraverso stili variegati, dallo spumante ai vini dolci e dal quale si ottengono vini di elevata qualità: eleganti, dotati di struttura leggera e basso grado alcolico. Sfortunatamente non è un vino che gode di grande fama, poiché in un passato relativamente recente con il nome di “Riesling” venivano imbottigliati anche vini banali e di bassa qualità. Originario della Valle del Reno, nasce da un incrocio tra Heunisch (Gouais Blanc) e Traminer, ma non si sa con altrettanta precisione da dove derivi il suo nome. Quattro sono le ipotesi: da “Rissig” che significa corteccia screpolata, da “Verrieseln” per il fatto che il Riesling è soggetto ad acinellatura, forse da “Rußig” per il colore scuro delle parti legnose o ancora da “Reißend” che significa impetuoso/irruente per la spiccata acidità tipica di questo vitigno.

In Austria è chiamato rhein riesling o weisser riesling. Viene coltivato soprattutto nelle zona di Kamptal (una valle nei pressi di Krems caratterizzata da un clima pannonico relativamente caldo e da terreni di roccia sedimentaria, composta da materiale finissimo con alta percentuale di carbonato di calcio, che prende il nome di Löss) e Wachau, con risultati che possono competere con alcune delle migliori espressioni tedesche. Un vino rotondo che profuma di pesca gialla matura e melone, di maggiore struttura, ma con un’acidità e una mineralità meno marcate. La combinazione dei terreni vulcanici e dell’azione del volano termico svolta dal Danubio crea nella zona di Wachau le migliori condizioni per lo sviluppo del Riesling che svela i suoi profumi tipici di pietra focaia, pesca bianca e pompelmo rosa. Il sorso è avvolgente e rotondo, equilibrato da una chiusura agrumata che ricorda il mandarino. Una importante degustazione condotta a Trieste dall’AIS ci ha consentito di conoscere più da vicino questo vino in un coinvolgente tour enoico. I riesling possono essere vini secchi, leggeri e snelli che generalmente profumano di mela, pompelmo, limone, pera, pesca, albicocca, mandarino, melone e maracujá (frutto della passione). Talvolta invece esprimono grandissima aromaticità e struttura attraverso note più mature di fichi, cannella, caramello, pietra focaia fino ad arrivare agli idrocarburi.

Cominciamo il nostro viaggio dalla Val Venosta, sui pendii scoscesi di Castel Juval caratterizzati da terreni poveri e magri, simili a quelli austriaci e tedeschi. Il riesling di questa zona è un vino elegante e fine, che presenta note fruttate di mela, mandarino e pesca bianca. In bocca si distingue per la piacevole freschezza, la struttura lineare e la chiusura sapida.


Proseguiamo verso l'Alsazia, incantevole regione della Francia al confine con la Germania, caratterizzata da terreni calcarei, marne e gneiss; clima soleggiato e secco. In questa zona i riesling si caratterizzano per una maggiore aromaticità, complessità e austerità. I profumi di pesca bianca e pompelmo, affiancati da note leggermente affumicate e di idrocarburi, mettono in luce un forte carattere minerale, accompagnato da eleganza e freschezza che si ritrovano anche al palato.


Dall’Alsazia voliamo in Nuova Zelanda, estremo lembo meridionale del mondo enologico, più precisamente a Waipara, nella zona di Canterbury, nell’Isola del Sud che presenta un clima fresco, secco e molto soleggiato; i terreni sono ciottolosi a base di calcare, argilla e loess. La Nuova Zelanda è riconosciuta nel mondo vitivinicolo soprattutto per il sauvignon blanc, il riesling non è altrettanto diffuso e a confronto con i fratelli europei è un po’ meno elegante. Nonostante ciò, al naso sorprende con sentori floreali di rosa, frutta esotica, pesca e pompelmo accompagnati da una nota sfumata di idrocarburi. Al palato è percettibile un leggero residuo zuccherino, il sorso è rotondo e l’alcol è ben equilibrato dalla freschezza citrina.

Torniamo nella madrepatria del riesling, la Germania; qui la culla in cui questo vigneto si esprime al meglio è il Rheingau, regione che si estende sulla sponda destra del Reno, costituita da pronunciati pendii esposti a sud con clima mitigato dall’azione termica del fiume. I vini sono più fruttati e un po’ meno minerali, potenti e sontuosi. Risaltano i profumi fruttati di mela golden, pera e pesca accompagnati dalla tipica nota di idrocarburi, ammorbidita da sentori di pasticceria e un profilo balsamico-resinoso. In bocca il vino svela un lieve residuo zuccherino, una bassa alcolicità e una nota fresca ben integrata. Sorso elegante, fine e di elevata piacevolezza.


Last, but not least! Arriviamo in Mosella: la più antica regione vinicola tedesca, caratterizzata dal territorio più ampio con vigneti scoscesi; i terrazzamenti orientati verso sud / sud-ovest offrono alle viti un microclima straordinario.

I riesling della Mosella presentano un corpo più delicato, al naso spiccano note floreali e agrumate. Il sorso presenta un caratteristico residuo zuccherino, bilanciato da una slanciata vena fresca e minerale. Vini che esprimono una certa complessità e persistenza attraverso un fine equilibrio e una grande eleganza.

Durante questo coinvolgente viaggio (durato ben quindici vini), siamo stati accompagnati dalla presidente dell’ AIS Alto Adige, Christine Mayr: relatrice molto competente e altrettanto entusiasta, che ha arricchito la serata con interessanti approfondimenti e note di degustazione. E' stata vera Maratona di riesling all'altezza delle aspettative!

Cartizze dry la Tordera

VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG CARTIZZE dal perlage persistente a grana minuta. L’azienda vitivinicola La Tordera della famiglia Vettoretti, situata nell’area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, possiede 65 ettari di vigneti. Tra questi uno ormai secolare nel Cartizze, l’area di maggior pregio. La Tordera adotta il Protocollo Viticolo del Consorzio Conegliano Valdobbiadene DOCG e attua un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale con un approccio che si traduce in  “Naturale Balance”. L’obiettivo è produrre un vino espressione del vigneto, prodotto solo con le sue migliori uve. Il risultato è un Cartizze straordinariamente versatile, equilibrato e con struttura.  La Tordera Cartizze Dry è il risultato della lavorazione delle uve provenienti dal vigneto centenario del colle Tordera nella zona del Cartizze nel Comune di Valdobbiadene. Il vigneto si trova ad una altezza di 260 metri s.l.m., si estende per un ettaro con esposizione a sud. Terreno di origine argillosa con sedimenti marini, ripido e scosceso, che gode di buona escursione termica e brezza caratteristica.  Alla raccolta delle uve, eseguita completamente a mano, segue una pressatura soffice e un leggero contatto con le bucce a cui seguono sei settimane in autoclave per la presa di spuma. Sentori di pera abate, fiori di tiglio e glicine e un forte e spiccato profumo di mandorle.

Nel 2018 l'azienda festeggia i 100 anni di questa vigna, piantata nel 1918 dal bisnonno Bepi. Presente in cantina anche l’etichetta celebrativa - limited edition - dell’importante anniversario “100 viti e vita” di Cartizze Dry.

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